Hanno vinto i sardi: il governo Meloni fa dietrofront sul megaresort a Tavolara.
Il progetto prevedeva 50 ettari di costruzioni, adesso l’ultima parola spetta al Tar. Di Mauro Lissia e @ferruccio_sansa
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Meloni e Tajani vengano in Aula sul pronunciamento della commissione speciale dell’Onu, che ha certificato nero su bianco che quello di Israele è stato un genocidio e che l’intento genocidiario è stato specialmente verso i bambini.
Parliamo di 20.179 bambini morti.
Milano.
Due volontari Unicef che raccolgono donazioni per i bambini di Gaza.
La reazione del turista israeliano.
Gente molto pericolosa, però quando vengono in vacanza in Italia, quelli protetti con la scorta pagata dal Governo sono loro.
La Meloni: «Dopo 80 anni dobbiamo chiederci che Repubblica vogliamo essere".
Non quella che vuoi farci diventare tu e tutto quello schifo che hai intorno.
La faccia come il culo.
"Vannacci ha iniziato l'intervista dicendo basta pensare all'ecologia, pensiamo agli italiani.
Il problema non è che è fascista, è che non ha senso!"
#VannacciFuffa
#piazzapulita Formigli dice in diretta tv a Ignazio Benito Maria LaRussa @Ignazio_LaRussa CHE SI DEVE VERGOGNARE per le parole pronunciate sui membri della Flotilla rapiti dal Governo criminale genocida di Israele.
Guardatela bene, questa foto.
Guardateli in faccia, uno per uno.
Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare.
Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla.
E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro.
Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”.
Sono loro che si gettano addosso all’aggressore.
Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso.
Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni.
Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti.
Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca.
E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti.
I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione.
Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali.
E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso.
Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano.
Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega.
A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte.
E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.
Visto che sui giornali la notizia c’è ma certi dettagli passano in sordina, ve li ricordo io. L’assessora di Ferrara finita fuoristrada con un tasso alcolemico di 1,5, il triplo del limite, era della Lega. Sì, proprio la Lega di Salvini. Quella dei manifesti contro chi guida ubriaco, quella del nuovo codice della strada, quella che a parole non perdona nessuno.
Francesca Savini, leghista, assessora con deleghe mica da poco: PNRR, anagrafe, digitalizzazione. Si è dimessa, e ci mancherebbe pure. Denuncia, patente ritirata, auto sequestrata. Tutto regolare, tutto come prevede quella legge che la sua parte politica ha sventolato per anni.
Però c’è un dettaglio che pesa. In macchina, accanto a lei, c’era il sindaco. Alan Fabbri, leghista pure lui. Salito su quell’auto sapendo benissmo, perché a 1,5 non passi inosservato, che chi guidava non era in condizioni di farlo. Non l’ha fermata. Non le ha tolto le chiavi. Niente taxi, niente “guido io”, niente. È salito e via.
La questione morale sta tutta qui. Fai la legge, fai la campagna, riempi le piazze di manifesti, e poi la tua assessora con il sindaco accanto si schianta contro un albero ubriaca fradicia. Per miracolo non hanno ammazzato nessuno. Nemmeno loro stessi.
E adesso il punto vero. Perché la legge non finisce col verbale dei carabinieri. Comincia lì. Vale nei mesi che vengono, quando i riflettori si spengono e la notizia scivola in fondo alla cronache. La patente deve restare ritirata, l’auto confiscata, la denuncia deve arrivare in fondo. Senza scorciatoie. Senza il certificato medico di comodo, senza il ricorso pilotato, senza l’amico di partito che a un certo punto chiama. Perché con questi qua si fa presto: salta fuori il cavillo, si trova la scusa, e dopo sei mesi te la ritrovi al volante come se niente fosse stato.
Duri con gli altri, larghi di manica con i propri. La Lega che pretende il rispetto della legge ma la propria legge poi non la rispetta. È sempre la stessa storia.
Nessun Presidente della Repubblica Italiana
Nessun Presidente del Consiglio
Italiano
Nessun Ministro degli esteri Italiano.
A difendere una cittadina italiana
(Francesca Albanese) è dovuto arrivare il Premier spagnolo Sanchez. Che vergogna!
Dal carcere, Thiago ha dettato questa lettera al suo avvocato:
“Cara Teresa,
mi dispiace non essere a casa con te in questo momento.
Purtroppo tuo padre, tua madre e tante persone in tutto il mondo hanno compreso il compito storico che abbiamo la responsabilità di portare a termine.
Oggi più di un milione di bambini stanno subendo un genocidio: vengono lasciati morire di fame, subiscono amputazioni senza anestesia e soffrono a causa di idee orribili e cariche di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo.
Sono certo che ti manco moltissimo; anche tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono terribilmente la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per poter vivere una vita fatta di amore, felicità e gioia, quella che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica.
Il tuo mondo sarà più sicuro perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un futuro migliore per te.
Spero che un giorno tu possa capire che, proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio.
Ti prego di ricordare tuo padre come la persona che ti cantava e suonava la chitarra per farti addormentare. E quando crescerai, la tua mamma ti dirà anche che tuo padre era un rivoluzionario e che, anche di fronte alle persone più terribili del mondo, Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir, è rimasto saldo nella convinzione di costruire un mondo migliore.
Per favore, non dimenticare la Palestina.
Con tutto il mio amore,
Thiago Ávila”