Calvelli amministratore delegato a pieni poteri: la soglia di firma che ora regola il mercato del Milan. Il verbale del 25 giugno e l'iscrizione in Registro Imprese dell'8 luglio fissano il tetto: fino a 50 milioni da solo, oltre serve la firma di Scaroni o Cardinale.
Gerry Cardinale ha concesso deleghe e libertà di azione che prima d'oggi nessun altro CEO ha mai avuto nel Milan.
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Bilancio Milan 2025/26: perché il risultato d'esercizio tornerà in rosso. Previsione firmata RedBlack Insights. Ricavi in calo con gli introiti UEFA azzerati: ecco come si arriva a una perdita vicina ai 25 milioni. L'analisi voce per voce e la Squad Cost Rule sono riservate agli abbonati.
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Il super commissario stadi diventa blindato: come il decreto legge 108/2026 cambia le regole per Euro 2032 e San Siro.
L'intervento normativo di fine giugno allarga i poteri commissariali alle opere pubbliche, coinvolge le Regioni e crea uno scudo giuridico anti-ricorsi. Un'analisi tecnica delle novità. In anteprima, solo su RedBlack Insights!
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Milan e Liverpool a confronto: due organigrammi, un decennio di differenza. FSG ha costruito la sua macchina sportiva in dieci anni. Cardinale prova a replicarla in un'estate, con analisti elevati a ruoli operativi e un buco di firma che il mercato non perdona. Un esperimento, l'ennesimo, che non ha precedenti nel calcio d’élite.
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Praticamente, stando allo scoop de La Verità, Ibrahimovic nel 2023 ha firmato un contratto di 5 anni con RedBird nella veste che conosciamo: Operating Partner e Senior Advisor della Proprietà e del Senior Management di AC Milan. Quelli che non conoscevamo erano i suoi compiti, particolarmente estesi, e gli accordi con Cardinale.
Il compenso base di 1M per lo svedese è chiaramente simbolico, perché ciò che conta sono i poteri a sua disposizione. L'accordo prevede che l'attività di consulenza di Ibra possa riguardare anche le valutazioni sui calciatori, il reclutamento di talenti, la gestione dell'accademia e la motivazione della rosa. Dal punto di vista commerciale, invece, lo svedese è una sorta di brand ambassador, con particolare riguardo al mercato USA e alle realtà che già collaborano con RedBird (SkyDance Media, Artists Equity e la SpringHill Company).
RedBird, dal canto suo, commercialmente potrà far collaborare lo svedese con i partner del fondo nei settori
sport, media e intrattenimento. Così facendo ci sarà la possibilità di sviluppare il marchio dell'ex giocatore sul mercato americano. Questo è un primo modo attraverso cui Ibrahimovic potrà guadagnare dall'accordo con Cardinale. Ma la modalità più interessante è un'altra e riguarda la futura cessione del club. Ibrahimovic avrebbe ottenuto dei warrants convertibili che gli daranno la possibilità di acquistare 5 milioni di dollari di azioni del Milan alla valutazione di acquisto del 2022 (1,2 miliardi) o 10 milioni di dollari di azioni alla valutazione doppia di presunto realizzo per Cardinale quando ci sarà lo stadio (2,4 miliardi).
Praticamente gli interessi di Ibrahimovic e Cardinale combaciano su tutto: alla base c'è uno scambio di "competenze", un do ut des: da una parte Ibra consiglia e supervisiona il deal Milan, dall'altra RedBird sviluppa commercialmente la sua immagine negli USA. E per entrambi il jackpot arriverà tra il 2028/2029, quando - se tutto andrà per il verso giusto - sarà conclusa la costruzione dello stadio: Ibra potrà diventare azionista di minoranza del Milan e Cardinale potrà ottenere il suo ritorno economico.
Tutto questo ai tifosi interesserà poco, ma rappresenta la realtà con cui bisognerà convivere per almeno altri 2 o 3 anni. Nel frattempo, la parte sportiva, cioè l'aspetto che più interessa alla maggior parte dei fans, è stato risolto in modo "creativo" (per usare un eufemismo).
Il Milan ha invertito la sequenza classica con cui si scelgono dirigenti e settore tecnico. Ha scelto l’allenatore (sulla base, secondo quanto emerge, dell’indicazione di Krosche e di altri DS/DT che poi non sono più arrivati) e poi ha cercato di costruire intorno a lui una struttura che fosse disponibile, economica e già in organico.
Cardinale ha risposto alla crisi con le risorse che aveva a disposizione. Almstadt e Gardiner erano lì, conoscono il club, costano meno di un CEO esterno e non hanno richiesto mesi di negoziazione. Parliamo di analisti di dati elevati a ruoli operativi in assenza di alternative disponibili e questa, come ho già documentato su RedBlack Insights, è la stessa logica che ha prodotto il trio Furlani-Moncada-Ibrahimović: figure competenti ciascuna nel proprio dominio, ma mai testate insieme nella gestione integrata di un mercato ad alto tasso di conflitto e di urgenza. Il rischio dell'ennesimo flop è altissimo e stavolta, benché le colpe potrebbero essere scaricate su Amorim, per Cardinale sarebbe difficile non assumersi le responsabilità di un eventuale altro fallimento. E' stato lui, infatti, ad assemblare in prima persona questa nuova creatura dirigenziale.
Ciò detto, il 29 giugno - inizio ufficiale del calciomercato - Amorim incontrerà un gruppo di lavoro che non ha mai gestito insieme una finestra di mercato intera, con un AD il cui potere di firma a oggi si ferma a dieci milioni, un DS formale (Lomonte) che è in realtà il capo scouting, e un procuratore portoghese (Mendes) che conosce l’allenatore meglio di chiunque altro in organigramma. L’assenza di un CEO of Football, infatti, lascia ampi spazi di interlocuzione ai grandi procuratori.
Tanti auguri, Milan!
In un organigramma societario sano e ben strutturato, la catena decisionale procede con un approccio top-down. È il vertice dell'area sportiva (come un CEO of Football) che, una volta insediato e analizzato il contesto, traccia la linea tecnica e sceglie l'allenatore più funzionale al suo progetto. Giustificare la bontà della scelta del tecnico affermando che "anche gli altri candidati invisibili erano d'accordo" è un espediente retorico tipico della comunicazione di crisi. Serve unicamente a diluire l'impatto del mancato accordo con il candidato svanito (Krösche) e, contemporaneamente, a blindare la figura dell'allenatore portoghese, facendola passare per una decisione oggettivamente condivisa dalla ristretta cerchia dei manager contattati. Essendo questi "altri candidati" figure ignote o non confermate, l'affermazione risulta praticamente inconfutabile e, a mio avviso, serve solo a rassicurare la piazza.
In sostanza, si cerca di gettare acqua sul fuoco in un momento in cui le fiamme divampano e non si trova una via d'uscita. Tentativo apprezzabile, direi quasi obbligato, ma non credo che risulterà efficace.
Attendiamo gli eventi nella speranza che questi incastri "creativi" alla fine trovino - non so come - una loro logica. Sforzo mentale che equivale, come dicevo ieri, a un atto di fede. Perché chi osserva la casa bruciare, non immagina mica che senza tetto e pareti potrà godere di un "full open space". E se qualcuno provasse a farlo notare, non credo che la risposta sarebbe carina.
Praticamente il Milan (Cardinale) ha annunciato l'allenatore senza avere alcun accordo vincolante con un DS/DT. Quindi ora chi arriverà si ritroverà un mister scelto soltanto dalla proprietà. E meno male che il progetto sportivo sarebbe dovuto ripartire col piede giusto. Francamente cascano le braccia. Se per sbaglio le cose dovessero andar bene (cosa che da tifoso continuo ad augurarmi) sarebbe solo per una serie fortunata di coincidenze. Ma in tutto questo non c'è NESSUNA logica. Dirigenza esautorata a fine campionato senza avere alcuna alternativa già pronta, tre settimane di colloqui per ritrovarsi con un allenatore preso senza aver programmato NULLA con i nuovi vertici della struttura sportiva (DS/DT). Essere tifosi del Milan oggi è un atto di fede che va oltre la razionalità.
Calvelli ha le deleghe. Furlani è ancora l'AD. Le ultime novità dal registro delle imprese. La nuova visura camerale mostra le deleghe conferite il 28 maggio: firma singola fino a 10 milioni, un buco scoperto fino a 100 e Furlani formalmente ancora in carica. Una struttura chiaramente di transizione che andrà definita con la nomina di un nuovo CEO che prenda il posto di quello sostanzialmente sfiduciato ma non ancora revocato (Furlani) e possa operare anche per grandi operazioni. Intanto, per la nomina del nuovo allenatore sono sufficienti le nuove deleghe fornite a Calvelli.
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Markus Krösche come Head of Football è un upgrade considerevole. Ma potrà lavorare senza ingerenze da parte di Ibrahimovic e con adeguati mezzi a disposizione?
Rúben Amorim come nuovo allenatore è una scommessa intrigante. Ma verrà sostenuto e protetto dalla società quando arriveranno i momenti di difficoltà?
Da queste considerazioni passerà il futuro del Milan che sta nascendo.
Le scelte fatte da Cardinale (nell'attesa di capire chi sarà il CEO, su cui è calato un silenzio assoluto), seppur con colpevole ritardo, vanno finalmente nella direzione della competenza. Il problema non è tanto la nazionalità, che aiuta fino a un certo punto. Scegliere management e allenatori stranieri può andar bene se alle spalle c'è una società forte che difende quelle scelte fino a quando sarà possibile farlo. Ordine di grandezza temporale che non equivale a pochi mesi ma a diverse stagioni, basti guardare ai due ottavi posti ottenuti da Mikel Arteta nelle prime tre stagioni alla guida dell'Arsenal.
Non sarà semplice riportare il Milan ai vertici della Serie A (l'Europa per ora neanche la considero), e nel tragitto dovremo versare altre lacrime e ingoiare altri rospi. Di questo bisogna esserne consapevoli. E con questa consapevolezza bisognerà affrontare le prossime sfide. Voliamo bassi e accogliamo con entusiasmo ogni piccola soddisfazione: dai primi 40 punti guadagnati in campionato, ai successivi utili per tornare a giocare una competizione europea.
Step by step, perché non esistono i miracoli ma soltanto il lavoro quotidiano e la necessaria pazienza (da parte di tutti) per raccogliere i frutti. La qualità del raccolto sarà direttamente proporzionale alla qualità del seminato. Chi semina tempesta, come accaduto alla fine di questa stagione, raccoglierà tempesta. Chi semina il grano e poi si farà pacificamente gli affari suoi, raccoglierà un tesoro.
A buon intenditor, poche parole. Forza Milan!
Nominare il nuovo CEO subito dopo l'uscita del suo predecessore. In questo modo si evitano vuoti di potere e l'operatività del club non viene destabilizzata. Non è complicato, basta muoversi per tempo. Cosa che non sta accadendo al Milan, ormai da quasi tre settimane privo di: CEO, DT, DS e un allenatore. Tre settimane di vuoto in un momento cruciale (maggio/giugno) dove le altre società si stanno impegnando a preparare la prossima stagione. Tutto questo non è normale e non sarebbe mai dovuto accadere. Siamo al 12 giugno e, dopo aver esautorato tutta la parte sportiva, stiamo ancora sfogliando le rose dei candidati con colloqui via zoom e di persona. La stagione 2026/27 parte già con un handicap non indifferente. Ma sembra che tutto questo interessi soltanto ai tifosi 🤦♂️ RedBird ha dato un segnale forte esautorando tutta la parte sportiva, ma doveva avere le alternative pronte perché un club di calcio vive di tempistiche ben precise: ignorarle vuol dire non avere alcuna idea di come funzionano queste realtà. Normale che il tifoso, non solo italiano ma pure straniero (negli USA non la vedono diversamente), consideri inadeguato Cardinale. Un manager che sta gestendo un club di calcio esattamente come non si dovrebbe fare. Da tifosi bisogna soltanto sperare che le prossime scelte, benché palesemente fuori timing, siano almeno azzeccate. E che successivamente si abbia la pazienza di difendere quelle scelte. Cose abbastanza normali in altri contesti. Non al Milan, purtroppo.
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RedBird e Comvest: cosa significa davvero "finanziamento strutturato"? Analisi tecnica dell'operazione di rifinanziamento del Milan. Perché l'ipotesi di ingegneria finanziaria complessa lascia il posto alla realtà del Private Credit.
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Vi ho fatto sentire il primo vagito dello stadio a San Donato, con l'acquisto di Sportlifecity da parte del Milan. Notizia data in esclusiva il 13 luglio 2023. Dopo quasi tre anni, diverse dozzine di articoli e un libro sul tema (La Cattedrale Incompiuta, lo trovate su Amazon), vi documento la fine di quel progetto col suo certificato di morte. Buona lettura.
P.S. nell'articolo troverete anche conferma dell'altra notizia odierna, con la documentazione riguardante l'ingresso di Calvelli nei due CDA dei veicoli per il nuovo San Siro 🏟️ #RedBlackInsights 🔴⚫️
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RedBlack Insights: Podcast Show
Immaginate di ascoltare un dibattito sul nuovo regolamento UEFA mentre siete in auto, o di approfondire le dinamiche del bilancio rossonero durante una passeggiata. Il podcast diventa un’estensione naturale dell’articolo, un modo alternativo per immergersi nelle complessità del calcio moderno senza rinunciare alla profondità dell’analisi.
Fino a ieri i podcast esistevano solo negli articoli. La novità è che da oggi le dinamiche giuridico-finanziarie del Milan e del calcio internazionale viaggiano anche in formato audio sulle principali piattaforme streaming, con dibattiti generati dall'AI estratti dai miei articoli.
Ho già caricato 14 episodi: ricorda che, come per i video su YouTube, gli iscritti alla newsletter avranno sempre l'accesso prioritario alle nuove uscite!
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✍️ Appunti di viaggio
Indian Wells e Miami un doppio trionfo. Prossimi giorni la terra a Montecarlo. Per Jannik un turno avanti nel tabellone del Principato. Nel potenziale cammino al 2° turno ci sarà Humbert, poi Cerundolo, quarti con Ruud, semi con Zverev, finale Alcaraz.
Una cosa è certa e va subito chiarita. Sinner andrà sempre maneggiato con cura. Servirà sensibilità. Non è per tutti Jannik. È un'opera d'arte, visibile a tutti ma non per tutti. Non va banalizzato, va spiegato e raccontato con attenzione. A partire dagli allenamenti, il suo laboratorio tecnico da cui nascono i capolavori. Si entra in silenzio, si assiste in silenzio. Una narrazione olio su tela per spiegare perché vince lì le partite. Perché è formazione tecnica sempre in evoluzione. Perché è metamorfosi e studio nel cambio di suerficie. Tutto il contrario dei contenuti legati all'approssimazione dei giorni del caos e del flop mondiale dell'Italia del calcio.
Jannik è il rifugio più felice che possa esserci. Non si può fare a meno di lui. Genera dipendenza e, per fortuna, è una dipendenza capace di migliorarti. Lo stato d'animo, l'umore, le emozioni che suscita vederlo giocare e allenarsi.
Un potere taumaturgico che lo scorso ci hanno scippato per tre mesi. 90 giorni durissimi per Jannik. Non lo dimenticheremo mai.
Non c'era lo scorso anno Jannik a Montecarlo. Non c'era neppure a Miami e Indian Wells. Non c'era in questo periodo della stagione. Era stato tolto per tre mesi. Da innocente. La più ingiusta sospensione. Ritrovandosi addosso un macigno in grado di schiacciare chiunque. A tal punto che lui stesso ha rivelato di aver passato il primo mese di sospensione con una crisi di rigetto. Senza più avere la forza di prendere in mano la racchetta. Umiliato a tal punto da non potersi allenare i primi tempi neppure in un circolo affiliato e contro avversari tesserati. Non riusciva neppure, come lui stesso ha detto, a guardare il tennis in tv. Lo hanno portato a non sopportare la cosa che amava di più. Fino al pensiero, da lui stesso ammesso, di voler lasciar perdere con il tennis.
Il periodo più difficile. Il momento più duro, delicato e complicato della carriera. Darren Cahill e Simone Vagnozzi a sorreggerlo in mezzo a tsnte nuvole grigie. Quando avverti fino in fondo chi è davvero tuo amico e chi lo è per mero opportunismo. Quanti il tour ti appare diverso, non più rose e fiori. Spine pronte a ferirti. I vari Kyrgios, piccoli piccoli, pronti a infierire. Tre mesi d'inferno ingiusto. Altro che Sunshine Double. Senza tornei dagli Open d'Australia fino a Roma. Tornando poi a rigiocare due finali di fila al Foro e a Parigi solo perché nessuno potrà mai spezzare il sogno a chi è più duro dell'acciaio. Una resilienza infinita.
È passato un anno da quel buco nero. Dodici mesi dopo si è ripreso tutto con gli interessi. Darren e Simone sono sempre lì, accanto. Amici veri. Sinceri. Puri. Come Jannik. Un patto stretto nel momento peggiore. Riprendersi tutto era la speranza. Un'onda emotiva che ora sta travolgendo tutti.
C'è più gusto adesso a vincere dopo averti fermato in quel modo assurdo. Sarà bellissimo stavolta vederlo dall'inizio anche sul rosso che gli era stato negato, a partire da Montecarlo.
Potersi riprendere il primo posto è solo un dettaglio per lui. Lo è già stato per 66 settimane consecutive. Il trofeo più emozionante dopo tanta sofferenza è rivederlo libero di giocare anche sula terra. Libero di mostrare la sua forza di volare. Fuori stavolta dall'angusto e ingiusto tunnel che avrebbe tarpato le ali a chiunque. Non a lui.
Non ci perderemo un match, da qualsiasi del mondo. La dipendenza da Jannik è questa. Più lo conosci, più lo stimi e più non ne puoi fare a meno.
Il diamante da ammirare.
Tra i più preziosi che lo sport italiano abbia mai avuto la fortuna di possedere nella storia. Incastonato con la sua luce unica nella roccia bianca del Country Club Montecarlo.
✍️ Angelo
Oggi ho scritto di Modric, analizzato un po di dettagli e numeri, passano le stagioni ma il rendimento è quasi immutato, nemmeno l'età ed il cambio di squadra condizionano. Il suo scatto, le letture, ecc... https://t.co/07ZAXWgQLu via @milanvibesIT
Possiamo stare qui a parlare di strategie, tattiche collettive, filosofie di gioco... poi arriva l'individuo che con l'intelligenza tattica demolisce e controlla tutto, quel singolo è Adrien Rabiot.
Milan, il rifinanziamento con Comvest parte dalla holding olandese? L'analisi della possibile preparazione legale dell'operazione che ha portato all'uscita di Elliott dalla struttura rossonera.
Adesso è ufficiale: RedBird ha completato il rifinanziamento del debito contratto con Elliott nel 2022. L’annuncio conferma le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi e lanciate da Pitchbook: il vendor loan è stato ripagato grazie all’intervento di Comvest Credit Partners.
Lo scrivente, grazie all’analisi di documenti ufficiali, aveva già rivelato in anteprima e in esclusiva l’ultimo aggiornamento del residuo del vendor loan al 30 giugno 2025. In base alle informazioni che aveva appreso RedBlack Insights - e che i miei lettori conoscevano già - il debito di Cardinale all’epoca ammontava a 523 milioni e allo stato attuale, in mancanza di cifre ufficiali che non sono state rivelate, dato che sono passati poco più di sei mesi dall’ultimo aggiornamento - in considerazione del fatto che gli interessi su base annua costavano 68 milioni, l’importo del debito rifinanziato con Comvest dovrebbe essere di circa 523 milioni + 34 milioni = 557 milioni di euro.
Ciò detto, sebbene non siano stati rivelati i dettagli di questo rifinanziamento, RedBlack Insights ha analizzato in anteprima un ulteriore documento chiave che potrebbe svelare la possibile strategia legale e finanziaria dell’operazione: la modifica integrale dello statuto di ACM Intermediate Holding B.V., approvata il 24 ottobre 2025 ad Amsterdam.
Un atto apparentemente tecnico che nasconde la complessità di un’operazione da oltre 600 milioni di dollari e che spiega perché probabilmente - contrariamente a quanto si pensava - il rifinanziamento potrebbe non essere avvenuto dove oggi risiede il debito (ACM Bidco B.V.), ma un gradino più in alto nella catena proprietaria. Buona lettura.
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A 40 anni con l'esperienza e le letture ti riscopri un interditore efficace, perché Modric è stato anche questo in carriera. Compensi cosi un naturale calo del dinamismo , ci metti una grinta ed un attitudine da campione vero.
Oggi viaggia con il 55 % di contrasti vinti e il 57% di duelli a terra vinti.
Bisogna tornare alla stagione 17/18 per trovare numeri superiori a quella attuale.
In tutto questo anche 5.5 palloni recuperati nella stagione 25/26.
Approfondimento che avevo in "ghiacciaia" e che adesso è liberamente leggibile da tutti. Ci sono diversi aspetti su Lincoln Plaza che vanno chiariti e questo articolo come sempre va dritto al punto. Buona lettura.
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