Today I am in Britain. We will have our bilateral talks with Keir and a meeting in the E3 plus Ukraine format: President of France Emmanuel Macron, Chancellor of Germany Friedrich Merz, and Prime Minister of the United Kingdom Keir Starmer. Our teams have already done substantive work to prepare all the meetings. Now it is important to discuss everything and agree on the key things at the leaders’ level.
The main focus is our defense in the war, greater cooperation for the security of all of Europe in the area of air defense, and our shared view of diplomatic prospects – Europe must be part of the negotiations and must be strong. A meeting with His Majesty King Charles III is also scheduled for tomorrow.
I thank the United Kingdom and all our partners who, through real steps, are helping us strengthen the protection of life and increase pressure on Russia for its aggression. Russia must end its war.
Мigliaia di persone sono bloccate all'aeroporto di Sochi da venerdì e non possono tornare a casa a causa degli attacchi dei droni. Qualcuno sta svenendo a causa dell'insopportabile caldo, non ci sono sedie libere, le persone giacciono sul pavimento, i banchi informazioni sono presi d’assalto e i tabelloni sono vuoti.
Ukrainische Drohnen nehmen auf der Krim mittlerweile alles ins Visier was sich bewegt – einschließlich Straßenbaumaschinen. Das Ziel ist klar: Russland soll die Straßen nicht mehr reparieren können die Ukraine systematisch zerstört.
Das 3. Sonderoperationsregiment hat die Luftkontrolle über Teile der Melitopol-Chonhar-Route übernommen – der letzten Landverbindung zur Krim.
Benzin fehlt.
Busse fahren nicht. Lebensmittel rationiert. Straßenbaumaschinen brennen.
Russland wollte die Krim als Festung. Ukraine macht sie zur Falle. 🇺🇦🇪🇺
Trump ließ den Ostflügel des Weißen Hauses abreißen – für einen privaten 400-Millionen-Dollar-Ballsaal von Unternehmensspendern finanziert. Jetzt wissen wir was sie dafür bekommen haben. 14 von 27 bekannten Unternehmensspendern erhielten in den sechs Monaten danach neue oder erweiterte Regierungsaufträge – zusammen über 50 Milliarden Dollar. Lockheed Martin allein: 43,8 Milliarden Dollar. Palantir: über eine Milliarde. 16 der 27 Spender standen unter Bundesermittlungen – bei den meisten wurden diese Ermittlungen danach ausgesetzt. Senator Crow wörtlich: „Unternehmen schrieben große Schecks für Trumps goldenen Ballsaal. Jetzt kassieren sie Milliarden in Kickbacks – bezahlt von euren Steuergeldern." Es gibt dafür kein anderes ehrliches Wort als Korruption. 🇺🇸🇪🇺
Oggi i leader chiave d’Europa incontrano Zelensky per discutere come contrastare la minaccia russa al continente. Un quarto leader europeo (il cui governo include propagandisti filo-Putin) non è stato invitato.
Ora più che mai dobbiamo difendere l’Europa, le libertà, la giustizia, la democrazia. Dobbiamo unire le forze per contrastare populismi, sovranismi e fascismi mascherati. Lo si fa non delegando, ma partecipando. Ne va del nostro futuro. Se non ora, quando? Se non noi, chi?
7 June 1932 | French Jewish boy, Georges Grynspan, was born in Paris.
He was deported to #Auschwitz from #Drancy on 18 September 1942. He was murdered in a gas chamber after arrival selection.
Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera aperta a Vladimir Putin.
Il presidente ucraino non l’ha affidata ai canali riservati della diplomazia, non l’ha lasciata filtrare attraverso indiscrezioni, non l’ha consegnata al linguaggio opaco dei comunicati. L’ha pubblicata. L’ha messa davanti al mondo, trasformando un gesto apparentemente semplice in una mossa politica di grande efficacia.
Nella lettera Zelensky ha chiesto a Putin un incontro diretto in un Paese terzo. Ha proposto un cessate il fuoco durante i negoziati. Ha parlato di scambio dei prigionieri, del ritorno dei civili e dei bambini portati via dalla guerra, della necessità di coinvolgere Europa e Stati Uniti come garanti. Ha ricordato che il destino dell’Ucraina e della sicurezza europea non può essere deciso altrove, sopra la testa degli ucraini e degli europei.
Era, in apparenza, un invito al negoziato. In realtà era anche una trappola politica.
Perché Zelensky ha compiuto un gesto politicamente lineare: ha riportato la parola “pace” sul terreno della responsabilità. L’ha sottratta alla propaganda russa, alle ambiguità internazionali e alle formule generiche della diplomazia, riconducendola al suo nodo essenziale: la guerra può finire solo se chi l’ha iniziata decide di fermarla.
La lettera non era dunque soltanto una proposta diplomatica. Era un’iniziativa politica costruita per porre Putin davanti a una scelta chiara: accettare un confronto diretto sulla fine della guerra oppure confermare, con il proprio rifiuto, che Mosca non cerca un cessate il fuoco reale, ma una soluzione fondata sulla subordinazione strategica dell’Ucraina.
Putin ha risposto. E ha scelto la seconda strada. Nessuna sorpresa, perché è sempre stata l’unica opzione di Putin.
Da anni Mosca ci è stata raccontata a reti unificate come la parte ragionevole, sempre pronta al negoziato, sempre frenata dall’intransigenza ucraina e dall’ostilità occidentale. La realtà era sotto gli occhi di tutti: la Russia invadeva, bombardava, annetteva, deportava, minacciava. Ma nel racconto dei suoi propagandisti l’aggressore diventava il pacificatore inascoltato, mentre l’aggredito veniva trasformato nel fanatico che prolunga la guerra.
La risposta di Putin è stata piccata e sprezzante, ma politicamente rivelatrice. Ha detto di non vedere il senso di un incontro. Ha sostenuto che prima devono lavorare gli esperti. Ha spiegato che non servono accordi per tre o sei mesi, ma intese di lungo periodo. Ha trattato la lettera di Zelensky come un’iniziativa scomposta, quasi un fastidio, e non come una proposta da verificare sul terreno della responsabilità politica.
È una reazione che dice molto. Dietro la forma irritata c’è il tentativo consueto di spostare il negoziato dal livello politico a quello tecnico, evitando però la questione decisiva: la Russia è disposta a fermare la guerra senza ottenere la resa territoriale e politica dell’Ucraina?
La risposta è no. Per Putin esiste ed è sempre esistita una sola opzione: trasformare l’invasione in risultato politico, ottenere dall’Ucraina ciò che non è riuscito a ottenere sul campo e chiamarlo “pace”.
Il passaggio più significativo riguarda però Donald Trump. Putin, nel respingere il confronto diretto con il presidente ucraino, ha richiamato i “compromessi” discussi ad Anchorage con il presidente americano.
È un’indicazione importante: Mosca continua a immaginare la fine della guerra non come un accordo costruito con l’Ucraina, ma come un’intesa definita sopra la testa dell’Ucraina. E considera Trump il solo interlocutore realmente utile, incassando pubblicamente il dividendo che Trump gli ha offerto dal suo ritorno alla Casa Bianca: l’idea che l’Ucraina sia un alleato da rimettere in riga, non una democrazia aggredita da sostenere senza compromessi.
Il riferimento di Putin al precedente dello Studio Ovale è rivelatore. Nel febbraio 2025 Zelensky fu trattato da Trump e dal suo entourage come un ospite indisciplinato, rimproverato in mondovisione e perfino irriso per il suo abbigliamento da leader di un Paese in guerra. Oggi Putin ha ripreso quel copione con evidente soddisfazione, arrivando a ringraziare Trump per aver “educato” Zelensky davanti al mondo e per avergli insegnato il dress code.
È un dettaglio che dice molto del nuovo equilibrio che Mosca prova a costruire. Putin non vede in Trump un mediatore equidistante: vede nel leader americano l’uomo che ha già spostato il baricentro del discorso pubblico a favore della Russia. E Putin, oggi, ha semplicemente riscosso quel folle credito.
È qui che la lettera di Zelensky ha colpito un punto essenziale. Quando ha affermato che le questioni ucraine ed europee non si decidono ad Anchorage, ha ricordato un principio elementare: il destino dell’Ucraina non può essere trattato come materia di scambio tra grandi potenze. Nessun accordo stabile può nascere escludendo il Paese invaso e ignorando la sicurezza del continente europeo.
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Oggi ho il piacere di annunciarvi che il “corridoio terrestre” verso la Crimea, che i russi chiamano “rotta di Novorossiya”, è stato ufficialmente chiuso.
Le autorità d’occupazione hanno esteso, “fino a nuovo avviso”, il divieto di transito per i veicoli civili su praticamente tutta l’estensione di questa strada che ora si trova costantemente sotto tiro ucraino.
Complimenti agli ucraini e a tutti i contribuenti europei: è un risultato davvero importante, strategico oserei dire.
I congratulate Sweden, Prime Minister Ulf Kristersson @SwedishPM, and all Swedish people on their National Day.
The Ukrainian people will always remember the significant contribution Sweden has made to the defense of our country and of all Europe. We thank you for all your support, for every aid package, and especially for strengthening our combat aviation. We are working hard to ensure that Swedish Gripen aircraft reinforce Ukrainian skies as soon as possible.
It is precisely this unity and joint work with our partners that is needed to bring the end of Russia’s war closer. We wish Sweden peace and further development.
Da scolpire nel marmo. Putin è al potere da 26 anni e nei suoi 22 anni da presidente è sempre, SEMPRE, stato in guerra. Ogni singolo anno della sua presidenza.
6 June 1936 | A Czech Jewish girl, Eva Steindlerová, was born.
She was deported to #Auschwitz from #Theresienstadt Ghetto on 16 October 1944 with her mother Gertruda. They were both most probably murdered in a gas chamber after the selection.
It is time to end this war. But Russia’s ruler wants to keep fighting. That is why Ukrainian sanctions against this aggression are working. Last night, our drones covered a distance of about 1,000 kilometers to the St. Petersburg region – to the enemy navy’s arsenals and a base in Kronstadt. Our long-range sanctions also reached about 500 kilometers into the Krasnodar region – and hit an oil depot. These are important results of the joint efforts by warriors from the Armed Forces of Ukraine, the Security Service of Ukraine, and the Defense Intelligence of Ukraine. Russia must end its war and stop its attacks on life. Any manifestation of injustice against Ukraine will receive a just response. I thank our warriors for their precision.
Nonno chiude ogni spiraglio di dialogo e risponde a brutto muso a Zelensky che l'aveva punto sull'età avanzata:
"Maleducato! Ci sono leader più vecchi di me" dice riferendosi chiaramente a Trumpet.
Poi chiama a raccolta il suo pseudoesercito:
"Fate il vostro lavoro, fratelli!"
Sui muri di tre istituti dell'Università di Yakutsk in Russia sono comparsi queste scritte : "Gli studenti non sono carne da cannone. L'università non è un ufficio di reclutamento"
In bocca al lupo ai ragazzi e alle famiglie per l'imminente arrivo dell'FSB
Con l’ausilio di ricostruzioni in 3D, a #PassaggioANordOvest, 15.00 @RaiUno, ripercorreremo la storia del Vaticano e dei suoi edifici: la basilica di San Pietro, la Cappella Sistina, il Passetto di Borgo e conosceremo da vicino l’Archivio Apostolico Vaticano.