Il giorno dopo aver preso lo sberlone la guancia fa male, è livida, gonfia, ti gira la capa e non hai voglia di sentire del bla bla. Anche perché il “bla bla”, quando si parla di pallone, è micidiale: ognuno ha la sua teoria, tutti detestano quella altrui, si esagera, ci si manda affanculo che è un piacere.
E allora qui non vi dico “la verità”, come potrei?, metto nero su bianco il mio pensiero senza avere la pretesa che sia anche il vostro.
Quanto può far male uno scudetto perso al 90’ di una partita che pareva vinta e invece no, non è vinta per un cazzo? Tantissimo, son qui che mi gratto da ore come se avessi la pellagra. Vien voglia di maledire tutto e tutti, di trovare colpevoli, di dire “vaffanculo tu e tu”, di decidere di-chi-è-la-colpa.
Poi esiste quella cosa chiamata “capacità di non buttarla in vacca” che porta a fare ragionamenti un filo più profondi di “’sti qui non si sono impegnati” o “pensano solo alla Champions” o “vergogna, schifo, cacca e pipì”.
Il qui presente ha scelto di fidarsi di questo gruppo tempo fa e non lo ha fatto per un qualche stupido “atto di fede”, ma perché ha visto come lavora, come è gestito, da quali ragazzi è composto, quanto impegno e applicazione metta in ogni cosa che fa. Non è una valutazione che ho bisogno di verificare e certificare con il risultato della prossima partita, l’ho già fatto: meritano la mia fiducia.
Per questo motivo non trasformerò ogni non-vittoria in una tragedia e nemmeno gli errori dei singoli in un motivo per pretenderne la crocefissione in sala mensa.
Questi signori meno di due settimane fa mi hanno regalato una delle emozioni sportive più belle e profonde mai vissute, una roba bestiale e per nulla prevedibile. Avrei voluto abbracciarli uno ad uno e francamente lo avrei fatto anche se il genietto Yamal, invece di prendere il palo (grazie palo…), avesse segnato il gol del definitivo 2-4 al minuto 91’ di una partita che è già storia del calcio.
Ecco perché, amarezza a parte (riecco la maledetta pellagra), credo di avere abbastanza serenità mentale per accettare che in una stagione da 59 partite in cui provi a ottenere il massimo ovunque, possa capitare che il destino ti imponga di mandar giù un chupito di cicuta.
È andata così: ieri salvo miracoli l’Inter si è giocata il campionato, il 31 maggio farà il possibile per vendicarsi nella finale di Champions League, una competizione che fino a 5 anni fa "non era cosa" e ora è diventato "habitat naturale" (mai dimenticarlo).
Mi piacerebbe sapere come andrà a finire, ma non ho questo potere e forse nemmeno mi interessa averlo. So solo che non ho bisogno di conoscere il risultato di quella partita per decidere se questo gruppo si merita i miei applausi, li avrà a prescindere.
E questo per un motivo persino banale: tempo fa ho consegnato loro la mia inestimabile fede sportiva e, loro, l’hanno custodita come si fa con le cose preziose.
(📷 @nerazzurriSoci_ )
Attenzione, pericolo discesa in massa dal carro.
Vorrà dire che a bordo, nel caso, stiamo più comodi.
Col mister #Inzaghi, fino all’ultimo respiro di questa clamorosa stagione
E tu retwitta se sei d’accordo.
#amala
F-A-N-T-A-S-T-I-C-H-E 🔥
Le azzurre della @Federvolley si impongono con un netto 3-0 sugli Stati Uniti e conquistano la prima storica medaglia d'oro nella pallavolo femminile a #Paris2024 🥇
Complimenti ragazze 👏🏐
#Olympics | @ItaliaTeam_it
🔵 "Quanti protestano contro #Israele hanno cancellato gli ostaggi. I morti e i vivi prigionieri. Basterebbe dire: i palestinesi abbiano uno Stato e sia garantita l'esistenza e la sicurezza di Israele. Ma forse è troppo pacifista"
@DavideGiac 🎙️
#NonStopNews
La Guardia di Finanza sanziona influencers e altre star del web. 11 milioni di euro di tasse evase. Già non si capisce come possano essere così ricchi vendendo aria fritta. Che almeno paghino le tasse. Un grande grazie alla Guardia di Finanza!
⚫️🔵♾️ Il 9 marzo 1908 un gruppo di soci dissidenti del Milan, in disaccordo con le politiche rossonere, al ristorante ‘L’orologio’, durante una cena, scrivono lo statuto di una nuova società, scegliendone i colori simbolici: il nero e l’azzurro. Grazie a dei ribelli nacque l’Internazionale, battezzando il tutto con la famosa frase: “Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo”.
Impedire l’accesso allo stadio a chi scandisce insulti razzisti. Io sto con il portiere del @Milan@mmseize “Se non ci muoviamo siamo tutti responsabili”
“L'aggressività e il rancore vengono quotidianamente legittimati da giornali e social che non fanno altro che scaricare valanghe di odio sulle persone, così come del resto ha fatto la politica più becera di questi anni attraverso i suoi esponenti di punta. È avvenuto perché temo che in molti si ritrovino in quelle parole.
Non esistono più confini: tutto è possibile, dicibile e fattibile. E il denominatore comune è proprio l'odio. Un odio che non ha una direzione univoca o un obbiettivo preciso. Non viene usato per rivendicare diritti o giustizia ma al contrario è rivolto contro i diritti degli altri. È rabbia cieca ed è inutile cercare di individuare una qualche ragione perché l'odio si autogiustifica, si regge da solo, e, non avendo nulla di razionale, non ha bisogno di dare spiegazioni né di ragionevolezza.
Giorno dopo giorno si è spostata l'asticella sino a perdere ogni limite di decenza”.
- Le parole sempre attuali e da condividere di @fabfazio.
"Il mondo è fatto così. Male. Per il mondo sei sempre troppo basso o troppo alto, con un naso troppo grande e le orecchie troppo a sventola, non sei abbastanza macho o non sei abbastanza figa…
Sei appassionato di quello che studi? Secchione.
Non studi niente? Cretino.
Ti piace qualcuno dello stesso sesso? Frocio, lesbica.
Ti piacciono i fumetti e l’arte? Frocio, lesbica.
Sei sensibile? Frocio, lesbica.
Comunque tu ti comporti, c’è sempre qualche stronzo che ti prende di mira.
Ma Sappi che se c’è una colpa non è certo tua. E’ di chi vede e se ne frega. E’ di chi ti sta intorno e non si accorge.
Io credo che il senso del nostro stare al mondo sia soprattutto questo: accorgersi.
Accorgersi di come stanno gli altri, accorgersi di chi chiede aiuto in silenzio, accorgersi della sua fatica a stare al mondo, del peso che ogni giorno si porta appresso.
Accorgersi che dietro a un 'Va tutto bene' in realtà c’è un 'Va tutto male'.
Accorgersi, semplicemente.
E invece spesso noi non ci accorgiamo di niente, finchè è troppo tardi.
Perché è vero che il bullismo c’è sempre stato, ma un tempo stava chiuso nelle quattro mura della classe, non restava in quell’archivio perpetuo e mondiale delle schifezze che è internet…
E poi dire “c’è sempre stato” non significa niente. Anche lo scorbuto e la rogna ci sono sempre stati, ma per fortuna abbiam trovato dei rimedi.
Quindi non fate sciocchezze, ragazzi, chiedete aiuto, scegliete un adulto, quello che vi sembra meno pirla, e andate a parlare con lui, raccontategli tutto.
Fidatevi di me. I bulli possono essere sbullonati. E con l’aiuto di un adulto, li sbulloniamo più in fretta."
@lucianinalitti a #CTCF
"PS: Cara Melons. Hai detto che una donna che mette al mondo almeno due figli ha già offerto un importante contributo alla società.
Ecco, volevo solo dirti che anche le donne che hanno un solo figlio, o che non possono avere figli, o che non vogliono avere figli, o che fanno quel cavolo che pare a loro, se pagano le tasse il contributo alla società lo danno."
@lucianinalitti a #CTCF
Poche cose nella vita contano come lo stile.
Se Giorgia #Meloni ha deciso di rendere nota la fine della sua relazione, è perché le uscite di Andrea #Giambruno sono divenute nell’arco dei mesi così gravi da costituire fonte d’imbarazzo, trasformandosi da questioni familiari in grattacapi di natura politica.
Ma il post con cui il premier ufficializza oggi il termine della sua storia d’amore segna pure un confine invalicabile tra sfera pubblica e privata.
Non c’è battuta sulla pesca Esselunga che tenga, difesa della famiglia tradizionale da rievocare: qualunque sia il vostro orientamento politico, comunque la pensiate sul suo conto, quello tra Meloni e Giambruno non è affare che vi – che ci- riguarda. Non più.
Perché alle gravi volgarità ascoltate nei fuorionda di Striscia è ora sbagliato sommare lo sciacallaggio, la danza allegra di chi è solito cibarsi delle altrui disgrazie, l’esegesi di dinamiche che oscillano tra il complotto politico e il pettegolezzo di condominio.
Non fosse abbastanza per convincervi il rispetto dovuto ai due protagonisti adulti della vicenda, occorrerrebbe fermarsi a riflettere sul dolore che prima o poi – in qualche forma – una bambina rischierà di provare per l’epilogo e i contorni di una storia che coinvolge – e travolge – i suoi genitori.
Dovrebbe valere più del gusto di un’ironia facile, dell’ebbrezza di un like.
Quella s’esaurisce in fretta, la miseria umana dura di più.
Il Veneto detiene molti primati nel campo dei trapianti, ma serve estendere sempre più la consapevolezza dell’importanza della donazione. La nostra sanità svolge questa missione con orgoglio in un settore d'eccellenza, capace di riaccendere la speranza ad adulti e bambini.