@DezLaif@basten_van42090 fidati che lo è, sono di Bergamo. significa bambino oppure l'aiutante di uno che lavora. tipo "sto facendo il bocia all'idraulico" significa sto aiutando l'idraulico..
Ieri sera, nel secondo tempo, nel momento chiave, sembrava di essere tornati indietro di qualche anno.
La Nazionale caricata sulle spalle del numero 8.
Un lampo, una cartolina di quello che fu, tre, quattro, cinque giocate di pura classe, la partita riaperta.
Senza schiena, senza entrambe le ginocchia, senza pensare, di puro istinto, di puro talento.
Ieri sera è stata l'ultima partita di Danilo Gallinari con la maglia Azzurra.
Resterà per sempre il rammarico, e la delusione, di non aver vinto nessuna medaglia con lui, Bargnani e Belinelli.
Ma ieri, anche solo per un attimo, rivederlo prendersi i suoi tiri, quelli che abbiamo visto per 16 anni in NBA, ed esclamare ancora "Gallo!", è stata una bellissima botta di nostalgia.
#EuropeiTipo | #Eurobasket | @gallinari8888
“Il giocatore che ho fatto più fatica a marcare è Marco Belinelli. Era sempre in movimento, sfruttava perfettamente un sacco di blocchi, era sfiancante doverlo rincorrere ovunque”.
Queste parole sono state pronunciate da Jaylen Brown.
In Italia abbiamo sempre avuto il brutto vizio di non saper riconoscere appieno le qualità di molti nostri giocatori. Quella che sta per cominciare sarà la prima stagione, dopo 23 anni, in cui il cognome “Belinelli” non sarà presente su nessun parquet.
A 39 anni, uno dei migliori giocatori nella storia della pallacanestro italiana, ha deciso di appendere le scarpe al chiodo.
Riavvolgendo il nastro della sua carriera, troviamo un ragazzino che in provincia di Bologna, a San Giovanni in Persiceto, schiacciava e segnava raffiche di punti fino a 15 anni, prima di finire nel settore giovanile della Virtus, esordire in Serie A, per poi vincere da protagonista a 19 anni uno scudetto con la Fortitudo.
18 esima scelta al draft NBA, tra molto scetticismo italico che non lo vedeva assolutamente all’altezza per quel mondo, lascia l’Italia per inseguire il suo sogno: giocare con i migliori.
Dopo tre stagioni passate più in panchina che in campo tra Golden State e Toronto, di Belinelli in Italia si scriveva solo e soltanto che la sua avventura in NBA era finita, che non era un giocatore di quel livello, che sarebbe dovuto tornare in Italia.
E lui?
Esplosione a New Orleans accanto a Chris Paul, una stagione stupenda a Chicago, il primo ed unico italiano a vincere un titolo NBA e la gara del tiro da tre punti all’All Star Game in maglia San Antonio Spurs, allenato e stimato da Gregg Popovich, perfettamente inserito nel sistema di una delle migliori squadre della storia con Duncan, Ginobili e Parker.
L’ultima parentesi, alla Virtus, lo ha visto infine vincere altri due scudetti, tre supercoppe, una Eurocup che ha permesso alla Virtus di tornare in Eurolega, e la palma di MVP della Serie A a 38 anni.
Dicevamo prima che uno dei peggiori vizi che abbiamo è quello di non saper apprezzare con obiettività i nostri atleti.
Le ultime righe della sua carriera le ha scritte ieri Jaylen Brown: MVP delle Finals 2024, uno dei migliori giocatori NBA e uno dei migliori difensori al mondo.
Grazie di tutto Marco, è stato un piacere averti come compagno di viaggio per buona parte delle nostre vite.
Per chi ogni giorno deve fare 70 km perchè non esiste altra possibilità più vicina.
Per chi fino a 13 anni è stata costretta a giocare con i maschi, senza mai vedere la palla, perchè è più facile trovare un milanese che dice "mila" anzichè "kappa" quando parla del proprio stipendio, piuttosto di una società che fa minibasket femminile.
Per chi ha legato il proprio padre al frigorifero perché le aveva chiesto di cambiare sport per farne uno "più femminile".
Per chi è l'unica di tutta la cerchia di amiche a praticarlo.
Per chi è stata giudicata, anche come donna, per il solo fatto di giocarci.
Per chi ha smesso perché nella propria provincia non c'è un campionato.
Per chi ha sentito decine di volte la frase "il basket femminile fa schifo" ed ha sempre evitato, per pochissimo, di commettere una strage.
Per chi aveva un contratto ma poi è rimasta senza squadra quando ha comunicato di essere incinta.
Per chi da sempre suda, combatte e tramanda uno sport visto da tanti come "uno sport maschile", che vive ancora di pregiudizi, e che per questo ha dovuto, e voluto, amare doppiamente.
Il Bronzo di ieri vinto da Cecilia, Jasmine, Francesca, Costanza, Lorela, Sara, Mariella, Martina, Olbis, Laura, Stefania e Francesca, l'unica medaglia del basket 5 contro 5 italiano negli ultimi 21 anni, è soprattutto per voi.
#EuropeiTipo #Eurobasketwomen #italbasket
This week we’re celebrating 10 years of “I Lived!” This song has been a beautiful encouragement to us through all that life brings, and we hope it has been that for you all as well. 🫶