La “longevità” dei tecnici di Serie A:
NOVEMBRE 2023: Fabregas (Como)
LUGLIO 2024: Runjaić (Udinese)
GIUGNO-LUGLIO 2025: Gasperini (Roma), Chivu (Inter), Pisacane (Cagliari), Di Francesco (Lecce), Stroppa (Venezia), Cuesta (Parma), Alvini (Frosinone)
OTTOBRE-NOVEMBRE 2025: Spalletti (Juventus), De Rossi (Genoa)
GIUGNO-LUGLIO 2026: Abate (Torino), Aquilani (Sassuolo), Sarri (Atalanta), Amorim (Milan), Gattuso (Lazio), Jurić (Monza), Allegri (Napoli)
SETTEMBRE 2026: Vanoli (Fiorentina), Palladino (Bologna)
“Con Tizio abbiamo un progetto a lunga scadenza”. Come no.
In Serie A, rare eccezioni a parte, i progetti crollano al primo refolo di vento.
@spel81 Concordo! Ma magari hanno la stessa idea, però vogliono partire dalla base di giocatori esperti per poi aggiungere anche i giovani. Io penso che per un progetto appena nato inserire anche alcuni profili identitari (es. Aradori e Burns, come dicevi) e "mediatici" sia utile!
In un momento storico dove si parla più di compravendita di diritti sportivi che di basket giocato, un giocatore che piange genuinamente registrando il video di saluto ad un club che non esiste più perché venduto a chi lo porterà a 650 km di distanza, commuovendosi nel parlare di ciò che abbia rappresentato per lui giocare in quella città e per quei tifosi, è una boccata di ossigeno che fa bene al cuore dello sport chiamato pallacanestro.
Grazie Amedeo.
@Berta_SergiBS Da un lato, la partecipazione alla BCL sarebbe stata la prima, fondamentale tessera del domino per puntare alla NBA Europe per Matiasic. Dall'altro, a questo punto come si può pensare che salti tutto? Boh, resto sempre più senza parole 🫥
È il periodo più caldo, e più bello, della stagione. Vorremmo godercelo anche noi ma puntualmente, come ogni anno, riceviamo anche alcuni (troppi) insulti frutto di ciò che volenti o nolenti è stato incentivato dall'uso dei social: la facilità di offendere chiunque, tanto chiunque resta sempre impunito.
Ecco una piccola parte di ciò che ci è stato dedicato soltanto negli ultimi dieci giorni:
- "Bast*rdi, perchè non dedicate un post a noi triestini e a quello che stiamo vivendo? Meritate di fallire"
- "Tessitori fa schifo. Siete una pagina di me*da manovrata da Milano e godete se la Virtus perde"
- "Perchè non fate battute anche sui Knicks invece di farle solo sugli Spurs branco di ritardati?"
- "Scrivete solo post sulla Virtus figli di pu**ana? Non so se lo sapete ma l'Olimpia ha vinto GODOOOO"
- "Ma adesso che Verona li ha spazzati via 3-0, siete in lutto? Godo!!! Fortitudini di m*rda!!!! AHAHAHAHAH"
- "FATE SKIFO COGLI*ONI HA VINTO OKLAHOMA GODO SPERO CHE VI CHIUDANO STA PAGINA DA HANDICAPPATIIIIII"
- "Mai una volta che pubblicate qualcosa sul basket femminile. Ma chi gestisce sto sito? Un bimbo di 15 anni misogino e ritardato?"
- "Non scrivete nulla sullo scandalo della squalifica tolta ad Hackett??? Siete dei luridi vermi al soldo della Virtus. Speriamo che la Reyer vi mandi a casa!"
Siamo nati nel 2012. Quattordici anni sono un'eternità sui social. Per me personalmente è stato finora un viaggio incredibile che mi ha permesso di coronare un sogno: parlare sui social del mio sport preferito, usando uno stile comunicativo diverso dal solito (allora), ed usando spesso l'ironia. Ironia che ho voluto sempre usare perchè credo sia possibile ridere a prescindere dalle dinamiche del tifo.
Negli anni abbiamo e ho ricevuto centinaia e centinaia di insulti, minacce, qualcuno ha scritto l'indirizzo di casa dei miei genitori commentando un post, ci è stato detto che siamo una pagina pro-Venezia, pro-Milano, pro-Virtus, pro-Fortitudo, pro-Sassari, pro-Cremona, pro-Trento, pro-Treviso, pro-Lakers, pro-Golden State, pro-New York, pro-Boston, pro-Miami, pro-San Antonio (e non mi dilungo perchè ci sarebbero almeno altre dieci squadre). Da un lato è sintomatico di quando evidentemente siamo imparziali, dall'altro a quel "pro" sono sempre seguiti insulti.
Dopo 14 anni, agli insulti, e al fatto che lo sport ogni tanto faccia uscire il lato peggiore di (quasi) tutti, dovremmo averci fatto l'abitudine. Ma questa minoranza rumorosa, non possiamo farci nulla, ci colpisce. E ci fa restare male.
Come sempre chi insulta, e chi è incivile, viene bannato. Ma ci piacerebbe un giorno non doverlo più fare perchè tutti, come comunità legata ad uno sport meraviglioso, accettiamo una semplice regola: si ride e si scherza su tutto e tutti.
E ci piacerebbe anche un po' più di rispetto per il lavoro che facciamo: se ci insultate perchè non parliamo di Milano nel giorno in cui abbiamo pubblicato un video-documentario su Quinn Ellis sul nostro canale YouTube, se ci insultate perchè non parliamo di basket femminile e due dei nostri ultimi video sono stati dedicati a Giorgia Sottana e Matilde Villa, ci cascano le palle.
Criticate quello che facciamo, quello che scriviamo, una battuta che vi fa schifo, un video che non vi piace, uno stile che non apprezzate. Ricordandovi che non è obbligatorio seguirci, auspichiamo da tutti quelli che invece scelgono di seguirci quello che ormai è diventato utopistico: educazione e rispetto.
Scusate lo sfogo.
Grazie di cuore alla maggioranza a cui non è dedicato questo post.
Da domani torniamo a parlare di basket.
Dovremmo renderci conto di quanto siamo fortunati a vivere un ciclo dove la nostra squadra è SEMPRE competitiva e lotta ogni anno per vincere.
Se sei interista questa cosa non devi darla per scontata MAI.
🇮🇹🏆
Il tifo vive di emozioni forti e ogni emozione, prima o poi, cerca parole con cui esprimersi.
Inter ha scelto di firmare il Manifesto della comunicazione non ostile di @paroleostili. Per un linguaggio capace di rispettare, sostenere e criticare senza umiliare.
Perché anche le parole fanno parte del gioco.
Anziché leggere di tifosi delusi ma uniti nel volere un cambiamento, la maggioranza dei messaggi sono ancora per attaccare o difendere giocatori sulla base del club di appartenenza.
La FIGC è vecchia e anacronistica ma i tifosi sono malati di odio e fanatismo.
Lo schifo.
Chi festeggia perché il "blocco Inter" ha fallito.
Chi festeggia per l'espulsione di Bastoni.
Chi festeggia per il rigore sbagliato di Pio.
Non vi rendete conto che il fallimento e la delusione sono COLLETTIVI, sono DI TUTTI e se, anche stasera, ne fate una questione di tifo è meglio che cambiate sport.