#MotoGP#DutchGP
La scalata verso la prima vittoria in MotoGP, passando per la conquista del titolo iridato Moto2 nel 2024, per Ai Ogura iniziò nell'ottobre 2014. Alle selezioni della Asia Talent Cup tenutesi a Sepang non fu propriamente il più veloce, ma Alberto Puig e Jordi Pons (il suo attuale manager) in lui videro qualcosa.
Lo scelsero e, col senno di poi, fu una delle decisioni più azzeccate per riportare nella "mappa" il movimento del motociclismo All Japan. Ogura ha saputo coltivare il talento con il duro lavoro, con il coraggio di scelte difficili (rifiutare tre volte un posto in MotoGP con Honda), superando cocenti delusioni.
Prima dell'epilogo del Mondiale Moto2 2022 con un titolo gettato alle ortiche tra Sepang e Valencia, ci fu nel 2016 sempre a Sepang la disfatta nella decisiva corsa della Asia Talent Cup: in vantaggio di 20 punti sull'amico Somkiat Chantra con più soltanto 25 in palio, cadde perdendo un titolo che sembrava già vinto.
Talento, velocità, coraggio e consapevolezza dei propri mezzi. Preferendo tornare a vivere in Giappone anche a stagione in corso perché, allenamenti a parte, in Spagna si annoiava. Non si annoia mai a girare in moto: con un solo treno di gomme, nelle giornate di allenamento inizia al mattino e termina nel tardo pomeriggio. Non ci annoiamo noi nel vederlo guidare: stile unico, estremamente efficace anche per le MotoGP contemporanee.
Portando avanti la dinastia dei motociclisti giapponesi, con il 48 di Shoya Tomizawa ed il 74 di Daijiro Kato (e la sua bandiera sventolava nel giro d'onore) sulla tuta, da 7° pilota del Sol Levante a laurearsi Campione del Mondo. Oggi anche il 7° a vincere un Gran Premio della classe regina, senza sognare, bensì pensando in grande per il futuro.
The emotions of who's been there since day 1 🥹
No one was happier nor prouder of @AiOgura79 than his former crew chief Norman Rank today ❤️
#DutchGP 🇳🇱