L’unico progetto Milan che mi sento di supportare è uno che abbia coraggio. Non di spendere ma di avere un’idea.
Azzerare tutto. Ripartire da un allenatore nuovo, in rampa di lancio, che non sia il solito nome rassicurante pescato dal calderone dei “profili di esperienza”.
Se bisogna cambiare, si cambi davvero. Se bisogna innovare, che il Milan smetta di inseguire e torni a indicare la strada.
È sempre stato questo, il Milan. Può e deve tornare ad esserlo.
L’unico progetto Milan che mi sento di supportare è uno che abbia coraggio. Non di spendere ma di avere un’idea.
Azzerare tutto. Ripartire da un allenatore nuovo, in rampa di lancio, che non sia il solito nome rassicurante pescato dal calderone dei “profili di esperienza”.
Vincevano perché pensavano in modo diverso, non pensavano in modo diverso perché vincevano.
Oggi si ragiona al contrario. Si cerca la stabilità prima ancora di avere una direzione. Si chiama “progetto” quello che è solo gestione dell’esistente.
SAREBBE STUPENDO SE PALESTINA E ISRAELE ACCANTONASSERO I LORO CONFLITTI MILLENARI E VEDENDOLO AVVICINARSI ALLA LORO COSTA, SI UNISSERO NEL COMUNE ODIO PER SAVERIO TOMMASI