Zelensky scrive a Putin per proporre un incontro faccia a faccia. La risposta è arrivata dopo poche ore: 11 morti e 68 feriti. Ma i guerrafondai siamo noi
Devo dire che la decisione di Buttafuoco di riammettere la Russia nel “giardino di pace” de @la_Biennale per favorire il dialogo ha portato risultati a dir poco straordinari.
Nell’ultimo massiccio attacco su Kyiv, sono stati pesantemente danneggiati il Museo Nazionale "Chornobyl", ospitato in un edificio storico ed importante monumento architettonico, il Museo Nazionale d'Arte dell'Ucraina (NAMU), una delle principali e più antiche istituzioni museali del Paese, la Riserva Storico-Architettonica dell'Antica Kyiv, il grande complesso che tutela il nucleo storico e monumentale della città, l’Istituto di Letteratura "Taras Shevchenko", il più importante centro accademico ucraino per gli studi letterari, legato all'Accademia Nazionale delle Scienze, il Teatro dell'Opera Maly, il "Palazzo d'Ottobre" (Centro Internazionale per la Cultura e le Arti).
E poi ancora sono stati colpiti la Casa dei Contratti (Kontraktova Dom), la storica Stazione Postale, la Chiesa della Natività, oltre al locale Museo di Piazza Poshtova. L'impatto ha inoltre devastato la facciata, l'ingresso principale e le vetrate del complesso della Casa Ucraina.
Se l’obiettivo del presidente, quello che “teme più l’Occidente che la Russia”, era quello di utilizzare una delle più importanti rassegne del mondo di arte e cultura per riabilitare un regime assassino che devasta l’arte e la cultura, si può dire pienamente raggiunto.
Io mi chiedo sinceramente se la ex quasi ambasciatrice Elena Basile abbia qualcuno che si prende cura di lei. Non so, un amico, un conoscente, chiunque le permetta di avere un contatto con la realtà. Persino del cane non abbiamo più notizie. Perché non si possono fare video pubblici come questo, nei quali si dicono un’infinità di cose tra il falso e l’osceno senza vergognarsi neanche un po’.
Gli attacchi che partono dai Baltici verso San Pietroburgo sono ovviamente una delle tante balle clamorose inventate dalla propaganda russa, manipolando i casi di caduta di droni ucraini dirottati dai jammer russi. A questa idiozia non credono nemmeno i russi, altrimenti saremmo già tutti in guerra, visto che si tratterebbe di un attacco diretto di un paese NATO contro la Russia.
Il Ministro della Germania Pistorius non ha mai detto di voler attaccare Kaliningrad (exclave russa della quale la Basile non conosce neanche il nome, avendola chiamata “Kalingrad”), ma ha stanziato stabilmente una brigata tedesca in Lituania per scoraggiare un eventuale attacco russo sul corridoio Suwalki, che separa la Bielorussia proprio da Kaliningrad. Quelle ripetute dalla ex diplomatica (fortunatamente) a riposo sono le menzogne che il ministro degli Esteri di Mosca Lavrov ha costruito per manipolare quelle parole.
Tra le affermazioni più incredibili c’è poi quella secondo cui la Russia avrebbe esercitato finora la cosiddetta “pazienza strategica”, cioè ci è andata volutamente piano con l’Ucraina, che è poi la scusa più ridicola tra quelle sentite finora per giustificare i clamorosi e sempre più evidenti fallimenti militari sul campo di battaglia, dove no, la Russia non sta più avanzando e sta anzi in alcune zone persino retrocedendo. Un dato su tutti: la Russia spende il 40% del proprio bilancio per questa guerra, ha devastato la propria economia, ha perso un milione e mezzo di uomini e ha commesso crimini indicibili. Questa, secondo la cheerleader fuori corso del Cremlino, si chiama “pazienza strategica”.
Trovo poi aberrante che una persona che ha rappresentato il nostro paese possa dire cose come “l’Ucraina sta alla Russia, come Taiwan sta alla Cina”, aggiungendo che “è un territorio fondamentale per loro”. Ciò, non solo confondendo due storie e due status giuridici diversissimi tra loro (per dire, Taiwan non è nemmeno un membro ONU e gli stessi alleati di Taipei riconoscono quasi tutti la dottrina dell’unica Cina), ma negando di fatto la sovranità e il diritto all’autodeterminazione di intere nazioni perché i loro potenti vicini hanno bisogno di loro. Con l’aggravante, nel caso dell’Ucraina, che non viene riconosciuta al popolo aggredito neanche la volontà di esistere, con la solita agghiacciante formula imperialista della “guerra per procura”, cioè gli ucraini combattono e muoiono solo perché qualcuno dice loro di farlo, non perché desiderano vivere in un paese libero e sovrano.
E poi il capolavoro: “veramente gli europei desiderano essere inceneriti” da Putin? Come se non sapessero tutti che gente come Karaganov ed altri utilizzano la minaccia dell’apocalisse nucleare proprio perché i suoi servi anche in Italia possano poi gridare che ce la stiamo andando a cercare, proponendo come unica via di uscita la genuflessione davanti a chi minaccia. Cioè dire addio al diritto internazionale e stabilire ufficialmente che tutte le relazioni debbano basarsi sulla legge del più forte.
C’è da rabbrividire al pensiero che gente come questa possa dire tranquillamente le cose più raccapriccianti, ignobili e false, utilizzando il proprio curriculum diplomatico per pretendere di avere una qualche credibilità. Anche perché mi pare chiaro che una “opinionista” che ha persino raccontato tempo fa in un articolo sul Fatto dei tanti incontri che avvennero tra Churchill e Hitler, i quali invece, è storicamente risaputo, non si videro mai, ha problemi che non possono essere affrontati e risolti sui social.
La vicenda Buttafuoco avrebbe potuto essere un caso perfetto per la sinistra per attaccare il Governo. Avrebbe potuto, se non fosse che una parte importante la pensa esattamente come Buttafuoco, e c’è chi come Renzi preferisce lui a Giuli. Come al solito, 1/2
"Io temo l'Occidente più di Putin"
Per chi aveva ancora dei dubbi su che tipo di soggetto fosse, provvede direttamente lo stesso Buttafuoco a fugarli.
#ButtafuocoDimettiti
Contrordine, compagni Putiniani.
Putin ammette che i russofoni del Donbas non c'entrano nulla. Ha aggredito l'Ucraina perché l'Ucraina voleva andare verso l'Ue.
(Dalla conferenza stampa del 9 maggio)
Il grande regista Vladimir Bortko ha un'idea geniale per mettere fine alla guerra:
"Buttiamo una bomba nucleare sull'Ucraina e risolveremo una volta per tutte anche i problemi con internet".
Per dire, la cultura russa.
Strano che alla Biennale si siano lasciati scappare uno così.
A Mordor tutto procede secondo i piani. Il 9 maggio 2022 a Mosca sfilavano 131 mezzi militari e Putin annunciava che grazie all’operazione speciale la Russia sarebbe stata forte e sovrana. Il 9 maggio 2026 sfilano 0 mezzi e la nazione è così sovrana che ad “autorizzare” la parata è stato il presidente del paese che avrebbero dovuto annettere.
Se volete avere un’idea del livello di disumanizzazione che ha raggiunto la guerra russa, basta ascoltare alcune delle intercettazioni tra i soldati russi nei territori occupati e le loro mogli e madri, le quali all’altro capo del telefono si compiacciono dei crimini commessi.
Vi propongo la traduzione degli stralci riportati in questa clip.
“Uccidete quei farabutti. Trasformateli in shashlik” (spiedini di carne, piatto tipico del Caucaso). “Tutti loro in shsashlik”
“Posso sparare a una persona in testa. Bang!”
“C’era una mamma con un bambino. I nostri uomini le hanno sparato proprio davanti a suo figlio”
“Ovvio, anche lei è il nemico”
“Dobbiamo uccidere anche tutti i civili che incrociamo”
“Ho rubato dei cosmetici per te”
“Oh, tesoro mio. Bene, un souvenir dall’Ucraina”
“Onestamente, quale russo non ruberebbe lì?”
“Stai mangiando bene lì?”
“Abbastanza. L’altro ieri abbiamo mangiato un cane”
“Ti stanno sparando?”
“Tutti i giorni”
“Quella fottuta feccia khokhol” (termine dispregiativo per indicare gli ucraini, letteralmente “ciuffi”, con riferimento alla capigliatura dei cosacchi)
“Non sono dispiaciuto per loro”
“Nemmeno io. Non più. Nemmeno un po’. Nemmeno per i civili”
“Ho mandato i civili nelle trincea. Gli ho sparato alla testa. Mi hanno implorato di non farlo, ma io l’ho fatto comunque”
“Cosa stiamo facendo? Stiamo uccidendo bambini pacifici!”
“No, non state uccidendo bambini. State uccidendo fascisti. Fidati di me, dannazione”
“Era legato ad una sedia e aveva tutte le dita rotte. Gliele ho rotte io. Dopo si è tranquillizzato. Mi piace”
“Mamma, stiamo ammazzando persone qui”
“Sei sicuro che siano persone? Quelle non sono persone”
“Chiunque avesse voluto avrebbe potuto andarsene, e gli altri…”
“Sì, quelli possono essere ammazzati”
I troll filorussi che rispondono a @ClaudioBorghi e fanno il tifo per la crisi energetica, così crolla l'UE e si tolgono le sanzioni alla Russia.
Cioè, vogliono che l'Italia subisca un danno per portare avanti l'agenda politica di Mosca.
Ed hanno anche la bandierina italiana.