Prof accoltellata da un teenager con la telecamera sul casco. Il principale indiziato è Kimi Antonelli.
La professoressa accoltellata aveva la foto profilo di Almirante e inneggiava alla remigrazione su Facebook. Allora è vero che si radicalizzano sui social!
Polemiche per le dichiarazioni della prof di italiano: "Nella mia classe non si insegnano verbi irregolari".
(Mi chiedo come sia stato possibile lasciare entrare in una scuola qualcosa di tanto pericoloso. Mi riferisco alle idee della professoressa)
Pare che lo studente dovesse recuperare un debito in geografia. Mentre la prof in storia.
L'aggressione è stata sventata da un ragazzo congolese. Se si fosse davvero integrato si sarebbe fatto i cazzi suoi.
(Ma 'sti cazzo di congolesi non potrebbero starsene a casa loro, invece di venire qui a salvare la vita alle prof neofasciste?)
La docente ha chiuso il suo profilo Facebook che inneggiava al fascismo. Lo riaprirà non appena si concretizza la candidatura.
* * *
[di @gancillo1, @maurizioneri79, comagirl00, xanax, pirata21, @rocco_gazzaneo, @pantana21]
Amb aquesta sèrie de 9 fotos aèries titulada "Barcelona From Above" el fotògraf hongarès Márton Mogyorósy guanyà l'or en la categoria d'Arquitectura dels International Photography Awards el 2019.
📷 La Barceloneta, una partida de Tetris on no perds mai, amb peces de 8,4 x 8,4 m.
@orporick Secondo me il problema non è il parlare di qualcosa che non si conosce direttamente, ma il voler trascurare gli effetti di quanto si era già detto, già proposto, già attuato. Non una mancanza di esperienza diretta, ma un trascurare ogni esperienza, anche indiretta, passata
"E poi dovrete spiegarci chi difese più la Patria e l’onore della Patria: quelli che obiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il mondo civile? "
Don Lorenzo Milani
Venticinque medaglie Fields hanno firmato lo stesso documento. Non capita quasi mai. E non l'hanno firmato per dire che l'AI non sa fare matematica: l'hanno firmato perché sa farla.
Il passaggio chiave della dichiarazione è questo, e vale rileggerlo due volte:
"Risolvere problemi è soltanto uno strumento e un'approssimazione per raggiungere l'obiettivo primario, che è la comprensione concettuale. Dimenticarlo nel mondo dell'AI può trasformare lo strumento contro l'obiettivo."
Tutti misurano quanti problemi l'AI risolve. Il vincolo è che risolvere non è capire.
Il meccanismo è lo stesso che vedo ogni volta che un settore si innamora di una metrica.
Un problema famoso, prendiamo come esempio Riemann, Navier-Stokes, un Millennium Prize non valeva per la risposta. Valeva come strumento di misura: se qualcuno lo risolveva, era il segno che erano nati metodi nuovi. Poi partiva il processo lento, quindi, seminari, discussioni, semplificazioni, un libro di testo leggibile da uno studente del terzo anno. Dopo trent'anni quel metodo finiva dentro un algoritmo di compressione o un protocollo crittografico.
Il problema era il termometro, non la febbre.
Quando un'azienda AI usa quel termometro come benchmark di prodotto, succede esattamente la cosa che i matematici descrivono: la produzione di massa di enunciati "vero/falso" a ritmo crescente può distruggere terreno fertile invece di dargli vita. Si ottimizza il proxy e si perde la cosa che il proxy misurava.
È il problema di Goodhart, applicato non a un'azienda ma a una disciplina intera. E arriva con due danni collaterali concreti che la dichiarazione nomina senza giri di parole:
1. Atribuzione. Soluzioni annunciate di corsa, senza il tempo di scrivere un paper decente, isolare il metodo nuovo, citare chi ci era arrivato prima. I firmatari usano la parola plagio.
2. La catena di trasmissione. Un'idea matematica diventa viva solo se qualcuno la adotta, la insegna, la integra nel canone. Senza matematici disposti a fare quel lavoro, un'idea prodotta da una macchina resta un file e non entra nella disciplina.
Qui la cosa smette di riguardare la matematica.
I firmatari lo scrivono esplicitamente: "stiamo assistendo a una minaccia generale al lavoro intellettuale." Anni di formazione non servivano solo a produrre la risposta finale. Servivano a costruire la capacità di formulare la domanda successiva. Se la risposta arriva gratis e la formazione salta, quello che si perde non è il risultato: è chi sarebbe stato in grado di chiedere la cosa dopo.
Vale per la matematica oggi. Vale per l'ingegneria, la diagnostica, il diritto, il progetto, domani.
Personalmente non leggo questo documento come luddismo. Venticinque persone che hanno vinto la Fields non firmano per paura di essere superate: nel testo dicono chiaramente che l'AI può accelerare lo studio matematico autentico. Firmano perché hanno riconosciuto un problema di incentivi, non di capacità.
E la frase più importante è l'ultima: "se questi cambiamenti gioveranno al campo o avranno un effetto distruttivo sarà in larga parte determinato dalle decisioni degli esseri umani che controllano questa tecnologia."
Non è un problema tecnologico è un problema di regole. E come sempre, le regole le scrive chi possiede l'infrastruttura, non chi la usa.
20 matematici che hanno vinto la medaglia fields sostengono che negli ultimi mesi i modelli linguistici sono migliorati al punto da risolvere problemi aperti importanti in molti campi, ma la corsa delle aziende a usarli come benchmark danneggia la disciplina, perché gli obiettivi delle aziende e quelli della comunità matematica divergono profondamente. Il nodo è che risolvere un problema è solo uno strumento e un indicatore indiretto dell'obiettivo vero, cioè comprensione concettuale e intuizione; una produzione di massa di enunciati vero/falso rischia di impoverire il terreno anziché fertilizzarlo.
Gli argomenti specifici:
•Le soluzioni vengono annunciate in fretta, senza stesura adeguata, isolamento dei metodi nuovi né citazione del lavoro precedente, con problemi seri di attribuzione e plagio.
•Senza matematici disposti a sviluppare e integrare nel canone le idee prodotte dall'AI, queste non diventano mai davvero vive, e si interrompe la catena di trasmissione umana.
•Il problema è generale: anni di formazione servivano a sviluppare comprensione e capacità di porre domande nuove, non solo a produrre la risposta finale; se l'AI produce direttamente il risultato, i due scopi si separano.
•Non è un rifiuto: l'AI può accelerare lo studio genuino, ma l'esito dipenderà dalle scelte di chi controlla la tecnologia, e il tema va affrontato con urgenza da comunità, aziende e società.
Fonte: https://t.co/1pKJderytg
Oggi in #Cile per la prima volta non si ricorderà il golpe del 1973. Ecco cosa succede ad eleggere al governo un nostalgico di #Pinochet, delle torture, della dittatura..
@PietroDalmazzo No, non sono poco controllabili. Non lo sono affatto, non ha senso esercitare controllo umano, nel piano tu variabile, pedina non controllore. Kutuzov lo sa, Ancelotti lo sa, Allegri no e crede in un piano che per quanto semplice è un suo piano, espressione di una volontà umana
@PietroDalmazzo Ok allora spiegami la concezione della guerra di Kutuzov e quella calcistica di Allegri, per me seppur si possa trovar nell'inazione nel lasciare campo una analogia strategica, l'interpretazione del ruolo dell'uomo, generale o allenatore, nel "gioco" è quella di Ancelotti, per me
@PietroDalmazzo No Kutuzov non pensa al corto muso, non pensa la guerra sia una questione semplice che gli uomini complicano. Kutuzov è uno che ha vinto tutto e sa ormai che la riuscita non dipende dagli uomini, lascia il posto a giovani a illusi, alza qualche volta il sopracciglio sonnecchiando
Terence Tao makes a terribly important point:
"One notable feature of the current AI era is the absence of any definitive such boundaries. While AI tools have flattened the difficulty landscape now in many areas of the subject, thus destroying the ability to locate promising new problems in that area, there are no clear frontiers that are separating the "AI-feasible" problems from the "AI-hard" problems (which certainly still exist, given that the difficulty level of problems are unbounded, and can even be undecidable). This is in part due to the rapidly changing nature of the technology, but also compounded by the refusal of AI companies to disclose their negative results, or reveal the process towards obtaining their solutions.
In fact, it is now the identification of a promising problem which is the scarce and precious resource. We have now seen that even the rumor of someone working on a problem can trigger a massive amount of AI-powered effort to flatten it before the original research project has time to reach its full potential. The incentives may now be pointing in the direction of no longer sharing any promising research directions with the broader community, which would reverse centuries of traditions of open science and do serious long-term damage to the future of the field.
In short, the indiscriminate use of powerful solution-extraction tools can achieve the immediate short-term goal of solving problems at hand, but at the cost of sustaining the ecosystem for the next wave of progress, or in understanding the progress already obtained."
https://t.co/SARc48HFKu
Gradualmente, ci stanno togliendo la luce. Per nascondere la verità. Per rispolverare la paura del buio. Per farci perdere la speranza. Per renderci più fragili, impauriti, soli. Inermi, nelle mani di chissà chi.
(In questi giorni sembra ci sia una sorta di accelerazione nei risultati matematici ottenuti con l'AI. Congetture dimostrate, teoremi codificati, ogni giorno c'è qualcosa. Si trovano ormai in rete molti articoli su tale corsa, alcuni di grande entusiasmo, altri di timida paura ->
Pensa vivere a Vienna ai primi del '900. Andavi dal dottore perché ti faceva male qualcosa e ti dava 30 mg di cocaina. Oggi il mio mi ha sfilato 170 euro, una pacca sulla spalla e una fasciatura. La cocaina poi me la devo comprare io a parte, paese finito.