@RiccardoFormel1 Certo con Paypal! qui in Germania un espresso costa 2,20 € ed un cappuccino o latte macchiato o The a partire da 3,20€ e in tutti i locali puoi scegliere tu come pagare.
Se prometti di cancellare le accise e invece ne elimini il taglio, di attuare il blocco navale e invece gli sbarchi raddoppiano, di premiare il “merito” e invece piazzi amici e cognato tra Rai e ministeri, di tutelare famiglie e natalità mentre aumenti l’Iva persino sui seggiolini e i pannolini, di essere del popolo e invece affossi il fondo affitti, il reddito di cittadinanza e il salario minimo, non solo continuano a votarti ma in termini percentuali aumenti persino i consensi.
Non siamo un Paese, siamo un sogno.
#elezionieuropee #meloni #maratonamentana
Ieri una ragazza ha polverizzato per due volte il record italiano sui 100 metri piani. Un record che resisteva da 23 anni.
Si tratta di un'impresa sportiva eccezionale.
Ma non vedo tanto entusiasmo, forse perchè è donna e forse, per citare un esimio militare quando parla di un'altra atleta, perchè "i suoi tratti somatici non rappresentano l'italianità".
Lei è Zaynab Dosso e il nuovo record è di 11"02.
Wishing all the incredible mothers at Apple and around the world a happy Mother’s Day! We are all better off because of your love, guidance, and compassion. 💐
Wer Arbeitsleistung rein in geleisteten Arbeitsstunden misst, lebt wirklich im letzten Jahrhundert.
Denn Ergebnisse zählen und nicht die abgesessene Arbeitszeit.
Das scheint aber nicht jeder so zu sehen. Täglich lese ich Forderungen, die Deutschen müssten ihre Arbeitszeit erhöhen. Ich halte das für Scheindebatten, die am Kernproblem vorbeigehen.
Denn die Länder mit den längsten Arbeitszeiten sind beispielsweise Kambodscha und Myanmar. Daran wollen wir uns messen?
Wir brauchen etwas ganz anderes: Leistungswillen und die Renaissance des Leistungsgedankens. All das wird aber nicht in Arbeitszeit gemessen, sondern in Ergebnissen.
Nicht die Zeit finanziert unseren Wohlstand, sondern Erfolg.
Wie seht ihr das: Ist der Fokus auf der Arbeitszeit wirklich noch berechtigt?
#newwork #leistung
Ieri ero a casa di una coppia di amici con un figlio disabile (non uso a caso questo termine e a breve capirete il motivo). Insieme a noi c’era anche un’altra coppia con un bambino. Hanno entrambi sette anni e vanno nella stessa classe.
Ad Andrea, lo chiameremo così, è stato diagnosticato un disturbo dell’apprendimento, ma da quando è stato inserito nella classe di Matteo (anche questo nome di fantasia), ha registrato notevoli progressi anche in campo relazionale.
Stavano entrambi giocando, quando al telegiornale è andato in onda un servizio sul Generale che ha proposto classi separate per i disabili. Non credevamo che i bambini avessero sentito perché non hanno detto niente. E poco dopo abbiamo visto Andrea andarsene al piano di sopra nella sua stanza e Matteo che lo seguiva.
Nel frattempo noi adulti ci siamo messi a discutere della questione, attenti a non parlare a voce troppo alta anche se, ovviamente, i genitori di Andrea erano piuttosto agitati. E così dopo una mezzoretta abbiamo archiviato la questione per non rovinarci la giornata. Stavamo poi per passare all’aperitivo quando abbiamo visto Matteo scendere dalle scale e dirigersi verso sua madre.
“Posso andare con Andrea se gli cambiano classe?” le ha chiesto.
Ecco, io credo che la domanda di questo bambino racchiuda da una parte la follia della proposta di un soggetto che non voglio neanche nominare, e dall’altra il successo della politica di inclusione portata avanti negli ultimi anni dalle scuole più meritevoli.
Perché i risultati non riguardano solo i bambini/ragazzi riconosciuti “disabili” secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ma anche tutti gli altri studenti come Matteo che attraverso l’inclusione imparano valori come il rispetto e la solidarietà.
In altre parole, una classe inclusiva garantisce la speranza di un futuro migliore per tutti.
La separazione basata su una condizione fisica/mentale è discriminatoria: lo dice la Costituzione, lo dicono le leggi, lo dice la coscienza che tutti dovremmo avere.
Quindi mi viene da dire una cosa:
Caro Generale, vada a lezione da Matteo, un bambino che lei definirebbe “normale” perché non è “disabile”.
Ma vuole sapere davvero perché è “normale”?
Perché la sua unica preoccupazione è stata non abbandonare il suo amico. E così ha chiesto a sua madre se l’anno prossimo poteva andare in classe con lui.
Ecco, vada anche lei in classe con loro.
Si faccia insegnare un po’ di umanità.
Impari a essere “normale”.
(PS: in tanti mi state chiedendo come condividerlo, vi ho messo il link nei commenti perché lo avevo pubblicato stamattina sulla mia pagina e lo stanno facendo tutti da lì, grazie) - massimiliano c.
La risposta di Antonio #Scurati alla Presidente Meloni, a proposito di ciò che ha scritto su Facebook.
Ecco il testo integrale, così che tutti possano leggerlo:
"Gentile Presidente,
leggo sue affermazioni che mi riguardano. Lei stessa riconosce di non sapere "quale sia la verità" sulla cancellazione del mio intervento in Rai. Ebbene, la informo che quanto lei incautamente afferma, pur ignorando per sua stessa ammissione la verità, è falso sia per ciò che concerne il compenso sia per quel che riguarda l'entità dell'impegno.
Non credo di meritare questa ulteriore aggressione diffamatoria. Io non ho polemizzato con nessuno, né prima né dopo. Sono stato trascinato per i capelli in questa vicenda. Io ho solo accolto l'invito di un programma della televisione pubblica a scrivere un monologo a un prezzo consensualmente pattuito con la stessa azienda dall'agenzia che mi rappresenta e perfettamente in linea con quello degli scrittori che mi hanno preceduto.
La decisione di cancellare il mio intervento è evidentemente dovuta a "motivazioni editoriali", come dichiarato esplicitamente in un documento aziendale ora pubblico. Il mio pensiero su fascismo e postfascismo, ben radicato nei fatti, doveva essere silenziato. Continua a esserlo ora che si sposta il discorso sulla questione evidentemente pretestuosa del compenso. Pur di riuscire a confondere le acque, e a nascondere la vera questione sollevata dal mio testo, un capo di Governo, usando tutto il suo straripante potere, non esita ad attaccare personalmente e duramente con dichiarazioni denigratorie un privato cittadino e scrittore suo connazionale tradotto e letto in tutto il mondo.
Questa, gentile Presidente, è una violenza. Non fisica, certo, ma pur sempre una violenza. È questo il prezzo che si deve pagare oggi nella sua Italia per aver espresso il proprio pensiero?"
"La maggioranza di governo ha deciso di trasformare la Rai nel proprio megafono. Lo ha fatto attraverso la Commissione di Vigilanza che ha approvato una norma che consente ai rappresentanti del governo di parlare nei talk senza vincoli di tempo e senza contraddittorio. Non solo, Rainews24 potrà trasmettere integralmente i comizi politici, senza alcuna mediazione giornalistica, preceduti solamente da una sigla.
Questa non è la nostra idea di servizio pubblico, dove al centro c'è il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti che fanno domande (anche scomode) verificano quanto viene detto, fanno notare incongruenze. Per questo gentili telespettatori vi informiamo che siamo pronti a mobilitarci per garantire a voi un'informazione indipendente, equilibrata e plurale".
Un applauso ai giornalisti RAI stufi di questa propaganda del Governo Meloni e del suo tentativo di monopolizzare e piegare l'informazione pubblica, che ieri hanno letto questo comunicato su tutti i tg 👏
La prima consegue il diploma all'alberghiero. Alessandra Todde
si laurea all’Università di Pisa in Ingegneria informatica, successivamente consegue una laurea in Scienze della Formazione.
Fondatrice e CEO di Energeya, acquisita da FIS Global nel 2015, ha ricoperto il ruolo di Senior Advisor Energy Markets in FIS Global. E’ stata Sales Director South & Eastern Europe in Sungard e Client Relationship Manager Sud Europa in Nexant.
Amministratrice delegata di Olidata, si è poi dimessa perché candidata alle elezioni europee con il Movimento 5 stelle.
A dicembre 2014 la delegazione sarda di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda) la premia come imprenditrice dell’anno.
A dicembre 2018 è stata nominata tra le Inspiring Fifty italiane, riconoscimento alle 50 donne italiane considerate più influenti nel mondo della tecnologia.
da Nick Sga
Il Presidente della Repubblica ci ricorda che “i manganelli un fallimento”, i vertici della polizia dicono che faranno “verifiche severe sugli agenti” e i sindacati di settore ammettono "troppi errori nella gestione della piazza”.
Praticamente tutti ammettono lo sbaglio nell'aver deciso di manganellare studenti e minori.
O meglio, tutti tranne il partito "Vergogna d'Italia".
Dalle stupidaggini di Donzelli ("volevano attaccare la Sinagoga", che era dalla parte opposta, "e il consolato", che non c'è a Pisa) al deputato pisano Ziello che accusano i ragazzi, fino alla chicca delle chicche, arrivata dopo le parole di Mattarella.
Per Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni, "è colpa della sinistra".
Se hai sedici anni e vuoi dire la tua in piazza, ti manganellano per colpa della sinistra.
Se sei povero, ti tolgono qualsiasi aiuto perché è colpa tua.
Se sei un migrante, devi morire a casa tua perché voler scappare da guerre e fame è da irresponsabili.
Se sei un agricoltore che non ce la fa più, ti taglio le agevolazioni perché così posso dare colpa all'Europa.
Se sei un disabile, ti taglio i fondi perché Soros, la farina di insetti, le ong, i rave.
La destra è un piagnisteo vittimista insopportabile. Urlano contro i deboli e poi tremano di paura di fronte a qualsiasi responsabilità.
Pensano di pisciare in capo alla gente e convincerla che è pioggia che cade.
Anche basta, è il momento di svegliarsi tutti.