@silupescu L'umiliazione per Nonno e la sua maledetta cricca è quotidiana. E se crollano loro, crolleranno anche i pappagalli sovranisti/populisti che appestano tutta la politica europea.
Quello che è successo a Henry Nowak - diciotto anni, studente universitario, ucciso la notte del 3 dicembre 2025 a Southampton mentre tornava a casa - è un fatto tragico che mette in luce il pessimo operato della polizia, ma trasformarlo in una crociata identitaria è un’altra questione.
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Dico solo due cose su Alex Pineschi dopo aver letto il mare di merda uscito sui social da gente che probabilmente non saprebbe neanche cambiarsi le mutande da sola (fortunatamente però ci sono anche tantissime persone solidali e rispettose). Non lo conoscevo, avevo preso informazioni su di lui quando mi trovavo a Erbil nel 2016, in piena controffensiva contro lo Stato Islamico a Mosul. Era un periodo nel quale diverse Pmc o associazioni, entità e gruppi particolari erano approdate nel KRG, c’era molta confusione. Li stavo lavorando, tra le varie cose, anche per ‘Nemo’, la trasmissione Rai, per portare la collega Petrini dentro Mosul. Non era facile, ma ci riuscimmo. Poi Nemo mandò in onda l’intervista con Pineschi. Di lui poi per dieci anni non ho saputo più nulla. Ad aprile scorso ero in Ucraina, e sono passato dai nostri volontari dell’Associazione Stur a Kyiv, che raggruppa parte dei combattenti italiani presenti in Ucraina. Non so se lo sapessero che Pineschi era già lì, immagino di sì ma parlammo di altro e la cosa non venne fuori. Poi leggo che è morto solo solo un mese di impiego operativo. Succede spesso. Questa guerra porta via decine di migliaia di vite ogni mese (30 mila solo le perdite russe, mille al giorno), ma c’è chi combatte dalla parte della giustizia, della ragione e del Diritto Internazionale e chi no. I morti non sono tutti uguali. E no, non sono contractor i ragazzi che sono su, lo dico anche ai colleghi, non dimostrate di essere così ignoranti e superficiali quando scrivete, e non sono neanche ‘mercenari’. Sono volontari inquadrati regolarmente nell’Esercito Ucraino e prendono lo stesso stipendio degli ucraini. Quando non sono impiegati al fronte, il loro stipendio è di 800 dollari; tremila se in prima linea. Stipendi che spesso arrivano con mesi di ritardo e equipaggiamento che quasi sempre si devono comprare. E devono viverci un mese con quei soldi. Gran parte finisce appunto spesso in soldi investiti in equipaggiamento militare. La benzina per i mezzi, munizioni che si barattano con altro materiale tra unità e tanto altro. Ho incontrato due soldati stranieri a Kharkiv che avevano perso o gli avevano rubato parte dell’equipaggiamento, uno mi ha chiesto se gli procuravo un elmetto…Pineschi era un professionista nel suo settore. I professionisti per un banale servizio di anti pirateria (quindi sei in mare) prendevano nel 2012 più di cinquemila dollari al mese in Iraq. Nessun professionista andrebbe a rischiare la vita in Ucraina per tremila dollari o molto meno, come abbiamo visto. Cifra, quel ‘molto meno’, che (purtroppo e in pieno wage dumping etnico) prendevano i Fijiani insieme a personale proveniente da Samoa, Tonga e dalla Nuova Zelanda per difendere il perimetro esterno della Green Zone a Baghdad. Se lo fai il motivo non sono i soldi, perché li guadagni in Italia o all’estero a fare altro. Lo fai perché credi in un’idea, in un progetto, in una utopia anche, come hanno fatto decine di volontari che sono andati a combattere con le forse curde in Rojava contro l’Isis. Quindi lavatevi la bocca e pensate sopratutto, prima di parlare, quando parlate di contractor e mercenari.
Aggiornamento da cialtrolandia.
Tajani: "Su SAFE chiederemo meno dei 15 miliardi previsti" ... non e' questo il momento per accedere a quel prestito in maniera cosi consistente.
Altra figura di palta internazionale del Governo #Meloni
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https://t.co/HDhbfvVVSN
Un decreto fermo da sei mesi tra ministeri e Corte dei Conti. Industria ferma. Prezzi dell’energia fuori controllo. Spese per rafforzare la difesa nazionale inesistenti.
E Meloni che fa? Dice di voler creare nuove commissioni “per sburocratizzare”, l’Italia e si lamentata dell’Europa.
La verità è semplice: l’Italia non è bloccata dall’Europa.
È bloccata da una politica che non decide nulla.
Da quanto si apprende sui giornali ci sarebbe stato un incontro tra il Ministro @GuidoCrosetto e la premier @GiorgiaMeloni per archiviare definitivamente gli investimenti necessari a sostenere la nostra difesa e a rispettare i nostri impegni internazionali. Non è così che agisce un grande paese. Attenti perché se non parteciperemo alla costruzione di una NATO europea la Germania farà da sola. E non è una scelta saggia. La differenza tra una statista e un politicante è tutta qui.
Questo accade in Ucraina. Pensiamo che non sia rilevante per noi. Eppure coloro che compiono questi atti criminali hanno lanciato quattromila attacchi ibridi contro di noi e interferito in tutti i processi democratici dalla Brexit in poi. Eppure ogni sera in TV, troviamo il modo di giustificarli e di ospitare propagandisti pagati e non. La Russia è un nostro nemico. Possiamo contenerlo e dissuaderlo dall’attaccarci o dimostrarci deboli e rischiare la guerra. La scelta è tutta nostra.
Siamo quasi a giugno e il decreto attuativo per l’iperammortamento, che serve a stimolare gli investimenti delle imprese, non è stato ancora varato.
Questo vuol dire che le imprese stanno posticipato gli investimenti in attesa dell’entrate in vigore dell’agevolazione.
In questa congiuntura economica far accadere una cosa del genere è semplicemente assurdo e sintomo di una totale incapacità gestionale di #Urso. Chiedo alla Presidente del Consiglio @GiorgiaMeloni di intervenire rapidamente. Siamo a crescita prossima allo 0, stanziare soldi e non riuscire a usarli e’ assurdo.
WEISS: Gulf Arab states now cutting bilateral deals with Ukraine and saying to United States, “You guys went to war with Iran, couldn’t protect us from Shahed drones. Guess who can? Ukraine, a country you want to forfeit and sacrifice to the altar of Putin.” It makes no sense.
OMG!!! Trump just EXPLODED at a female reporter for asking him about his sudden request from Congress for DOUBLE the amount for his ballroom.
"I doubled the size of it, you DUMB PERSON. I doubled it. You're not a smart person."
Holy hell.
Sentite cosa dice il primo ministro francese #Lecornu: "la lotta contro la diffusione dell'#hantavirus richiede un migliore coordinamento internazionale. Ho chiesto ai ministri di rafforzare immediatamente la cooperazione con i paesi limitrofi e di promuovere un coordinamento più stretto dei protocolli sanitari attuati all'interno dell'Unione Europea. Interrompere le potenziali catene di trasmissione richiede la rapida condivisione di informazioni, decisioni e lezioni apprese".
Parole di visione che tutti dovrebbero seguire.
Il modello #sovranista ha fallito. L'unica direzione possibile è quella della collaborazione e condivisione per la lotta globale alle malattie infettive.
Il focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave Hondius, continua ad essere monitorato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che in base alle informazioni più recenti continuano a classificare come molto basso il rischio epidemico per la popolazione mondiale. Quello che preoccupa allo stato attuale, non è tanto quello che è successo, ma che alcuni passeggeri siano scesi dalla stessa e che abbiano viaggiato verso i loro paesi di origine, dopo aver avuto contatti più o meno ravvicinati con soggetti contagiosi. Questo virus, infatti, nella sua variante andina, che è quella che ha colpito fino ad ora 8 persone, uccidendone tre, è in grado di trasmettersi da persona a persona, attraverso contatti ravvicinati con le goccioline del respiro. Se non fosse tutto vero, sembrerebbe la trama di un film già visto nel recente passato.
Questo nuovo evento epidemico si verifica, in un momento storico particolare, per la forte contrapposizione tra politica e potere -da una parte- e scienza e sapere tecnico-scientifico -dall’altra. Siamo stati di fronte a una sorta di nemesi di una parte della politica nei confronti del mondo della scienza. Di quella politica che ha visto nelle scelte adottate durante la pandemia COVID, un disegno criminoso e un complotto organizzato per minarne l’autorità. Il COVID fermò tutti, tranne gli scienziati e le organizzazioni sanitarie, la cui importanza in quel periodo non ha avuto pari nella storia moderna. In quel periodo, si è assistito ad una vera e propria battaglia con intenti vendicativi di una parte della politica contro la scienza, volta a minare la sua credibilità e il suo modus operandi, culminata con gli attacchi a OMS, vaccini, Bigpharma e a tutto ciò che era considerato “scientificamente corretto” o “scorretto”, a seconda dei punti di vista… Questo sentimento anti-scientifico ha pervaso molti paesi, tra cui gli USA e, tra gli altri, anche l’Italia.
Negli USA stiamo assistendo quotidianamente all’attacco frontale e dirompente del governo americano ad alcuni capisaldi della medicina moderna. Robert F. Kennedy Jr. sta mantenendo le promesse elettorali di cambiare in modo radicale la politica sui vaccini e sulla ricerca scientifica. Trump ha deciso autoritariamente che gli USA non dovevano più far parte dell’OMS. La stessa OMS che oggi sta coordinando la risposta internazionale all’emergenza Hantavirus, lavorando su trattati globali per la prevenzione. Può far dispiacere a qualcuno, ma si stanno applicando protocolli e linee guida, contenuti anche nelnuovo accordo sulle pandemie firmato nel maggio 2025 da 124 paesi. L’Italia si è astenuta, insieme a Russia, Iran, Bulgaria, Polonia, Giamaica, Israele, Romania, Paraguay, Guatemala e Slovacchia. Perché l’Italia si è astenuta? A detta di chi ha preso la decisone, per «ribadire la propria posizione riguardo alla necessità di riaffermare la sovranità degli Stati nella gestione delle questioni di sanità pubblica». Questo è l’esatto contrario di quello che si dovrebbe fare per affrontare potenziali eventi epidemici e pandemici, per i quali occorrerebbero cooperazione, condivisione e collaborazione internazionale.
Credo che la decisione del 2025 stia creando non pochi imbarazzi internazionali al nostro paese, tra i pochi in Europa a non sostenere l’accordo pandemico dell’OMS.
C’è sempre tempo per cambiare idea. Anche su questo.
@ilfoglio_it