Appassionato di Informatica, Comunicazione e Pubbliche Relazioni. Chi crede in se stesso parte già da vincente. Umile, intraprendente, affidabile, serio
Angela Procida perde il bronzo per 2 centesimi, ma fa un discorso da medaglia d'oro. Complimenti a questa ragazza per la sua maturità #GiochiParalimpici
Dura 40 minuti, ma val la pena di ascoltarlo tutto.
Il rapporto del Pentagono.
Verso una guerra di sterminio totale.
Anno 2019 l'analisi di Giulietto Chiesa che sembra fatta oggi.
- L'antieuropeista
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𝗟𝗘 𝟰𝟬 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗨𝗠𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗘𝗖𝗢
Ogni regola viene spiegata infrangendo la regola stessa con grande ironia.
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu. ”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stron*i usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
Tullio Pericoli, Umberto Eco, 1980
#DBArte #BaroArte #arte
La cosa migliore da fare quando si è tristi è imparare qualcosa. È l'unica cosa che non fallisce mai. Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili.
C'è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare.
Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove.
Questa è l'unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l'unica cosa per te.
Guarda quante cose ci sono da imparare.
Terence Hanbury White
Il miracolo della vita
“Durante la gravidanza, alcune cellule del bambino migrano nel flusso sanguigno della madre e poi ritornano al bambino. Si chiama "microchimerismo materno-fetale".
Per 41 settimane, le cellule si mescolano e circolano avanti e indietro e, dopo la nascita del bambino, molte di queste cellule rimangono nel corpo della mamma, lasciando un'impronta permanente nei tessuti, nelle ossa, nel cervello e nella pelle della madre, e spesso rimangono lì per decenni.
Ogni altro figlio che una madre avrà in seguito lascerà un'impronta simile sul suo corpo.
Anche se una gravidanza non va a termine, o se si ha un aborto, queste cellule migrano comunque nel flusso sanguigno.
Le ricerche hanno dimostrato che se il cuore di una madre è ferito, le cellule fetali si precipiteranno sul sito della lesione, e si trasformeranno in diversi tipi di cellule specializzate nella riparazione del cuore.
Il bambino aiuta a riparare la madre, mentre la madre costruisce il bambino.
Che meraviglia!
Questo è spesso il motivo per cui alcune malattie svaniscono durante la gravidanza.
È incredibile come il corpo della madre protegga il bambino a tutti i costi, e il bambino protegga e ricostruisca la madre in cambio, in modo da potersi sviluppare in sicurezza e sopravvivere.
Pensiamo per un momento alle voglie della gravidanza. Di cosa aveva bisogno la mamma, che il bambino le facesse desiderare?
Gli studi hanno anche dimostrato la presenza di cellule del feto nel cervello di sua madre 18 anni dopo il parto.
Che meraviglia è?"
Se sei una mamma sai come puoi sentire istintivamente tuo figlio, anche quando non c'è.
Bene, ora c'è la prova scientifica che le mamme portano il loro bimbo per anni e anni dopo averlo partorito.
Trovo tutto questo meraviglioso.
Da un articolo di Nargis Kizalbash
Leonardo, Bambino nel grembo materno
#DBArte #BaroArte #arte #art #cultura
“Una volta la nonna mi aveva dato consiglio:
Nei periodi difficili, vai a vanti a piccoli passi. Fai ciò che devi fare, ma poco alla volta. Non pensare al futuro, nemmeno a quello che potrebbe accadere domani. Lava i piatti. Togli la polvere. Scrivi una lettera. Fai una minestra.
Vedi?
Stai andando avanti passo dopo passo. Fai un passo e fermati. Riposati. Fatti i complimenti. Fai un altro passo. Poi un altro.
Non te ne accorgerai, ma i tuoi passi diventeranno sempre più grandi.
E verrà il tempo in cui potrai pensare al futuro senza piangere.”
Elena Mikhalkova, La stanza delle chiavi antiche
Watteau, La sguattera
#DBArte #BaroArte #arte #art #cultura
Quando ero giovane, volevo cambiare il mondo.
Ma ho scoperto che era difficile cambiare il mondo, così ho cercato di cambiare il mio Paese.
Quando ho scoperto che non potevo cambiare il mio Paese, ho iniziato a concentrarmi sulla mia città.
Tuttavia, ho scoperto che non potevo cambiare la città e così, crescendo, ho cercato di cambiare la mia famiglia.
Ora, da vecchio, mi rendo conto che l'unica cosa che posso cambiare è me stesso, ma sono arrivato a riconoscere che se molto tempo fa avessi iniziato con me stesso, allora avrei potuto avere un impatto sulla mia famiglia.
E io e la mia famiglia avremmo potuto avere un impatto sulla nostra città.
E questo, a sua volta, avrebbe potuto cambiare il Paese e tutti noi avremmo potuto davvero cambiare il mondo.
(Rav Yisrael Salant)
Astronomo (Vermeer)
#DBArte #BaroArte #arte #art #cultura
Per chiedere scusa bisogna avere sensibilità,maturità ed intelligenza.
La sensibilità di capire dove si è sbagliato,la maturità di ammettere di aver sbagliato, l’intelligenza nel trovare il modo e le parole giuste per farsi perdonare.
L’arrogante ne è privo,quindi imperdonabile.
Non si è speciali, lo si diventa. Lo si diventa per qualcuno che riesce a vedere in noi quello che il resto del mondo non tenta neanche di scoprire.
#Buongiorno