🇮🇹🇮🇷 Capisco tutto. Capisco che un esponente delle istituzioni non possa permettersi di "esultare", e neanche di "rallegrarsi", per la morte di un leader straniero. Capisco che i rapporti tra Stati sono cose complicate, delicate, e per questo non escludo che a livello più o meno formale possano essere veicolati financo dei messaggi di cordoglio di ordinanza. Vi dirò di più: arrivo a capire persino che l'UE non neghi - dinanzi a una richiesta iraniana - il servizio di mappatura satellitare Copernicus, per facilitare le ricerche di un presidente disperso. Perché? Perché in questi casi c'è la tendenza a pensare che gesti del genere non vengano dimenticati, che possano essere ricordati in futuro, quando potrebbe servire chiedere un atteggiamento di distensione su questo o quell'altro tema.
C'è una cosa che però non capisco. Non capisco perché il viceministro degli Esteri del mio Paese debba spingersi a definire l'incidente di Raisi "davvero una brutta notizia", esprimendo "solidarietà alla Repubblica dell'Iran e al suo popolo per il momento difficile che sta attraversando".
Questo è troppo. Il "momento difficile" il popolo iraniano lo attraversa da qualche decennio. E la solidarietà andrebbe manifestata non alla Repubblica Islamica, ma alle vittime quotidiane di un regime autoritario, di uno Stato terrorista.
#Cirielli
@LaPrimaManina Ma grazie Giorgia cosa? Anni e anni di governi di sinistra, e mai pensato di fare il salario minimo. Le vostre battaglie sono scatole vuote
«È sciocco pensare che si debbano leggere tutti i libri che si comprano, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che bisogna usare tutte le posate o i bicchieri o i cacciavite o le punte del trapano che si sono comprate, prima di comprarne di nuove.
Nella vita ci sono cose di cui occorre avere sempre una scorta abbondante, anche se ne useremo solo una minima parte. [...]
Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza, semplicemente applica ai libri la mentalità consumista, ovvero li considera un prodotto di consumo, una merce. Chi ama i libri sa che il libro è tutto fuorché una merce.» - Umberto Eco
La manifestazione contro @DAVIDPARENZO e’ una vergogna. David e’ un giornalista libero che da’ voce sempre ad ogni opinione. Questa violenza nei suoi confronti è inaccettabile
Perso completamente il significato del 25 Aprile. Completamente. Non è la loro festa e non è giusto che se ne approprino per battaglie che con la nostra storia non hanno nulla a che fare
Eccola qua, ha un nome.
No ragazza, il Corano con il 25 aprile non ha niente a che fare.
Quello che fai è appropriazione culturale e falsificazione storica.
Voi stavate con Hitler.
Stai schiscia e trovati un'altra data per le tue battaglie retrograde.
Non toccate il #25aprile