Vivere soltanto vivere,in quel momento in quel luogo.Senza mappe,senza orologio senza niente. Montagne innevate,fiumi,cieli stellati.Solo io e la natura.(cit.)
@focaprotonica Anno di nascita 1936... più che boomer è anziana...si vede che sei giovane...poi tra qualche anno ne riparleremo di come cambiano le prospettive..e se parlerai ancora di pigrizia e incapacità
Non so niente della vicenda Hannoun, so per certo che fate schifo tutti.
Gli uni pronti a rinnegare, gli altri pronti a puntare il ditino accusatorio nel solito valzer dell'autocompiacimento.
Intanto a Gaza si continua a morire...ma che vi frega a voi pagliacci 🤡🤡
Crepet: «Mi spiegate perché i genitori che passano tutto il giorno sui social ignorando i figli non fanno scandalo, mentre chi sceglie di crescere i bambini a contatto con la natura diventa un problema? Fatemi capire.»
Ma davvero viviamo in un Paese dove
📱 un genitore che sta tutto il giorno sul telefono, scorrendo TikTok mentre i figli si arrangiano, va bene…
🌲 …mentre chi cresce i bambini all’aria aperta, giocando nei boschi, esplorando, sporcandosi, vivendo davvero viene trattato come un sospetto?
È incredibile: ci scandalizza la natura, non l’assenza.
Ci preoccupano i boschi, non l’indifferenza.
Ci dà fastidio chi educa con presenza e libertà, mentre chi parcheggia i figli davanti agli schermi passa inosservato.
Forse non è la natura a farci paura…
Forse ci spaventa chi sceglie un modo diverso di crescere i propri figli, più umano, più lento, più vero.
Prima di giudicare chi vive nei boschi, proviamo a guardare chi vive sui social.
Habemus Papam – Ma chi abbiamo davvero?
Roma, 8 maggio 2025. Ore 18:07.
Una nube bianca si leva dalla Sistina come se il Paradiso avesse acceso una Marlboro Light. La folla esulta, le campane rintoccano, i giornalisti si eccitano come liceali al primo bacio.
Habemus Papam. Un altro. Ancora. Sempre uno nuovo, sempre con promesse di riforme, misericordia e dialogo. La solita minestra, con l’aggiunta di coriandoli e incenso.
Due giorni, quattro scrutini. Più rapido di una convention di partito: tanto ormai il conclave è come l’Eurovision ma in latino. Si cerca il Papa che piaccia, che non disturbi, che rassicuri i mercati e gli ambasciatori LGBT. Uno spirituale con l’algoritmo in mano.
E la fumata bianca è arrivata puntuale, come se il cielo stesso avesse firmato un contratto con la RAI.
La folla in Piazza San Pietro è in delirio. Applaudono senza sapere chi. È il trionfo della fede cieca, quella che oggi chiamiamo “inclusività”.
Ma la vera domanda è: cosa ci porterà questo nuovo Papa?
Un altro predicatore con l’accento globale e la sensibilità ONU? O – miracolo dei miracoli – un uomo con la spina dorsale, capace di dire no al pensiero unico, alla colonizzazione ideologica, all’ipocrisia buonista?
Intanto aspettiamo il nome. Il volto. Il messaggio. Il teatrino del “fratelli e sorelle” e della benedizione Urbi et Orbi. Il mondo, intanto, è inginocchiato davanti alle guerre, alle lobby, alle élite: ma guai a dirlo, che poi sei reazionario, sei populista, sei… vero.
E allora sì: Habemus Papam. Ma a noi interessa sapere se lui ha ancora un briciolo di coraggio.
Perché non ci serve un Papa simpatico.
Ci serve un generale di Dio, non il portavoce del multiculturalismo da salotto.
Aspettiamo il nome. Ma io, francamente, aspetto il ruggito.
E se non arriva… lo scriveremo noi.