🔴 L’EUROPA RICONOSCE LA NOSTRA LOTTA ALLA CORRUZIONE E SMENTISCE NORDIO
Nordio ha smantellato l’abuso d’ufficio raccontandoci la solita favola: meno lacci, più efficienza. Risultato? Adesso Bruxelles ci dice che quel reato è grave e certifica quello che era chiaro da subito: Nordio ha smontato un presidio fondamentale per contrastare gli abusi di potere nella Pubblica amministrazione e far emergere la corruzione.
Questo non è un errore tecnico. È una scelta politica gravissima, fatta per allargare gli spazi dell’impunità e restringere quelli della legalità. Una scelta che ha lasciato il Paese nei guai davanti all’Europa.
Siamo orgogliosi che il M5S, abbia combattuto questa battaglia dalla parte giusta in Europa con il nostro europarlamentare @giuseppeantoci6, unico relatore italiano della direttiva anticorruzione approvata oggi in UE.
Nonostante la propaganda e i tentativi di ostacolarci nella lotta alla corruzione, ce l’abbiamo fatta.
Nordio è stato smentito. Ha fallito. Ha danneggiato l’Italia. È ora che si dimetta!
ti diranno che votare non serve a niente ma in due giorni ne sono crollati ben 3, ecco perchè quando gli conviene a loro non ti dicono di andare al mare
"Ma se a Niscemi, non ha manco parlato con la popolazione e adesso secondo voi viene a fare il dibattito in aula su questo e ci mette la faccia? Suvvia! 💥
Ringrazio la Rai per aver avvertito la popolazione toscana di un problema alla stazione ferroviaria di campo Marte a Firenze
In Sicilia , Calabria e Sardegna tutto ok
Ve lo dico io da Caltanissetta
#assenti#CicloneHarry
Comunque le calamità naturali in italia vengono trattate in modo molto diverso se accadano al sud (vedete la poca copertura mediatica che sta avendo la sicilia)
ll silenzio che avvolge certi eventi al Sud Italia, come l’ondata di maltempo devastante di questi giorni causata dal ciclone Harry, con allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria, nubifragi, venti fino a 130 km/h, mareggiate e nevicate abbondanti che hanno portato a evacuazioni, scuole chiuse e gravi danni alla viabilità, merita una profonda riflessione. È come se il Paese si dividesse in zone di serie A e serie B, dove un’alluvione o un ciclone al Nord riceverebbe pagine intere sui giornali nazionali e speciali in TV, mentre al Sud – nonostante fiumi esondati, frane e comunità in emergenza – il racconto si riduce spesso a brevi aggiornamenti o viene relegato alle cronache locali.
Questo divario non è solo mediatico, ma riflette un problema più radicato: un nord-centrismo che sottovaluta il peso del Mezzogiorno in termini di contributo economico, culturale e sociale. Pensiamo solo al fatto che il Sud produce una fetta significativa del PIL agricolo nazionale, ospita tesori storici e naturalistici che attirano turisti da tutto il mondo, e fornisce manodopera e risorse che sostengono l’intero sistema Italia. Eppure, quando arrivano le crisi – che siano maltempo estremo come quello di questi giorni, con accumuli di pioggia fino a 400 mm e raffiche che hanno causato blackout e voragini nelle strade – il silenzio amplifica il senso di abbandono. Non è un caso che sui social e nelle testimonianze locali emergano storie di resilienza quotidiana, di gente che si rimbocca le maniche senza aspettare aiuti, ma questo non dovrebbe giustificare l’indifferenza.
Alla fine, è una questione di umanità: le persone al Sud non sono “altri”, sono italiani come tutti, con famiglie, sogni e diritti. Contano eccome, e il loro contributo – dal lavoro nei campi alla vitalità culturale – è essenziale per un Paese unito. Questo silenzio dovrebbe spingere tutti, media inclusi, a ripensare le priorità: perché se un’emergenza al Sud passa inosservata, è l’intero tessuto nazionale che si indebolisce. Magari è ora di amplificare quelle voci, per ricordare che l’Italia è una sola, da Nord a Sud, e che ignorare una parte significa ferire il tutto.