@atm_informa buondì! Si può fare qualcosa per l'odore tremendo che da circa un mese pervade il sottopassaggio M1 tra Loreto e viale Monza? È davvero forte, cattivo e fastidioso. Grazie!
Oggi Vannacci ha annunciato l’ingresso di 4 deputati (2 della Lega e 2 di Forza Italia) in Futuro Nazionale. Uno di questi è Davide Bergamini che 5 mesi fa era passato dalla Lega a Forza Italia con questa motivazione: “Non mi faccio trascinare a destra nelle idee di Vannacci”
Quello che sta davvero dimostrando questa campagna referendaria, da entrambe le parti, è la pochezza della classe dirigente. Ministri, magistrati, capi di gabinetto che non sono in grado di tenere un punto senza fare figure barbine. Terrificante.
È vero che lo spirito olimpico porta già di per sé un’atmosfera magica, ma quello che abbiamo vissuto a Milano nelle ultime due settimane nelle arene, per le strade, nei bar e ristoranti, sui tram e le metropolitane rimarrà un ricordo indelebile. Non solo dal punto di vista sportivo ❤️🇮🇹🫂
La SOLIDARIETÀ della Meloni a Pucci che parla de: “La deriva illiberale della sinistra”.
La coerente Meloni ha fatto una campagna mediatica per impedirmi di parlare a Sanremo “a spese dei contribuenti” e perché non c’era contraddittorio per il mio monologo contro il FEMMINICIDIO.
Segnalo a chi difende la cosiddetta satira di destra che è sempre difficile stabilire cosa sia satira e cosa no, certo, ma credo che dire di un omosessuale che deve infilarsi un tampone nel culo non sia satira. Sembra più omofobia da bar.
A seguire la diretta Rai della cerimonia di apertura delle #OlimpiadiInvernali di Milano Cortina 2026 mi pare chiarissimo che i commentatori di Rai Sport volessero riempire tutti i vuoti e gli spazi possibili e immaginabili perché convinti che il loro lavoro fosse questo. E invece no: una telecronaca non deve essere un sottofondo continuo e gracchiante ma un intervento preciso e mirato che sappia lasciare allo spettatore lo spazio per elaborare le immagini e le sensazioni senza inutili interferenze. Invece, niente: una diretta incontrollata, a tratti molesta e, cosa alquanto grave, approssimativa. Quando ho sentito il commentatore Rai scambiare Matilda De Angelis per Mariah Carey ho pensato che, poverino, avesse letto male la scaletta, mi sono detto che poteva capitare, ma quando l’ha insistentemente chiamata «Matilde» mi sono detto no, cribbio, sei in diretta nazionale e siamo la nazione ospitante: la preparazione è d’obbligo. Così come sarebbe stato d’obbligo evitare di scivolare in commenti inappropriati come quello sui riti vodoo (ma che è, una serie di Ryan Murphy?) del Benin. Vorrei continuare insistendo sul vocabolario ahimè non troppo ricco dei commentatori che, proprio perché lavorano con le parole, dovrebbero conoscere a menadito tutti gli aggettivi e i sinonimi esistenti, ma mi sembrerebbe di sparare ormai sulla croce rossa. Onestamente mi dispiace che il servizio pubblico abbia fatto il compitino senza sforzarsi di dimostrare di avere una marcia in più: c’era tutto il tempo per prepararsi in maniera adeguata, invece si è preferito concentrarsi più su un modo furbo per evitare che da casa si sentissero i fischi dello stadio a Israele che pensare di confezionare un commento capace di guidare lo spettatore senza infastidirlo (si poteva dire, per esempio, il perché la Francia ha sfilato per penultima, e invece…).