@raffaelecaru@miklafranc Macché rischi, voi avete lo scudo protettivo, potete compiere qualsiasi nefandezza, ne uscirete sempre puliti, la classica famiglia borghese milanese, in facciata il Mulino Bianco, dietro le peggio schifezze, ma l’importante è mantenere l’etichetta… di cartone, riciclato!
La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul caso delle sanzioni inflitte all’ex presidente e all’ex amministratore delegato della Juventus Andrea #Agnelli e Maurizio #Arrivabene nell’ambito dell’inchiesta sulle plusvalenze che ha riguardato il club bianconero, stabilendo che un divieto di esercitare l’attività professionale esteso a tutti gli Stati membri può essere compatibile con il diritto dell’Unione, purché rispetti precisi requisiti di legittimità e proporzionalità.
La Corte osserva che il rispetto delle regole finanziarie e contabili nel calcio professionistico rappresenta un obiettivo idoneo a garantire il corretto svolgimento delle competizioni sportive. Sarà però il giudice nazionale a verificare se, nel caso concreto, le sanzioni inflitte ad Agnelli e Arrivabene siano effettivamente proporzionate.
In particolare, dovrà accertare che i divieti temporanei rientrino in un sistema coerente volto a contrastare comportamenti illeciti e a prevenirne la reiterazione, oltre a verificare che la loro determinazione avvenga sulla base di criteri trasparenti, oggettivi e non discriminatori.
Contestualmente, le persone sanzionate devono avere la possibilità di rivolgersi a un giudice non solo per vedersi riconosciuto un eventuale risarcimento del danno, ma anche di vedersi annullata la sanzione e, se necessario, l’adozione di misure cautelari. La decisione arriva a seguito di un rinvio pregiudiziale presentato dal TAR del Lazio, chiamato a valutare la compatibilità delle sanzioni disciplinari con le libertà fondamentali garantite dall’ordinamento europeo.
La Corte ribadisce che chi subisce una sanzione deve poter beneficiare di una tutela giurisdizionale effettiva. Ciò significa che deve essere possibile rivolgersi a un giudice indipendente che abbia il potere non solo di riconoscere un eventuale risarcimento del danno, ma anche di annullare la sanzione e, se necessario, adottare misure cautelari.
Secondo i giudici europei, inoltre, il tribunale competente deve essere indipendente dalle organizzazioni sportive, essere previsto dalla legge e garantire il pieno rispetto dei diritti della difesa e del principio del contraddittorio.
Per cortesia spegnete quel figlio di cagna invasato sulla rete pubblica, è una vergogna e un insulto nei confronti di chi paga il cazzo di canone dimmerda
@pisto_gol@AMinghetti#Pistocchi non capisce un cazzo di pallone ma ha campato 40 anni di questo, #qualsiasiutentetwitter analizza le partite e parla con criterio. Il vero scandalo del giornalismo sono poltrone e retribuzioni scandalose, e la responsabilità è degli amici caporedattori