In una recente analisi, The Economist afferma che l’intelligenza artificiale non abbia, almeno per ora, scatenato un’apocalisse occupazionale negli Stati Uniti, ma che il boom dell’AI possa essere associato a circa 1 milione di posti di lavoro aggiuntivi. 👔
La testata riporta circa 200.000 perdite di posti di lavoro attribuite all’AI dal 2023 a oggi e afferma che nel 2026 l’AI è diventata la principale motivazione dichiarata per i licenziamenti nel Paese.
Tuttavia, secondo The Economist, considerando tre canali distinti, si possono associare all’AI circa 1 milione di posti di lavoro aggiuntivi rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare sulla base dei trend precedenti.
Il primo riguarda le infrastrutture, tra data center, chip, energia e sistemi di raffreddamento, con salari in crescita nei settori coinvolti e circa 500 miliardi di dollari di spesa annuale aggiuntiva rispetto al 2022.
Il secondo riguarda i nuovi ruoli legati all’AI, con circa 730.000 posti di lavoro aggiuntivi rispetto al trend dal 2022.
Infine, viene considerato l’effetto sulla produttività: l’AI rende alcuni lavoratori più efficienti, e questa maggiore efficienza può tradursi in un aumento della domanda per i loro servizi.
@innovationcncl Si è arrivati a un punto dove veramente non ci si può più fermare perché il competitor dall'altra parte del mondo non aspetta altro che tu ti blocchi così da sorpassarti.
O si vince o si vince.
Speriamo ne giovi in primis la scienza.
In una recente analisi, The Economist afferma che l’intelligenza artificiale non abbia, almeno per ora, scatenato un’apocalisse occupazionale negli Stati Uniti, ma che il boom dell’AI possa essere associato a circa 1 milione di posti di lavoro aggiuntivi. ����
La testata riporta circa 200.000 perdite di posti di lavoro attribuite all’AI dal 2023 a oggi e afferma che nel 2026 l’AI è diventata la principale motivazione dichiarata per i licenziamenti nel Paese.
Tuttavia, secondo The Economist, considerando tre canali distinti, si possono associare all’AI circa 1 milione di posti di lavoro aggiuntivi rispetto a quanto ci si sarebbe potuti aspettare sulla base dei trend precedenti.
Il primo riguarda le infrastrutture, tra data center, chip, energia e sistemi di raffreddamento, con salari in crescita nei settori coinvolti e circa 500 miliardi di dollari di spesa annuale aggiuntiva rispetto al 2022.
Il secondo riguarda i nuovi ruoli legati all’AI, con circa 730.000 posti di lavoro aggiuntivi rispetto al trend dal 2022.
Infine, viene considerato l’effetto sulla produttività: l’AI rende alcuni lavoratori più efficienti, e questa maggiore efficienza può tradursi in un aumento della domanda per i loro servizi.
@xaida2003@TCommodity Pazzesco come ci siamo giocati anche il treno dell’ai, ormai quasi irrecuperabile a meno che non cadano dal cielo investimenti veramente massicci, però a regolamentare siamo sempre i primi…
@Principe_dUcria Sicuramente il sistema educativo migliorerà e farà passi da gigante in termini di efficienza e qualità dell’apprendimento ma il contatto umano rimarrà un must
Un nuovo studio firmato da economisti del MIT analizza il legame tra automazione, disuguaglianza e stabilità politica, mostrando come la concentrazione del capitale spinga le élite a sostituire la redistribuzione sociale con la repressione istituzionale. 🗞️
L'automazione aumenta la produttività ma riduce la quota di reddito destinata al lavoro.
Poiché le singole imprese massimizzano i profitti senza considerare il rischio di instabilità sociale, il mercato produce un livello di automazione "eccessivo" rispetto all'equilibrio politico.
Per prevenire rivolte, secondo gli economisti, lo Stato ha due opzioni: welfare o coercizione.
Più l'automazione avanza, più tassare i profitti tecnologici per erogare sussidi a chi perde il lavoro diventa oneroso per le élite, mentre la repressione presenta costi prevalentemente fissi.
Emerge così che oltre una certa soglia di capitale, la coercizione diventa economicamente più conveniente della redistribuzione e, nel tempo, questo incentiva la transizione verso regimi autoritari o il sostegno delle élite a svolte antidemocratiche.
«Il tasso di miglioramento da GPT a GPT-3 è impressionante.»
«Se questo ritmo di miglioramento continua, GPT-5 o 6 potrebbero essere indistinguibili dagli esseri umani più intelligenti. È solo la mia opinione, non un endorsement.»
—— Elon Musk nel 2020 su X. 🗣️
Scott Bessent, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, ha parlato ad Asheville, durante la riunione ufficiale dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20, dello stato attuale degli USA nell’AI, citando la Cina e il “terribile” lavoro svolto dalle aziende del settore. 🇺🇸
Bessent ha dichiarato che l’industria AI ha fatto un pessimo lavoro nel comunicare con il pubblico americano, definendosi “sorda” nei confronti della comunità.
Il Segretario si riferisce alla reazione popolare contro i data center, sostenendo che l’industria avrebbe dovuto spiegare meglio i benefici a lungo termine di queste infrastrutture, mentre alcune «voci esterne» inizialmente favorevoli stanno ora opponendosi agli sforzi per limitarne la costruzione.
Bessent ha ribadito che gli Stati Uniti sono avanti nello sviluppo dell’AI, ma che la Cina è “proprio dietro di noi”.
«Se ci superano, qualsiasi cosa facciamo non avrà più importanza.»
Lo scorso anno, gli Stati Uniti disponevano del 55-60% della capacità di calcolo globale, ha ricordato il Segretario, prevedendo che entro il 2028 questa quota potrebbe raggiungere l’80%.
Il prossimo collo di bottiglia dei data center AI potrebbe non essere una GPU.
Potrebbe essere il trasformatore.
Per i grandi trasformatori di potenza i lead time sono nell’ordine di 2-3 anni, con punte fino a cinque. Il DOE registra una media passata da 5-16 mesi nel 2010 a circa 30 mesi nel primo semestre 2025. Siemens dichiarava già nel 2024 che solo il 20% della domanda statunitense era coperto dalla produzione domestica.
I trasformatori a stato solido non eliminano necessariamente il trasformatore a monte della rete. Promettono però di semplificare la catena elettrica interna al data center, convertendo la media tensione AC in 800 VDC dentro un apparato integrato.
Heron e Amperesand dichiarano riduzioni dell’ingombro elettrico comprese tra il 70 e oltre l’80%, insieme a tempi di installazione molto più brevi. Sono obiettivi dei produttori, non ancora benchmark indipendenti.
Ed è qui che sta la scommessa: spostare parte delle funzioni di una catena elettrica consolidata su semiconduttori, condensatori, software e trasformatori ad alta frequenza. In un prototipo accademico da 50 kVA, il costo stimato dell’SST era 3-4 volte quello di un trasformatore convenzionale. È un segnale del trade-off, non una misura del costo futuro di un impianto commerciale.
Il punto è dimostrare che il silicio può comprimere il time-to-power senza sacrificare l’affidabilità.
@hayyantechtalks Peccato che quest’abbondanza infinita di possibilità, democratizzata per ogni persona esistente (che è un bene), abbia come rovescio della medaglia che aumenta enormemente la quantità di cose create in cui ogni singola novità rischia quasi di diventare "una delle tante"
Un nuovo studio firmato da economisti del MIT analizza il legame tra automazione, disuguaglianza e stabilità politica, mostrando come la concentrazione del capitale spinga le élite a sostituire la redistribuzione sociale con la repressione istituzionale. 🗞️
L'automazione aumenta la produttività ma riduce la quota di reddito destinata al lavoro.
Poiché le singole imprese massimizzano i profitti senza considerare il rischio di instabilità sociale, il mercato produce un livello di automazione "eccessivo" rispetto all'equilibrio politico.
Per prevenire rivolte, secondo gli economisti, lo Stato ha due opzioni: welfare o coercizione.
Più l'automazione avanza, più tassare i profitti tecnologici per erogare sussidi a chi perde il lavoro diventa oneroso per le élite, mentre la repressione presenta costi prevalentemente fissi.
Emerge così che oltre una certa soglia di capitale, la coercizione diventa economicamente più conveniente della redistribuzione e, nel tempo, questo incentiva la transizione verso regimi autoritari o il sostegno delle élite a svolte antidemocratiche.
Un nuovo studio firmato da economisti del MIT analizza il legame tra automazione, disuguaglianza e stabilità politica, mostrando come la concentrazione del capitale spinga le élite a sostituire la redistribuzione sociale con la repressione istituzionale. 🗞️
L'automazione aumenta la produttività ma riduce la quota di reddito destinata al lavoro.
Poiché le singole imprese massimizzano i profitti senza considerare il rischio di instabilità sociale, il mercato produce un livello di automazione "eccessivo" rispetto all'equilibrio politico.
Per prevenire rivolte, secondo gli economisti, lo Stato ha due opzioni: welfare o coercizione.
Più l'automazione avanza, più tassare i profitti tecnologici per erogare sussidi a chi perde il lavoro diventa oneroso per le élite, mentre la repressione presenta costi prevalentemente fissi.
Emerge così che oltre una certa soglia di capitale, la coercizione diventa economicamente più conveniente della redistribuzione e, nel tempo, questo incentiva la transizione verso regimi autoritari o il sostegno delle élite a svolte antidemocratiche.
@Pinperepette Pochi giorni fa Sam Altman ha detto che quello che un tempo le startup ci mettevano 3 mesi a fare ora ci mettono 17 minuti… ok che è come chiedere all’oste se il vino è buono però…
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha parlato del livello di intelligenza raggiunto attualmente dall’AI, elencando alcuni dei lavori che, secondo lui, potrebbero essere “spazzati via”. 🗣️
«Due anni fa eravamo al livello di uno studente delle superiori intelligente, ora siamo al livello di un eccellente studente universitario.»
«Attività come riassumere documenti, fare brainstorming e realizzare report finanziari mi fanno temere che alcuni lavori entry-level in ambiti come consulenza, finanza e tecnologia, oltre a numerosi altri lavori white-collar, saranno tra i primi a essere sostituiti dai sistemi AI.»
«Il fatto che Astra possa creare qualsiasi piccolo gioco divertente che riesco a immaginare e che possa giocarci pochi minuti dopo è davvero incredibile.»
—— Sam Altman su X. 🗣️
Avete già provato a creare un videogioco con Astra? 🎮