Mentre si registra un nuovo caso di una concittadina italiana che è dovuta andare all’estero per una morte dignitosa, anche oggi la destra approva domani una legge sul fine vita: la richiesta arrivata in Senato di rinvio in commissione di un testo che, per quanto ci riguarda, definire timido è un eufemismo, è l’ennesimo schiaffo che questa maggioranza dà a tutte quelle persone che soffrono e ai loro cari che li assistono. Come sempre la destra italiana rappresenta la retroguardia umana e legislativa rispetto a quanto accade in tutto il resto d’Europa.
Con Marco c’è sempre stato un rischio: trasformarlo in un’icona rassicurante, dimenticando quanto le sue battaglie continuino ancora oggi a disturbare le coscienze e a mettere la politica davanti alle proprie responsabilità.
Oggi le carceri italiane vivono una condizione che definire drammatica non basta più: oltre 64 mila detenuti, istituti sovraffollati oltre il 120%, suicidi in aumento, carenza di assistenza sanitaria.
Di fronte a tutto questo, la politica continua troppo spesso a oscillare tra propaganda e rimozione.
Per questo abbiamo presentato una proposta di legge costituzionale per rendere di nuovo praticabili amnistia e indulto, restituendo al Parlamento la possibilità di decidere.
Marco indicava la luna. Troppo spesso la politica continua a guardare il dito.
Se è vero che c’è un’apertura sul tema del fine vita, come annunciato anche da Forza Italia, è un fatto positivo.
Ma attenzione: purché non si tratti di un testo addirittura peggiorativo rispetto ai principi già stabiliti dalla Corte Costituzionale, come nel caso del testo Zullo-Zanettin.
Noi siamo pronti a verificarlo ma diremo no ad una legge scritta per compiacere il Vaticano e i Pro-life che toglie diritti anziché riconoscerne di nuovi.
Il diritto al fine vita è una questione seria e delicatissima che riguarda le vite e le sofferenze di molte persone, su cui da decenni tutti i maggiori partiti presenti in Parlamento hanno fatto ricorso al mutismo selettivo.
Se la volontà di fare un passo in avanti è reale, allora si parta dalla proposta Coscioni al Senato oppure da quella di +Europa alla Camera.
Il timore è che l’apertura sia soltanto un’operazione mediatica destinata a cadere nel nulla, come già avvenuto sul tema della cittadinanza e dello Ius Scholae.
Alle Fosse Ardeatine il silenzio pesa più delle parole.
Qui, 335 italiani sono stati assassinati dalla ferocia nazifascista.
È impossibile restare indifferenti davanti a questo luogo: ti obbliga a scegliere da che parte stare.
Il 25 aprile, la Resistenza, la Liberazione non sono retorica.
Sono il testimone che passa di generazione in generazione, la responsabilità di difendere ogni giorno la democrazia, contrastare l’odio, difendere il Diritto dove la prepotenza tenta di prevalere.
La libertà non è garantita per sempre. Non può essere data per scontata.
E qui lo si capisce fino in fondo.
#25aprile
Solidarietà ai dirigenti e militanti di @Piu_Europa aggrediti al Corteo della Liberazione a Roma da alcuni facinorosi sostenitori di Putin, un invasore fascista e imperialista che sta costringendo gli Ucraini a una lotta per la resistenza, esattamente come i partigiani italiani si armarono 81 anni fa per resistere e combattere l’oppressione nazi-fascista.
Chi oggi ha bruciato le bandiere dell’Ucraina che avevamo portato in Corteo dovrebbe interrogarsi sul fatto che non ha affatto capito il valore della Resistenza, che doveva esserci allora, c’è ora e ci sarà sempre contro l’oppressore.
Il governo, ancora una volta, ma più del solito, ha forzato i limiti costituzionali della decretazione d’urgenza trasformando questo strumento in uno strumento contro il parlamento.
Dopo che avevamo messo in guardia sulla illegittimità dell’emendamento che trasforma gli avvocati in cacciatori di taglie nei confronti dei loro assistiti stranieri, abbiamo chiesto al governo di fermarsi. Invece questo articolo è stato difeso a spada tratta dalla maggioranza chiedendoci di andare avanti nonostante il sottosegretario Mantovano fosse salito al Quirinale convocato proprio per quel motivo.
Un modo inaccettabile di trattare il parlamento ma ora è chiaro a tutti che quell’emendamento è incostituzionale e adesso esigiamo di sapere, e chiediamo che venga convocata una capigruppo, come il governo intende porre rimedio su quel punto.
E sarebbe inaccettabile se si procedesse con un altro decreto per rispondere a una urgenza che il governo stesso sta creando ora.
Il nuovo Decreto Sicurezza arriverà in Aula il 21 aprile, il giorno dopo è già calendarizzata la fiducia.
Nessun dibattito, nessuna modifica possibile per un testo liberticida e propagandistico che tocca le libertà e i diritti fondamentali dei cittadini.
Per questo ho scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un incontro urgente.
Qui il testo integrale https://t.co/T0DtLIvKDn
Noi qui oggi candidiamo l'Europa ad avere un ruolo centrale nella costruzione della coalizione progressista per vincere le prossime elezioni.
Significa adottare una prospettiva dalla quale declinare tutti gli altri temi. Non c’è sfida che oggi non passi da qui.
Significa scegliere più sicurezza, più diritti, più libertà, più democrazia, più crescita.
Significa essere +Europa.
Questo è il nostro campo, il campo europeo!
Prenota ora il tuo posto gratuito.
Sabato 28 marzo – Roma, Nazionale Spazio Eventi dalle ore 9.00
TUTTA L’EUROPA CHE MANCA è l’evento per smettere di lamentarci di ciò che l’Europa non fa e iniziare a proporre soluzioni concrete per cambiarla in meglio, rendendola finalmente capace di agire.
In un mondo sempre più diviso, dominato dall’arroganza delle grandi potenze, un’Europa unita non è solo una speranza: è l’unica strada politica nell’interesse di cittadini e imprese europee, della democrazia e delle libertà che abbiamo conquistato.
🎙 Oggi presentiamo i primi quattro ospiti:
EMMA BONINO, già Commissaria europea e Ministra degli Esteri, fondatrice di +Europa.
BERNARD GUETTA, eurodeputato Renew Europe, storico editorialista di radio e stampa in Francia, da sempre impegnato per una Costituzione europea.
NATHALIE TOCCI, già direttrice dell’Istituto Affari Internazionali e consigliera speciale dell’Alto Rappresentante dell’UE, esperta di integrazione europea, Mediterraneo e sicurezza internazionale.
SERGIO FABBRINI, professore di Scienza politica e Relazioni internazionali, già direttore della School of Government della LUISS Guido Carli, esperto di politica comparata e integrazione europea.
Nei prossimi giorni presenteremo tutti gli altri interventi di esperti nazionali e internazionali.
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Ti aspettiamo!🇪🇺
Oggi in Piazza di Montecitorio abbiamo raccolto l’appello di Amnesty e delle ragazze e dei ragazzi iraniani che chiedono ai rappresentanti istituzionali e ai parlamentari un gesto simbolico: dare voce ai prigionieri del sanguinoso regime iraniano.
Il mercoledì è il giorno in cui, in Iran, avvengono le esecuzioni. Dall’inizio dell’anno ne sono state compiute oltre 500, mentre sono decine di migliaia i civili iraniani uccisi durante le proteste contro il regime islamico.
Oggi era ed è mio dovere essere al loro fianco e dare voce a chi in Iran rischia la vita per la libertà.
Del Board of Peace di Trump fanno parte sei monarchi, tre ex leader sovietici, due regimi militari e un leader ricercato dalla corte penale internazionale: Tajani pensa che questa sia la parte della storia in cui deve sedere il nostro Paese?
Hanno trattato l'articolo 11 della Costituzione come un inciampo come un tecnicismo: se non ci fosse stato l'articolo 11, il nostro paese avrebbe partecipato a pieno titolo come membro di questa organizzazione oscena?
"Provenendo da un Paese che occupa il secondo posto nella classifica sulla libertà di stampa, è interessante sentire critiche sulla libertà di stampa da parte di un Paese (Stati Uniti) che si trova al 58° posto in questa lista"
C’è chi alle Olimpiadi corre per una medaglia. E chi sceglie di correre per la memoria.
Vladyslav #Heraskevych ha deciso di presentarsi in gara con il casco che ricorda gli atleti ucraini uccisi dalla guerra. Sapeva cosa rischiava.
Il Comitato Olimpico Internazionale lo ha squalificato richiamando la regola sulla “neutralità”, facendo finire la sua gara prima ancora di iniziare.
Ma su quel casco non c’era propaganda. C’erano volti, c’erano sportivi che facevano parte della stessa comunità olimpica e che oggi non possono più esserci perché uccisi dall’invasione russa.
Vladyslav non salirà sul podio ma ha difeso qualcosa che vale di più di una medaglia.
@michele_geraci@riccardomagi Ma quali idee politiche ? È la memoria degli atleti uccisi nella orrenda guerra scatenata da Putin contro il popolo ucraino.
LA STORIA VI OSSERVA
Quanto avviene oggi alla Camera dei deputati é sconvolgente e grave e dobbiamo prendere con serietà il contenuto politico della conferenza, se pensiamo che il concetto di “remigrazione” é alla base di quello che accade negli Stati Uniti con ICE, cioè l'idea della deportazione delle persone in base alla loro nazionalità o alla loro etnia.
E la stessa idea delle leggi razziali che furono emanate nel 1938.
L'anno successivo la Camera dei deputati divenne Camera dei fasci e per questo gli ho mostrato il volto di Matteotti che dai fascisti fu ammazzato.
È grave che nessun esponente di Governo abbia provato a fermarla per senso delle Istituzioni.
È grave che nessun esponente della maggioranza di destra, neppure chi si dice “liberale”, abbia avuto un sussulto di dignità.
Evidentemente questo pezzo di attivismo dichiaratamente neofascista se non neonazista é molto più importante per la destra di governo di quello che ci si vuole far credere.
L’Amministrazione Autonoma della #Siria di Nord Est, una democrazia dal basso, femminista, ecologista, inclusiva, ora è di nuovo terra di paura e lutto. E #Kobane, è di nuovo sotto assedio.
Con Ivo Bonato @Tg3web
Il Presidente Mattarella, nel suo messaggio di fine anno, pone l’accento sulla postura che l’Italia dovrà avere per affrontare le sfide che ci attendono.
A partire dalla pace, a Gaza come a Kiev: una pace giusta che non deve vedere il più forte prevalere ma che assicuri ai popoli l’autodeterminazione, esattamente come l’Italia scelse la Repubblica 80 anni fa, allargando il diritto di voto alle donne e attraverso il principale strumento di democrazia diretta che abbiamo: il referendum.
Una pace che a Gaza come a Kiev non può prescindere dall’Europa: l’adesione ai valori europei necessita dell’impegno di tutti nel difendere questi valori. Ed è per questo che il sostegno alla resistenza ucraina non deve venire meno. Una pace che deve fondarsi sullo Stato di diritto, che é un valore fondante dell’Europa.
Ma il presidente anche quest’anno ha scelto di mandare un messaggio ai giovani, che in Italia purtoppo sono dimenticati ma che rappresentano i depositari dei valori della Costituzione.
Grazie Mattarella e buon anno a tutti gli italiani.
Il tentativo del tutto ideologico del Governo Meloni contro la prima legge regionale sul fine vita è andato a vuoto.
La Corte Costituzionale ha infatti confermato, nella sostanza, che le Regioni possono organizzare il servizio sanitario per far valere diritti che sono già riconosciuti dalla giurisprudenza. La legge della Toscana resta quindi un passo di civiltà, reso necessario dalla latitanza di un Parlamento che, dopo questa pronuncia, dovrebbe vergognarsi ancora di più.
Anni di rinvii, ipocrisie e ammiccamenti al clericalismo più reazionario sulla pelle delle persone che soffrono.
La speranza, ora, è che molte altre Regioni seguano l’esempio toscano, per tutelare pienamente il diritto all’autodeterminazione nella sua applicazione concreta: tempi certi e uguaglianza di accesso alle pratiche.
Si tratta, semplicemente, di ciò che da anni avrebbe dovuto e dovrebbe fare ora il Parlamento: una legge nazionale sul fine vita che non sia regressiva rispetto a quanto già garantito dalla Corte Costituzionale, invece di scaricare la responsabilità sui giudici e sulle Regioni.
Anche quest’anno abbiamo solo fatto finta di discutere la Legge di Bilancio…
Il messaggio è ormai chiarissimo: il Parlamento intralcia, disturba. Meglio farne a meno.
E allora prendiamone atto, fino in fondo: mettete un bel cartello “VENDESI” all’ingresso di Montecitorio e il ricavato lo diamo al popolo, insieme all’oro che avete promesso…
Se la democrazia parlamentare non la usate vi sfidiamo a mettergli fine.
Questo non è un incidente, è un progetto politico. Lo vediamo nell’abuso della decretazione d’urgenza, nelle fiducie a raffica, nella trasformazione dell’urgenza in metodo di governo. Lo vediamo nella repressione del dissenso e nella risposta penale a ogni problema sociale. Lo vediamo nel ritorno ciclico di leggi elettorali truccate e nella riforma costituzionale del premierato pensata per concentrare il potere nelle mani di UNA.
Oggi abbiamo votato contro, non solo ad una legge di bilancio senza uno straccio di visione, iniqua e frammentata, blindata al Senato e imposta alla Camera con tempi ridicoli e voto a scatola chiusa, abbiamo votato contro un’idea di democrazia illiberale in cui il Parlamento e il Paese sono ridotti al silenzio.
Ora… se ne avete il coraggio VENDETE IL PARLAMENTO perché avete già svenduto l’anima di questo posto che è la democrazia.