Come sapete -o forse no- qualche tempo fa un utente decise di scrivere un paio di tweet in cui asseriva di esser stato minacciato, dal sottoscritto, di accoltellamento - cosa ovviamente non vera (“è una cosa mai avvenuta” (cit.)).
Nonostante alcuni lettori facessero per mia fortuna notare che ciò non fosse assolutamente vero, il suddetto utente si spinse oltre, sostenendo addirittura di esser stato minacciato, sempre dal sottoscritto, in privato - cosa, anche questa, ovviamente non vera.
Alla lettura delle suddette fandonie, per me gravissime avendo tre concorsi -due dei quali importantissimi- in ballo, chiesi, invano, di smentire tutto, ricevendo anzi grasse risate e sentendomi dire “se non hai nulla da nascondere, procedi…”.
Ecco, proprio non avendo nulla da nascondere e, soprattutto, non avendo mai scritto alcuna schifezza della quale venni, pubblicamente, accusato, decisi di procedere. E giovedì, insomma, in Tribunale è stato deciso esattamente ciò che ora leggete.
Per il resto, che dirvi,
viva l’Internazionale di Milano e la verità.
Amala, querida 🖤💙
La notte di Pio e Barella si trasforma negli schiaffi presi da Kean.
È tutto così scandalosamente palese.
Ma questa dittatura della menzogna cadrà, e il rumore si sentirà su Marte.
Magari sbaglio, ma a naso mi sentirei di dire che al ciclope Polifemo👁️la nuova linea #orsato di gestione arbitri e #var non piaccia molto.
La sua telescrivente di fiducia ha trascorso così le ultime 72 ore della sua vita sui social.
Siamo oltre il disturbo maniaco compulsivo.