Agli occhi di chi non lo conosce e non segue questo sport, può apparire come un uomo di 40 anni, single, separato, che vive da solo in un appartamento nel cui lavandino giacciono ancora i piatti da lavare della settimana prima, perennemente in pigiama e che, sempre in pigiama, porta giù l'umido il lunedì sera in ciabatte, senza calzini, anche il 17 dicembre, approfittandone per accendersi la 64esima sigaretta della giornata, riflettendo su come siano fatui i giovani d'oggi che preferiscono l'Auto-Tune a Franco Califano.
Chi conosce il nostro sport sa invece che quest'uomo, nemico numero uno del sorriso e della giovialità, è un maestro che usa le sue mani come bacchette magiche per elevare il basket ad opera d’arte.
Quest'uomo, in Italia, non ha avuto solamente il grande merito di riportare la Virtus ai vertici del basket dopo anni di grigiore. Quest'uomo, per 4 anni, ha anche catalizzato l'attenzione del Paese, da nord a sud, portando tantissima gente nei palazzetti soltanto perchè "oggi gioca Teodosic!".
Questa è una giornata particolare: torna in Italia da avversario della Virtus. Stasera avrà un'altra maglia, quella della Stella Rossa. La settima maglia della carriera. Ma la maglia, nel suo caso, è soltanto una risibile questione cromatica. Perchè quelli come lui riescono a travalicare i confini del tifo, unendo la gente che tra l'ammirazione e lo stupore non può far altro che rendere universalmente merito a chi dipinge sul parquet.
Bentornato Milos.
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The King of Kings has died. Extraordinary player. Unique. 3 times World Cup winner, more than a thousand goals. My idol when young. He made football the beautiful game and truly international. My time playing alongside him in Escape to Victory was a dream come true. RIP Pele
È scattata la solita trappola per gli alpini: denunciarne uno per criminalizzarne centomila. E che coincidenza: prima contro la giornata degli alpini perché evoca una battaglia eroica in Russia che è vietato ricordare; ora il discredito per episodi di sessismo.