12 years ago, Mario Gotze scored in the World Cup final against Argentina!
After the match, Gotze asked Lionel for a photo at the exit to the locker rooms, and Lionel granted it. The German, shortly after, dedicated a few words to him:
🗣️ “Messi congratulated me on the victory and smiled. He is an extraordinary human being.” 👏
8 years later on 18th December 2022, when Leo Messi’s Argentina won the World Cup final in Qatar, that Mario Götze filmed himself celebrating Messi’s goals with his son via IG & listening to “Muchachos” with his family and even posted a poster of the Messi’s number 10 as a gesture of reverence! 😱😯
The twists of football and life. 🤝
Un 29 de abril de 1945, el dictador fascista de Benito Mussolini era colgado en una gasolinera de la plaza de Loreto de Milán, su cadáver fue linchado, le apalearon la cabeza con martillos, fue escupido e incluso orinado por el pueblo italiano.
Junto a él, fue colgada su cómplice, Clara Petacci, el ministro de propaganda fascista, Alessandro Pavolini, el secretario general del partido fascista italiano hasta 1939, Achille Starace, y Nicola Bombacci, el mayor traidor de la resistencia comunista.
Después de que Hitler viese el linchamiento de su aliado Mussolini, empezó a preparar su suicidio por miedo a ser atrapado por el Ejército Rojo y ser linchado por su propio pueblo al igual que él.
Asi es como deberia acabar siempre cada fascista.
13.000 italiani avevano pagato i mobili. Poi i negozi chiusero per un "inventario".
I mobili non arrivarono mai.
Quello che stai per leggere non è un fallimento aziendale.
È una truffa di massa, costruita sopra uno degli slogan più famosi della TV italiana.
Aiazzone era un marchio che chiunque avesse una TV negli anni '80 e '90 conosceva a memoria.
"Provare per credere" era ovunque.
Il fondatore Giorgio Aiazzone era morto in un incidente aereo nel 1986,
ma il brand era sopravvissuto, anzi, era rimasto nell'immaginario collettivo come sinonimo di mobili economici e pubblicità martellante.
Nel 2008 il marchio venne rilevato da una nuova società, la B&S Spa, guidata tra gli altri da Gianmauro Borsano — ex presidente del Torino FC, ex deputato socialista, già condannato in passato per bancarotta fraudolenta.
Trenta negozi, piani di espansione, campagne pubblicitarie che riprendevano lo slogan storico.
Tutto sembrava ripartire.
Sembrava.
Nel giro di due anni il castello crollò. Dipendenti senza stipendi da mesi. Fornitori non pagati.
E 13.000 clienti con ricevuta in mano e casa vuota.
Aspetta, perché qui arriva il bello.
Mentre i tribunali di Torino, Roma, Firenze e Tivoli ricevevano le domande di concordato preventivo, i soci stavano già svuotando le società. Fatture false, cessioni fittizie di immobili, prelievi in contanti.
Le parti attive venivano spostate in nuove società create ad hoc.
Le aziende depauperate vennero poi cedute a un cittadino bulgaro, che le cancellò dal registro commerciale italiano per aggirare le norme sulla bancarotta.
Beni trasferiti in Bulgaria. Di notte. Mentre i clienti aspettavano i mobili per la camera da letto.
A marzo 2011 la Procura di Roma emise quattro custodie cautelari.
Tre in carcere — tra cui Borsano e il co-titolare Renato Semeraro — e una agli arresti domiciliari per il commercialista. Dieci persone indagate in totale, con accuse che comprendevano bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, riciclaggio e truffa.
Spoiler: non fu una storia che finì in tribunale in silenzio.
A giugno 2011, circa 200 clienti inferociti si presentarono a un magazzino Aiazzone di Torino e lo svuotarono. Letteralmente.
Presero quello che ritenevano essere roba loro.
Le forze dell'ordine li identificarono tutti. Un pensionato raccontò di aver aspettato mesi per mobili destinati a una casa in Abruzzo: alla fine ne erano arrivati solo metà.
Ottocento lavoratori senza busta paga. 13.000 truffati. Beni spariti all'estero. E uno slogan che per trent'anni era stato sinonimo di fiducia.
Alcune pubblicità non invecchiano mai. Alcuni marchi, invece, lasciano un conto da pagare.