Parrott scored twice against Portugal, a hat-trick against Hungary, and the last-minute winner in Budapest to send Ireland to the European playoffs.
“This is why we love football… because things like this can happen. It means the world to me.” 🥹🇮🇪
✍️ Appunti di viaggio
Qual è il futuro del tennis? Quale visione può garantire un avvenire migliore di questo sport?
Mi ha colpito in questi giorni una dichiarazione di #Sinner a New York. Una sua risposta in conferenza alla brillante domanda di un collega inglese sugli obiettivi precisi che si era posto quando ancora era molto giovane e se ci fosse una deadline: "Ne avevo parlato con i miei genitori quando andai via da casa molto presto. Se a 22-23 anni non fossi entrato nei Top 200 avrei smesso di giocare a tennis. Perché non avevamo i soldi per girare, pagare le spese dei tornei e allenatore".
Il futuro del tennis passa anche da qui. Sinner ha fatto bene a mettere in evidenza per la prima volta il paradosso di un destino crudele. Una sliding door letale. Se non sei Top 200 non hai i soldi per resistere e competere. Devi smettere. Uccidere i tuoi sogni. A meno che tu non abbia un papà ricchissimo alle spalle che può perdere tanti soldi per farti viaggiare ogni anno. Privilegio per pochi eletti, beati loro. Perché tutte le spese, ricordiamo, sono a carico del tennista (aerei, alberghi, vitto, allenatore etc etc). In più, se hai un infortunio, non giochi e non guadagni un euro. Storie, sacrifici e talenti appesi a un sottilissimo destino.
Una fascia dal n.200 al n.700-800 Atp in cui ci sono validi professionisti con un ranking mondiale per giocare qualificazioni ai tornei Atp e challenger. Ma senza tutela economica perché il prize money non basta per ripagarti le spese.
Per questo nel futuro del tennis potrebbe esserci una ridistribuzione del montepremi per concedere qualche risorsa economica in più alle fasce escluse dal tennis dorato. Da ex n.700 Atp è una realtà che ho conosciuto bene in carriera, toccando quel ranking mondiale sia in singolo che in doppio dai 18 ai 22 anni. Viaggiavamo pieni di passione e sogni per disputare i tornei del circuito professionistico in giro per il mondo e le difficoltà di allora sono le stesse di oggi.
Per questo ho volentieri preso parte recentemente ad alcuni incontri con alcuni giocatori Atp e presto ci saranno importanti novità.
In ballo anche il futuro dei giovani. Purtroppo anche i costi a livello giovanile sono altissimi per svolgere l'attività. Almeno 15.000/20.000 euro l'anno tra allenamenti e trasferte nei tornei per chi gioca a livello nazionale tra i 14-16 anni. Più cresci, più migliori, più giri il mondo e più raddoppi quella cifra ogni anno. Più allarghi l'attività più le spese diventano insostenibili per i giovani talenti. Alcuni non ce la fanno e smettono. Quello che va evitato.
Il tennis rimane uno sport per ricchi e pochi possono permetterselo, come ci ha ricordato Sinner pronto a lasciare il tennis se a 22-23 anni non fosse entrato nei primi 200 (per sua fortuna molto prima!).
La Fitp (federazione italiana tennis e padel) è la migliore al mondo per organizzazione e risultati. La migliore per distacco. Nell'ultimo anno ha portato con progettualità anche il tennis nelle scuole pubbliche, per renderlo meno elitario e più vicino a tutti. Lo sforzo e l'impegno è lodevole.
L'Atp, attraverso l'ottimo lavoro di Andrea Gaudenzi, sta cercando di abbassare l'età media degli spettatori del tennis, cercando di catturare più interesse nel pubblico delle fasce più giovani. Soluzioni già sperimentare con successo in questi anni dall'NBA. Attraverso venue più funzionali, entertainment fuori dal campo, hospitality più legate a valorizzare lo spettacolo. Anche se rimane irrisolto il nodo di una riprogrammazione delle date dei tornei legati a uno schedule troppo complicato.
Il cammino è lungo e il futuro del tennis è sicuramente in buone mani sul campo con Sinner e Alcaraz. Occorre però continuare a lavorare con visione e lungimiranza per renderlo più vicino a tutti. Per rendere più possibile la realizzazione dei sogni. Il tennis è cultura sportiva e rispetto. Ma occorre anche la libertà economica per poter esprimere e vivere l'arte non in modo precario.
✍️ Angelo Mangiante
Oggi è il 2 aprile 2022.
In questi giorni avrei dovuto festeggiare il mio compleanno.
Peccato.
Oggi è comunque una data importante.
Certo, non come un compleanno, sapete, quella cosa con torta e candeline.
Oggi, 2 aprile 2022, sono dieci anni esatti che sono morta.
Grazie a tutti coloro che hanno collaborato a questo speciale. Sono stati fondamentali per raccontare i mille volti di mio padre, le sue passioni ed interessi e la capacità di guardare sempre oltre.
Ora tocca a noi fare la nostra parte. Per il nostro futuro. #PieroAngela#Ulisse
This on par if not better than the Olympic James Bond scene.
The Queen having tea with Paddington - incredible that at 96 and after 70 years on the throne she still has the power to surprise #platinumpartyatthepalace
Abbiamo rallentato, fermato, zoomato le immagini. Viste e riviste: lo sputo NON c'è, quantomeno non si vede. Se non vi fidate, sull'app trovate TUTTO QUEL CHE NON AVETE VISTO - IL LATO B DEL DERBY. @DAZN_IT#Theo#Lautaro.
(Immagini di @palma_fr e Greg Ozimo)