This is a statue of the only man in Troy who saw the trap. He tried to warn everyone, and this is what the gods did to him because of it...
His name was Laocoön, a Trojan priest. When the Greek army vanished and left a giant wooden horse outside the city gates, all of Troy celebrated. Only Laocoön refused to believe it. He warned his people the horse was a trick and, to prove it was hollow, hurled his spear into its side.
In Virgil's telling, he spoke a line that has outlasted almost everything else about Troy: "I fear the Greeks, even when they bring gifts."
He was right. The horse was packed with soldiers, and Troy was hours from destruction.
This sculpture shows what he got for it. Two enormous sea serpents rise out of the sea and coil around him and his young sons, dragging all three down together. The father's whole body is knotted in the struggle, every muscle straining, his face locked in a scream. The gods wanted Troy to fall, and Laocoön was in the way.
The Trojans watched him die in agony and drew exactly the wrong conclusion: they decided the gods were punishing him for attacking a holy gift. So they pulled the horse inside their own walls, and that night, Troy burned...
The statue is called Laocoön and His Sons. It is the work of three Greek sculptors from the island of Rhodes, Agesander, Athenodoros, and Polydorus, and dates to the Hellenistic period, making it well over two thousand years old.
Buried for more than a thousand years, it was dug out of a Roman vineyard in 1506, and Michelangelo rushed across Rome to see it the day it was found.
It has been called the single greatest depiction of human suffering in the history of art, but it endures because of what it is really about: the man who sees the truth, says it out loud, and is destroyed for being right while the crowd watches...
It is one of the oldest patterns there is, and it has never stopped repeating.
There is nothing new under the sun.
Los búhos son increíblemente sensibles al tacto. Sus plumas están conectadas a pequeños nervios que les ayudan a percibir incluso el más mínimo movimiento 🦉📷
Excelente Lección:
En el primer día de clase, el profesor de “Introducción al Derecho” entró al aula y lo primero que hizo fué pedir el nombre de un estudiante que estaba sentado en la primera fila:
-¿Cuál es su nombre?
-Mi nombre es Nelson, Señor.
-¡Fuera de mi clase y no vuelva nunca más! gritó el maestro desagradable.
Nelson estaba desconcertado.
Cuando volvió en sí, se levantó rápidamente recogió sus cosas y salió de la habitación.
Todo el mundo estaba asustado e indignado, pero nadie habló.
¡Muy bien! ... vamos a empezar, dijo el profesor.
¿Para qué sirven las leyes? preguntó el maestro
Los estudiantes seguían asustados, pero poco a poco empezaron a responder a su pregunta.
-Para tener un orden en nuestra sociedad.
¡No! respondió el profesor.
-Para cumplirlas.
¡No!
-Para que las personas equivocadas paguen por sus acciones.
¡No!
¿Alguien sabe la respuesta a esta pregunta!
-Para que se haga justicia... una muchacha habló con timidez.
¡Por fin!, es decir, por la justicia.
Y ahora, ¿qué es la justicia?
Todos empezaron a molestarse por la actitud tan vil del profesor.
Sin embargo, continuaron respondiendo:
A fin de salvaguardar los derechos humanos… bien, ¿qué más ?,preguntó el maestro.
-Para diferenciar el bien del mal, para recompensar a aquellos que hacen el bien …
Ok, no está mal, pero respondan a esta pregunta: “¿Actué correctamente al expulsar a Nelson del aula?”
Todos estaban en silencio, nadie respondió.
Quiero una respuesta por unanimidad!
¡No!
Todos contestaron con una sola voz.
Se podría decir que he cometido una injusticia?
-¡Sí!
¿Y por qué nadie hizo nada al respecto?
Para que queremos leyes y reglas, si no tenemos la voluntad necesaria para practicarlas?
Cada uno de ustedes tiene la obligación de hablar cuando es testigo de una injusticia.
Todos .
¡No vuelvan a estar en silencio, nunca más!
Vayan a buscar a Nelson... dijo.
Después de todo, él es el maestro, yo soy un estudiante de otro período.
Aprendan que cuando no defendemos nuestros derechos, se pierde la dignidad y la dignidad no puede ser negociada.
Sono andato in rosticceria ed ho ordinato per domani 15 polli allo spiedo, 6 chili di tagliatelle fatte in casa, 5 tartufi neri estivi mi raccomando che siano profumati, caviale e champagne quanto basta.
Mi ha chiesto come intendo pagare.
Gli ho detto che non faccio il ragioniere
Fatevelo dire da chi lo vede ogni giorno, questa vita è tanto breve, fate quella telefonata, fate pace con chi amate, chiedete scusa, abbracciate i vostri figli, non rimandate, vivete oggi.
Nemmeno io me lo ricordo sempre ma la vita è oggi, ora
"Un'orchestra sinfonica oggi costa meno di un calciatore, quale eredità speriamo di lasciare ai nostri figli?
La cultura non esiste per trarre profitto, ma per educare.
Se questo non cambia, nelle generazioni future prevarranno persone superficiali e molto pericolose".
R. Muti
Ottimo e superlativo come sempre il caro @AUniversale
"A rispondere come meglio non si poteva alle nauseabonde dichiarazioni di Roberto Vannacci sui femminicidi è una madre. Si chiama Vera Squatrito.
Sua figlia, Giordana Di Stefano, aveva vent’anni.
Il 7 ottobre 2015, a Nicolosi, è stata uccisa con 48 coltellate dall’uomo che era stato il suo compagno e il padre della sua bambina. Giordana lo aveva denunciato per stalking.
Lui l’ha ammazzata alla vigilia del processo.
Da dieci anni Vera porta il nome di Giordana nelle scuole d’Italia, ha fondato un’associazione, ne ha fatto una battaglia di civiltà. E oggi, con parole straordinarie, ha risposto così a Vannacci:
“Generale Vannacci, abbia il coraggio di chiedere scusa.
Chieda scusa a mia figlia Giordana, vittima di femminicidio, uccisa con 48 coltellate dall’uomo che diceva di amarla, un femminicidio compiuto con premeditazione e crudeltà, una ferocia che ha distrutto per sempre la nostra famiglia.
Chieda scusa alla sua bambina, privata della madre da una violenza assassina. Una bambina costretta a crescere con un’assenza che nessun amore potrà mai colmare completamente.
Chieda scusa a tutte le donne uccise perché donne, ai figli che restano, ai genitori, ai fratelli, alle sorelle e alle famiglie condannate a un vero e proprio ergastolo del dolore.
Le parole hanno un peso. Quando si minimizza la violenza contro le donne o si svilisce la gravità del femminicidio, si manca di rispetto a chi è stato ucciso e a chi ogni giorno convive con una ferita che non guarirà mai.
Mia figlia non tornerà. Nessuna scusa potrà restituirci il suo sorriso, la sua voce, il suo abbraccio. Ma il rispetto per la sua memoria e per tutte le vittime dovrebbe essere un dovere morale per chiunque ricopra ruoli pubblici.
Si vergogni ogni volta che pronuncia parole che feriscono chi ha già pagato il prezzo più alto. E ringrazi la vita se non ha mai dovuto ricevere quella telefonata che spezza il cuore e divide l’esistenza in un prima e un dopo.
Noi familiari delle vittime sappiamo cosa significa vivere una condanna senza fine. Ogni giorno è una sentenza che si rinnova. Per questo chiediamo rispetto, responsabilità e umanità.
Per Giordana, per sua figlia, per tutte le donne che non possono più parlare e per tutte le famiglie che portano addosso il peso insopportabile della loro assenza. Si vergogni!”.
Grazie, Vera Squatrito.
Mentre un generale costruisce un partito dicendo che il femminicidio non esiste, una madre da dieci anni gira le scuole d’Italia a spiegare ai ragazzi cos’è davvero. La differenza tra i due la vedono tutti.
Siamo con lei."
"Io la tristezza la nascondo. perché ho capito che non importa niente a nessuno delle mie tristezze, perciò non mi confido mai e dico 'Tutto bene, tutto bene'. Me la tengo per me".
15 giugno 1920: nasce a Roma il grande Alberto Sordi
Evlada küsülmez, evlatla dertleşilmez. Evlat, çevreye kötülenmez. Evladın sırrı açık edilmez. Evlat, sizin dert ortağınız veya psikoloğunuz değildir. Anne babaya, baba anneye kötülenmez. Evlada travmalar ve kötü bir geçmiş anlatılmaz. Evladınızı rahat bırakın.
Per la rubrica
#paroleDesuete
Catilinàrio
Che ha gli attributi di Catilina quale è rappresentato da Sallustio:
facinoroso, truce, fosco, ostile e torvo
impetuoso e corrotto, instancabile e incostante, forte e temerario, eloquente e vizioso
[Un termine sofisticato e squisito]
oscar wilde der ki, ‘yaşamak çok nadir rastlanan bir şeydir. çoğu insan sadece var olur.’ çünkü yaşamak, ömrü tüketmek değil bir akşam rüzgârında, bir duada ya da bir bakışta kalbinin hâlâ hayret edebildiğini fark etmektir. bazı anlar, bir ömürden daha derindir.
Ontem fui a uma ONG e adotei um cão que já havia sido adotado e devolvido quatro vezes por ser medroso.
Foi a primeira noite dele aqui em casa. Ansioso, triste e sem entender que agora estava seguro, ele não quis dormir na cama, mas os gatos perceberam.
Eles, que SEMPRE dormem em suas próprias caminhas, passaram a noite inteira deitados ao lado dele no chão.
Ele só conseguiu dormir e se acalmar com a presença dos gatos do lado dele. Eles não saíram de perto dele em nenhum minuto… 🥹
Cuando Virginia Woolf escribió: «No hace falta tener prisa. No hay necesidad de brillar. No hace falta ser nadie más que uno mismo», abrazó a mucha gente.