"Ancona. Questo adesso" - è sintesi densa e apertura prospettica: un'espressione che richiama la centralità del presente come tempo della responsabilità, spazio vivo in cui la memoria si fa azione e il futuro prende forma.
Nel celebrare l’VIII centenario della morte di Francesco d’Assisi, torniamo a una delle parole più sorprendenti della sua esperienza spirituale: quella con cui nel Cantico delle creature, osa chiamare la morte “sorella”.
«Laudato si’,mi’ Signore,per sora nostra morte corporale »
Sono stato invitato a tenere un workshop su- “ L'accompagnamento dei bambini in hospice” - Quando pensiamo alla morte di un bambino, il linguaggio sembra diventare insufficiente.
E tuttavia, otto secoli fa, un uomo fragile e malato, Francesco d'Assisi, l’ha chiamata sorella.
Ancona, città di mare e di soglia, da sempre sospesa tra Oriente e Occidente, ha saputo nel corso dei secoli farsi crocevia di civiltà, laboratorio di pensiero e custode di storia che oggi si offrono, con rinnovata consapevolezza, al giudizio e all’ammirazione del Paese.
Perché non donare perdono, fiducia, speranza?
Perché non aver vergogna di piangere e insegnare ad altri a spogliarsi della gelida corazza dell'indifferenza e dell'insensibilità?