- Evito di litigare
- Sono sempre educato rispettoso
- Scrivo quello che penso
- Metto un cuore ad un tweet che mi piace
- Spesso retwitto un pensiero che mi rappresenta
- Rimango per rilassarmi, sorridere e riflettere…
Ecco, il mio modo di stare su Twitter!
Immaginate una carriera lunga 21 stagioni, tra Reggio Emilia, Fortitudo, Barcellona, Cantù, Milano e Capo d'Orlando.
Immaginate un dominio offensivo e difensivo nei due 2 scudetti vinti con la Effe, e la capacità di fare la differenza in un Barcellona stellare che vince l'Eurolega.
Immaginate le ultime 3 medaglie vinte dalla Nazionale che portano tutte la sua firma.
Immaginate uno che segna 24 punti in faccia ad Allen Iverson e Tim Duncan, battendo gli USA.
Immaginate uno che trascina letteralmente una nazionale ad una Olimpiade, giocando una delle partite più incredibili di sempre di un giocatore in maglia azzurra, in semifinale con la Lituania, consentendo all'Italia di mettersi un argento al collo.
Immaginate uno che fa dire ad un telecronista "LeBron James non riesce minimamente a marcarlo".
Immaginate uno che inventa una tipologia di tiro nel basket, "il tiro ignorante", anticipando quello che avrebbe successivamente fatto Steph Curry.
Immaginate uno che la mattina di Pasqua, dopo una partita persa con Capo D'Orlando, nel giorno libero della squadra, si presenta in palestra la mattina alle 8 per fare due ore di allenamento da solo.
E ora immaginate uno che al termine della sua carriera, riconosciuto da tutti come uno dei migliori giocatori di basket italiani della storia, parla così di sé stesso: "Non sono d'accordo con ciò che scrivono di me: io non sono nato fenomeno e non ho mai avuto il talento di altri, come Myers per esempio. Mi sono sempre sentito più scarso di tanti giocatori: ho convissuto con complessi di inferiorità per quasi tutta la carriera e solo quando mi sono ritirato sono riuscito a rilassarmi. Per riuscire a stare al livello dei più bravi mi sono dovuto allenare cento volte di più, e da ragazzo, ogni giorno, mi alzavo la mattina sapendo che se non ce l'avessi fatta sarei tornato ad alzarmi all’alba a raccogliere frutta con mio padre in campagna."
Oggi è una data particolare per la pallacanestro italiana perchè Gianluca Basile compie 50 anni.
Un numero che ci sbatte in faccia lo scorrere inesorabile del tempo, ma che ci regala anche un sorriso ripensando a quei pomeriggi con la moka sul fuoco, la tv accesa, e un ragazzo col ciuffetto davanti agli occhi che riusciva a lasciarci increduli ogni volta di più.
Grazie Baso per aver reso possibile l'impossibile.
Grazie Caparezza per i 525 minuti trascorsi insieme nel 2022. La Ghigliottina sempre in loop. Ma sempre sempre. #SpotifyWrapped https://t.co/HPNZv56hov
3 luglio 1999.
Myers col pallone sotto braccio. Meneghin è un alieno. Fucka un gigante. E poi Galanda, il Baso, Bonora, Marconato e Chiacig. Picchio Abbio e Sandro De Pol. L’alpino Mian e Damiao.
“We are the champions” a Parigi-Bercy.
23 anni fa l'Europa si inchinava all'Italia.