“La Russia non è il mio nemico”. “La guerra è stata voluto dalla NATO”.
Il fatto che il Cremlino spenda oltre 3 miliardi di euro per la propaganda internazionale ci dà molto a cui pensare rispetto agli slogan di Mosca spesso ripetuti in Italia. I post deliranti di Vannacci, della Lega, del Movimento 5 Stelle e dei nascenti movimenti di Di Battista e D’Orsi alla fine potrebbero non sorprendere così tanto.
Proprio per questo oggi, con @pinapic, abbiamo presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per dare immediata applicazione al regolamento europeo del 2022 contro la propaganda di guerra russa, di cui in Italia non è mai stata approvata la normativa di attuazione. Non sono mai state individuate le autorità responsabili ad intervenire, né stabilite le sanzioni per la violazione dei divieti. Così in questi quattro anni i contenuti di Russia Today e delle altre piattaforme mediatiche del Cremlino hanno continuato liberamente a circolare e a essere diffusi in eventi pubblici e in rete.
L’esito delle prossime elezioni politiche in Italia è condizionabile e quindi è in pericolo. Se non poniamo un argine a questa propaganda e alla disinformazione non saranno gli italiani a decidere chi li governerà. Su questo finora c’è stato solo silenzio, tanto a sinistra quanto a destra. Nella migliore delle ipotesi, perché hanno forze filorusse nei loro schieramenti e non vogliono disturbarle.
Noi no. E tutte le scelte politiche che faremo saranno dettate da questo principio: chi si allea con chi è filorusso, è filorusso.
Serve uno scudo democratico. Subito.
@f_onori@mlombardo81@FedeValcauda@PatriziaDeGraz1
«Quella di Putin è una guerra coloniale. Per avere qualsiasi tipo di legittimazione, devi riscrivere la storia. Putin lo sta facendo e dice: “Non è mai esistita l’Ucraina, non è mai esistita una lingua ucraina, non è mai esistita una cultura ucraina”. Beh, questo è falso. Esattamente quello che i cinesi hanno fatto con il Tibet, hanno detto: “Non è mai esistito il Tibet, non è mai esistita una lingua tibetana, non è mai esistita una cultura tibetana”». (Richard Gere)
La chiusura di Real Politik, orrendo talk condotto da Tommaso Labate, è la dimostrazione della miopia dei vertici Mediaset, che credevano di rifarsi il look infarcendo le reti di retorica filo-PD. Risultato: flop colossale che certifica il fallimento dell'intera linea editoriale.
Nel discorso per i 250 anni dell’indipendenza americana, il sindaco di New York Zohran Mamdani attacca gli Stati Uniti, le disuguaglianze, i ricchi, fondamentalmente Trump.
Peccato che proprio lui sia la vivente dimostrazione del contrario.
Un ragazzo arrivato da Kampala, figlio di una regista di successo e di un professore, oggi primo cittadino della città più importante d’America. Un immigrato (naturalizzato) che siede sulla poltrona più prestigiosa della Grande Mela.
Mentre denuncia l’America “ingiusta” e “oligarchica”, incarna perfettamente il sogno americano. Un sogno che nei paesi del suo background culturale, spesso idealizzato, non avrebbe potuto mai realizzare. In Uganda, gli indiani come suo padre vennero cacciati dal dittatore Idi Amin, in India, con le sue caste rigide, non parliamone nemmeno.
I suoi genitori vivono, lavorano e guadagnano bene proprio negli USA. Non in India, non in Uganda. Mamdani sceglie invece di fare la predica al Paese che gli ha dato tutto, scegliendo di mettere in evidenza i limiti (tanti ma quali paesi non li hanno), senza ricordarne l’unicità.
Comunque un segretario NATO che spiattella in un’ intervista quanti sono e da dove decollano gli aerei durante un conflitto mi sembra un enorme cretino @markrutte@GuidoCrosetto
Sintesi perfetta di .@antoniopolito1: la sinistra è illiberale perché «censura le opinioni che considera come tradimento o complicità morale. La colpa di Erry De Luca? Avere un’opinione considerata complice del genocidio. De Gregori? Salto di qualità: non esprime un’opinione.»
Lei è Mirella Serri, intellettuale di punta della sinistra nostrana, già docente alla Sapienza di Roma e antifascista dura e pura
Giovedì, all'Aria che tira, ci ha ricordato di quanto Richard Wagner appoggiasse il nazismo e venisse finanziato da Hitler
Wagner è morto nel 1883