Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro.
Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa.
Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov.
Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea).
A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa.
Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina).
Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto.
«Se a Napoli un ragazzino di quindici anni ucraino viene pestato dai suoi coetanei per la sua nazionalità, lo dobbiamo soltanto a quei bastardi come Travaglio, Vannacci, Conte e compagnia bella.»
Questo video di @MaistroukV colpisce nel segno e merita il massimo repost!
Consiglio a tutti di ascoltare Masha, fondatrice della Comunità dei Russi Liberi. Le sue sono parole che dovrebbero scuotere gli italiani, da troppo tempo lontani dall'idea concreta di cosa significhi la guerra!
Per i popoli che sognano di entrare nell’Unione Europea,l’Europa non è soltanto un’istituzione o un mercato comune. È un immaginario morale. È la promessa della libertà e di una vita dignitosa. Quell’idea d’Europa oggi ha vinto in #Armenia, così come aveva già vinto in Moldova./1
Mettiamo in fila le informazioni: il comune di Milano eroga fondi (foto 1) ad un'associazione russa (2) patrocinata dal Centro russo di Scienza e Cultura (3) che è parte del Rossotrudnichestvo, agenzia sotto sanzioni UE (4) dipendente dal Ministero degli Esteri russo.
🇺🇦 Ukrainian tennis player Oleksandra Oliynykova scored her first-ever win over a russian opponent at Roland Garros and then openly spoke about double standards in WTA.
“Many russian athletes actively participate in propaganda, play in Gazprom-linked tournaments, and openly support Putin,” she said after the match.
Oliynykova also revealed that she had been pressured by the WTA for months over her public statements about russian players and the war. According to her, officials demanded she stop mentioning certain athletes by name and threatened her with fines and even disqualification.
Italian vatniks are spreading false flag claims that the Baltic states are planning to invade Russia.
The media channel La7 is helping spread these lies, which Russia can use to justify aggression against EU countries.
La7 is owned by Urbano Cairo, a former ally of Silvio Berlusconi, who accepted a plea deal during the Mani Pulite corruption investigations for financial crimes including embezzlement and false accounting.
Заміноване росіянами фортепіано в дитячій кімнаті в Київській області весною 2022 року, - вартує всього щоб пам'ятати проти кого ми воюємо.
І більше не треба пояснень...
"Ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata".
Mario Draghi, nel discorso tenuto in occasione del conferimento del prestigioso e meritatissimo premio Carlo Magno, ancora una volta ha dimostrato coerenza, risolutezza, competenza.
L'Europa e l'Italia hanno molto bisogno della sua leadership illuminata.
La cosa più bella di questa storia dell'ambasciatore italiano in Uzbekistan arrestato con l'accusa di aver venduto visti falsi ad almeno 100 cittadini russi, non è tanto il fatto che un ambasciatore, che già guadagna tra i 250 e 350 mila euro l'anno (delle nostre tasse di contribuenti), sentisse il bisogno di "arrotondare" (pare fino a 16 mila euro a pratica - fatevi voi i conti).
E' il fatto che di una storia così ghiotta, in cui ci puoi trovare di tutto, dai soldi illeciti alla corruzione ai più alti livelli dello stato, dalle infiltrazioni russe fino al traffico di immigrati illegali, sui media italiani non se ne trovi quasi traccia. Per molto meno, vedresti già la prime pagine dei giornali invocare massonerie, mafie, partiti politici, il "capitale" e complotti NATO. E, invece, no. Quando c'è la Russia di mezzo, tutto sparisce in un "blip".
Ed è questo che fa veramente paura.
It’s surprising that Europe is still opening the door to Russian propaganda and allowing itself to become a laughingstock for Russians and the rest of the world
LUIGI BERLINGUER (Pd, già ministro)
è cugino di
BIANCA BERLINGUER (direttrice Tg3)
che è moglie di
LUIGI MANCONI (senatore Pd)
che è cognato di
LUCA TELESE (giornalista LA7 passato di recente a Mediaset)
che è marito di
LAURA BERLINGUER (giornalista Mediaset)
che è cugina di
SERGIO BERLINGUER (consigliere di Stato)
In Italia, quando fai parte della famiglia “giusta” la crisi non ti riguarda… un posto al sole lo trovano sempre per te.
L'ambasciatore russo Paramonov al padiglione della Russia alla Biennale. Non sarebbe mai successo se il padiglione avesse ospitato degli artisti dissidenti e critici nei confronti di Putin.
Ennesima dimostrazione che a Buttafuoco interessa la politica estera, non l'arte.