🇮🇹 Un intero paese malato di spesa pubblica e deficit. Un’intera classe politica e dirigenziale, romana e non solo, totalmente autoreferenziale e distaccata dalla realtà. Il (secondo) più grande scandalo di finanza pubblica di tutti i tempi (il PNRR dopo il Superbonus110%) trasformato nella narrazione romana in un successo straordinario. Il declino, economico e culturale, in pieno controllo. Cose così mi fanno pensare che l’unica soluzione sia la motosega. Ma anche in quel caso il problema resterebbe perché senza una rivoluzione della mentalità (e senza un cambio di persone) nulla potrà cambiare. Incredibile Brunetta, tu quoque.
Leggere per (non) credere.
Link: https://t.co/mtxmaHRX9i
Questo episodio cambia qualcosa negli equilibri o è solo comunicazione? In politica estera la differenza è tutta lì: tra segnali reali e semplice narrazione.
#politica#diplomazia#UE#USA#geopolitica
Non mi meritavo, dopo essere sopravvissuto indenne al santorismo, al travaglismo, al gabanellismo, al gruberismo e agli zozzoni di propagandalive, di dover vedere Libero fare un titolo più comunista de Il Manifesto.
Definire Trump “una sciagura senza precedenti” è una lettura legittima, ma anche molto comoda: riduce una realtà geopolitica complessa a uno slogan morale. E con gli slogan non si capisce il mondo, lo si semplifica.
Ha fatto bene la Presidente del Consiglio a replicare con la durezza e la chiarezza necessarie alle parole ignobili di Donald Trump, sempre più fuori controllo e sempre più inadeguato a rappresentare un grande Paese come gli Stati Uniti d’America.
L’Italia e l’Europa non hanno mai implorato nessuno; è vero invece che in questi mesi abbiamo osservato con sgomento Trump con il cappello in mano davanti a Putin, Xi, e a tutti nemici delle democrazie liberali.
Donald Trump è una sciagura per il popolo americano e per il mondo libero.
“C’è chi cambia giudizio su Trump a seconda del titolo del giorno. E poi c’era Ostellino: niente tifoserie, zero capriole emotive, nessun servilismo verso la narrazione dominante.
Due idee incompatibili: il commento che insegue il vento e il pensiero che lo guarda passare.”#Trump
A causa della diatriba tra Meloni e Trump sta montando anche nell'elettorato di destra un clima antiamericano (quello antisemita ha preso piede da tempo) che lo rende indistinguibile da quello di sinistra. Sappiamo quello che facciamo? Ne dubito. Pagheremo
Renzi si presenta come la parte riformista del campo largo.Quello che ha alzato le tasse sugli investimenti dal 20% al 26%, introdotto il canone Rai in bolletta e cambiato partito/alleato ogni due anni.
È solo il trasformista di professione che vuole tornare a comandare.#Renzi
📲#Renzi replica a chi parla di esclusione dalla foto con #Schlein, #Conte, #Bonelli e #Fratoianni: 'Perché dovremmo essere arrabbiati? Non facciamo parte di quella #sinistra. Ma senza una componente riformista il centrosinistra non vincerà mai'. Il leader di Italia Viva ribadisce però la disponibilità a costruire un'alleanza programmatica contro la destra: "Se nel 2027 saremo uniti vinceremo, altrimenti tornerà al potere la #destra."
Renzi: «Meloni si batte sulle tasse. Per questo la patrimoniale è un autogol della sinistra.»
Furbo come sempre.
Dopo aver introdotto il canone Rai in bolletta (patrimoniale occulta) ora fa il liberista anti-tasse.
Coerenza renziana: zero.
Posizionamento: da maestro.
#Renzi
“Mi hanno chiesto: lei è in favore della liberalizzazione delle droghe? Ho risposto: prima cominciamo con la liberalizzazione del pane. É soggetto a proibizionismo feroce in metà del mondo”
Il 18 giugno 2010, a Tías, ci lascia José Saramago
🚨🪖🇺🇦🇷🇺 Non è una navicella spaziale atterrata sul pianeta Terra. È la guerra iniziata da Vladimir Putin che sbarca sul pianeta Mosca. Volodymyr Zelensky lo aveva promesso, subito dopo l'attacco alla Cattedrale della Dormizione di Kyiv: "Che cosa direbbe a Putin, dopo questo attacco?", gli aveva chiesto un giornalista. E il presidente ucraino: "Avremo ancora qualcosa da dire. Lo vedrete". Il mondo lo ha visto oggi. Ma ciò che più conta: lo sta vedendo tutta Mosca. Una nube di fumo nera come quella che sta avvolgendo la capitale russa non può essere nascosta neanche dai maestri della manipolazione. Domanda: cosa dice il sentiment? Risposta: dice che Vladimir Putin sta giocando col fuoco. Un report recapitato sulla sua scrivania al Cremlino e ottenuto dai servizi di intelligence ucraini afferma che il suo tasso di approvazione in patria è in picchiata: al 55% (ancora troppo), con un meno 22% rispetto a un anno fa. Sono numeri che descrivono qualcosa di molto simile a un crollo. Le immagini di stamattina di certo non aiuteranno una risalita. Zelensky le chiama "sanzioni a lungo raggio": è la forma edulcorata per descrivere un'umiliazione su larga scala in mondovisione.