Ma l'ABC del diritto pubblico proprio non entra in quella testa? si continua a spacciare la Costituzione italiana per una "fede politica". Questa è un'aberrazione concettuale e giuridica che merita un definitivo bagno di realtà.
1. L'antifascismo non è un'ideologia di parte. Non è una corrente della sinistra, né un club privato o una mozione passeggera: è il principio cardine e fondativo della Repubblica Italiana, sancito solennemente dalla XII Disposizione transitoria e finale della Carta. Equiparare la richiesta di rispetto delle leggi dello Stato (come la Scelba e la Mancino) a un "esame di conformismo ideologico" dimostra solo una profonda ignoranza (o malafede) su cosa sia uno Stato di diritto. La Costituzione non è neutrale rispetto ai totalitarismi, e chi giura su di essa dovrebbe saperlo.
2. Chi eroga il denaro pubblico ha il dovere di dettare le regole di legalità. Continuare a ripetere il mantra "se vogliono chiedere dichiarazioni rinuncino al finanziamento pubblico" significa invertire totalmente la realtà dei fatti. Non è la fiera "Più libri più liberi" a "voler chiedere" patenti a qualcuno; sono le istituzioni pubbliche erogatrici che, per legge, hanno il divieto assoluto di finanziare con i soldi dei contribuenti realtà che contrastano con i valori della Repubblica. I fondi pubblici alla cultura servono a garantire il pluralismo democratico, non a regalare palcoscenici in bianco a chi rifiuta l'ordinamento costituzionale. Chi riceve risorse dalla collettività non deve "rinunciare" a niente: deve solo rispettare la legalità repubblicana.
3. Il comunicato dell'AIE non legittima questa propaganda. L'Associazione Italiana Editori ha giustamente accennato a un "approfondimento" per un motivo evidente: tutelare la fiera da una becera strumentalizzazione politica e mediatica innescata direttamente da Palazzo Chigi. L'AIE difende la propria autonomia organizzativa di fronte a un polverone artificiale, non sta certo avallando la bislacca teoria secondo cui la Costituzione sia un bavaglio.
Insistere su questa narrazione non è una battaglia di libertà, ma analfabetismo costituzionale sbandierato con orgoglio per raccattare qualche interazione. In Italia la libertà di pensiero è garantita a tutti dall'articolo 21: chiunque è libero di pubblicare e professare ciò che vuole nel privato. Ma pretendere che lo Stato democratico finanzi e agevoli chi non ne riconosce le basi civili e giuridiche non è libertà, è pretendere l'impunità culturale con i soldi dei cittadini. Studiate la Carta, prima di scriverne.
@floweijs La più bella era una pizzeria che avevo sotto casa a Milano. Tutte le pizze rinominate con nomi biblici, pure una prosciutto e funghi era tipo una Giacobbe 😂
@CinziaEmanuelli@RaiSport Ma tra l'altro, anche se non li conoscesse (grave cmq), veramente la Rai non aveva un elenco dei teodofori da fargli leggere?
@Neichan5@ShadowFlame84@luna_immobile Ma chiaro, sei in periodo di prova, non in galera. Ma basta dirlo da persone adulte. Scappare saltando i tornelli che potevi aprire col badge e mandando nel panico le guardie giurate all'ingresso non mi pare il caso 😂
@luna_immobile Dato il personaggio temo di no. Qualche giorno prima non si era presentata, un responsabile la chiama: "eh ma oggi ho il rogito" "oook, non avevi avvisato, ma quindi per che ora riesci a venire?" "Ah no, poi non ho voglia"