@FmMosca Scusa ma un mio parente non ha fatto vaccini ma ha fatto il covid e un infarto. Come la mettiamo? Io ho fatto 3 vaccini un covid leggero e non ho ancora fatto un infarto.
@G_Valditara Carissimo la scuola deve diventare un luogo educativo non punitivo. Da poco sono tornata a insegnare Informatica per vocazione. In tutte le scuola dovrebbe essere inserita almeno 1 ora. La tecnologia è oggi potentissima e va capita e dominata. Bisogna saper dare gli strumenti!
@philipcball @giorgioparisi Perché non introdurre nelle nostre scuole antologie scientifiche? Il metodo scientifico, il pensiero inconscio, l’osservazione della realtà sarebbero un ottimo ausilio per i nostri giovani. Noi ci siamo!
#Mattarella: All’informazione libera e indipendente, che ogni giorno, in ogni luogo e in ogni ambito, illumina le zone d’ombra per consentirci la formazione di un’opinione consapevole, le istituzioni devono riconoscimento e tutela massima
In politica creare consenso è cruciale. Ma qual è la base su cui oggi la politica sta costruendo il consenso? Sostanzialmente dividere per parti il Paese e fare competere una parte contro l'altra, perdendo in questo modo la profonda etimologia, non solo lessicale ma anche culturale e identitaria, del processo di costruzione del consenso. Perché se la parola consenso significa “sentire insieme” non può essere divisione. La politica che crea consenso dividendo e cercando lo scontro abdica al dovere più grande che ha: la costruzione di legami solidi di comunità. Questo credo sia il punto chiave del perché l'esperienza del bipolarismo nel nostro Paese sia fallimentare. Anche i cattolici impegnati in politica che non hanno teso a comporre e ricomporre la nostra società hanno di fatto abdicato alla vocazione di ricercare la convergenza che non nega le diversità ma le mette in comunione. Il rischio grave di proseguire su questa direzione è quello di abbandonarci alla deriva di una politica disincarnata che vuole adattare la realtà a schemi preconfezionati e per questo divide l'esperienza umana in parti e ideologie. Esattamente al contrario, la politica che nasce nella concretezza e tende all’universale ha il coraggio di partire dalla realtà, di accettarne le contraddizioni e, in questa complessità, trovare quell'elemento unificante che è l’esperienza stessa della nostra vita di donne e uomini e farle corrispondere garanzia di dignità.
Il bipolarismo ha prodotto la divisione di ciò che non può essere diviso, cioè l’etica e la responsabilità sociale.
Dobbiamo quindi tornare, come diceva Aldo Moro, a “governare per l'uomo”, a far nascere come popolari un partito non solo del popolo ma “nel” popolo, animato dal popolo, che apra strade concrete al moto della storia, orientata alla felicità e alla salvezza.
E perché questa risposta credo fosse e debba essere il riformismo? Perché essere riformisti impone alla politica un agire generativo: riconoscere che la realtà delle persone da servire ha il primato sulle idee. Avendo il coraggio di “fare nuove” le cose e orientando alla ricerca del possibile bene comune il proprio agire.
Questa credo sia la sfida più grande che abbiamo, e la domanda di fondo è: come viverla? Io penso che la storia non la facciamo dividendoci e affermando ciascuno per la propria parte un’appartenenza identitaria, ma nel costruire connessioni e relazioni che ci facciano procedere solidarmente come popolo.
Alle elezioni la proposta del Terzo Polo ha convinto perché abbiamo iniziato un processo che si è aperto all’integrazione. Non si può fare il centro restando fermi a guardia di noi stessi e del nostro percorso di parte. Non si può fare se non abbiamo il coraggio, la visione, la speranza di dare vita a un progetto che sia più grande di noi, a cui dedicare ciò che siamo e vogliamo essere. Un grande progetto muore nei confini angusti dell’egoismo. E il progetto più grande è quello di ricostruire un dialogo diffuso nel Paese, di riunire ciò che è stato diviso. Noi adesso dobbiamo aprire una strada nuova. Smettere di commentare, da spettatori, cosa manca a sinistra e a destra e iniziare a costruire quello che possiamo generare dal centro. Perché o il riformismo è generativo - e allora sa unire e far fare a tutti un passo avanti - o semplicemente non è.
Ne ho parlato ieri a Padova in un bellissimo incontro su “Civismo, popolarismo, sussidiarietà - Le risorse socioculturali della rigenerazione politica liberaldemocratica” organizzato da Il giornale di Padova a cui mi hanno invitato @msgelmini e Giovanni Faverin.
L'Istat oggi dice che l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa nelle competenze digitali di base (peggio fanno solo Polonia, Bulgaria e Romania). Invece di preoccuparci di MES, farina di grillo, rave, carne sintetica e maternità surrogata mi preoccuperei, in primis, di questo.
3 panel dedicati ai nostri Diventerò per parlare di orientamento alle carriere #STEM, di ricerca e buone pratiche, di nuove geografie #progettoDiventerò
@CottarelliCPI@Unicatt È possibile realizzare lo stesso progetto per promuovere la cultura STEM? Nelle scuole la cultura STEM passa solo tramite ‘esercitazioni’ spesso astruse, ma mai come metodo di lavoro. Non è più possibile formare i giovani su modelli ‘letterari’ psichiatrici.🙏
@CottarelliCPI@Unicatt Carissimo Direttore credo sia un’importante iniziativa. Nel mio piccolo avevo fatto leggere il suo libro sul taglio della spesa pubblica. Ai ragazzi era piaciuto anche perché avevo aggiunto delle elaborazioni in Excel per il confronto dei dati.