🎉✨ MONTEVARCHI, INIZIA QUA LA MAGIA DEL NUOVO ANNO ✨🎉
Il 1° gennaio 2026 il Valdarno vivrà qualcosa che non era mai accaduto
👉 Il 2026 comincia qui. Con noi. Con voi. Con la musica che illumina l’ anima. #ilcapodannochenontiaspetti
A causa di questa frase la Sinistra Italiana bandì per sempre il nome di Oriana Fallaci che fortunatamente oggi torna, prepotentemente.
“I mediocri del Politically Correct [di sinistra] negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi.”
Tratto dal libro "𝐎𝐫𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐅𝐚𝐥𝐥𝐚𝐜𝐢 ღ 𝐀𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐠𝐚" di Antonio Nobili.
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@leo_cecchi91 Negli anni 80 il CSM lo sottopose a indagine perché “giudice scarsamente aggiornato e professionalmente dequalificato”.
Non si difese. Aspettò. Riabilitato con le dovute scuse, si limitò a dire:
“Bisognava solo aver fiducia e aspettare. La giustizia, il mio credo, trionfa sempre”
Dopo averlo trucidato, lo lasciarono sulla strada a dissanguare. Ci rimase così tanto a lungo che il comune dovette rifare l'asfalto, perché il sangue l’aveva impregnato.
Alberto Giacomelli, magistrato in pensione, era un uomo riservato, mite, dedito al lavoro. Mai sotto i riflettori. Un padre di famiglia che la scorta la faceva venire un poco più avanti rispetto a casa sua, perché uscendo di casa non voleva “creare confusione”. Una persona onesta che faceva il suo dovere. Lo fece anche nel 1984, quando sotto gli occhi gli finì uno dei provvedimenti più rischiosi dell’epoca: quello del sequestro della casa di Gaetano Riina, fratello di Totò Riina, “la Bestia”.
Lo firmò senza pensarci due volte.
La mafia aspettò che andasse in pensione. Ce lo “costrinse” il figlio ad andarci, anche se lui gli diceva “tanto mi ammazzeranno lo stesso”.
E così fu, perché i sicari lo uccisero la mattina del 14 settembre, quando ormai era in quiescenza.
Cercarono di farlo passare per delitto passionale per infangarne il nome. Poi per una rivalsa di un gruppo di ragazzi che avevano avuto a che fare con la droga.
Ci vollero anni prima che si capisse che Giacomelli era stato ammazzato per una firma.
Gli assassini non sono mai stati trovati. Giacomelli pagò anche il suo essere un uomo riservato, con la sua storia ingiustamente dimenticata da una grossa parte dello Stato.
In questo giorno, a lui va allora il ricordo di chi non dimentica i servitori dello Stato e il loro enorme coraggio.
Un carteggio affettuoso, ironico, a volte struggente, che illumina la figura dello scrittore anche nella sua dimensione privata.
Dialogheranno con la ns ospite la Prof.ssa Simona Chimentelli e Gianni Sereni, autore esordiente.
Ingresso libero
Sabato 2️⃣3️⃣ agosto alle ore 18.00 il nostro circolo ospiterà una persona davvero straordinaria, Giovanna Calvino che ci parlerà del libro da lei curato dove ha raccolto le lettere inviate da suo padre a quella che poi sarebbe diventata sua moglie, “Chichita”.