📄⚠️ Iran receives visas, but with restrictions! 🇮🇷
Iran's national team has finally received the visas required to enter the United States ahead of the World Cup, but under certain conditions. 🇺🇸🚨
✍Their visas are temporary, meaning players will not be allowed to remain in the U.S. for long periods before or after their matches.
🇲🇽✈️ After each game, they will be required to return immediately to their training base in Tijuana, Mexico, forcing the team to travel constantly throughout the tournament.
An unusual situation for a World Cup team.
Source: \@Romain_Molina
Emmanuel Petit on Premier League clubs mocking Arsenal after the final defeat:
🗣️ “I have to say, I found it embarrassing.
The second Arsenal lost, some Premier League clubs couldn't wait to jump on social media and remind everyone about their European trophies.
That tells you everything.
Instead of supporting an English club representing the league on the biggest stage in club football, they were busy celebrating Arsenal's pain.
For me, that's not rivalry. That's insecurity.
Arsenal were 90 minutes away from doing something special, and rather than show respect, people were desperately searching through the history books for old trophies to post online.
Why? Because they were terrified of seeing Arsenal join that club.
Let's be honest, some of these clubs spent the entire season watching Arsenal compete at a level they couldn't reach.
The jealousy was obvious.
The moment Arsenal fell short, they treated it like they had won something themselves.
That's the mentality of people who would rather see Arsenal fail than focus on their own success.
The trophy may have slipped away, but the reaction from some rivals showed exactly how much Arsenal still live rent-free in their heads.”
HERE WE GO! Hemos enviado un fax al @FCBarcelona_es con nuestra oferta de traspaso: 4 entradas para el concierto de Bad Bunny de mañana, una suscripción anual al ABC y una bolsa de pipas. Esperamos ansiosos la respuesta para preparar el ‘announce’.
🔴 Si è conclusa la fase operativa subacquea della missione internazionale di search & recovery condotta nel sito d'immersione di Dhekunu Kandu, atollo di Vaavu, alle Maldive, dove sono stati recuperati i corpi dei quattro sub italiani morti il 14 maggio scorso. Le salme di Monica Montefalcone, docente dell'Università di Genova, della figlia Giorgia Sommacal, della ricercatrice di Unige Muriel Oddenino e di Federico Gualtieri, laureato di recente all'ateneo genovese, dovrebbero arrivare domani intorno alle 13, all'aeroporto di Malpensa.
Intanto, la dinamica di quanto accaduto quel maledetto giovedì è sempre più chiara: i cinque sub italiani sono entrati volontariamente e non sono stati risucchiati: nella grotta. Il soccorritore Sami Paakkarinen, infatti, ha riferito che "c’è una corrente di marea ma è leggerissima" ed è "impossibile che li abbia risucchiati all’interno".
I cinque, dunque, sono penetrati nella prima camera, molto ampia, e poi in un corridoio lungo 30 metri, che, nei racconti dei sub che ci sono passati, non ha un fondo lineare, ma forma una specie di "esse" e poi sprofonda nella seconda camera. Entrati anche qui, i sub si sono girati per tornare indietro.
A questo punto, però, si sono persi. I sommozzatori che hanno ispezionato la grotta riferiscono che la via d’uscita da percorrere a ritroso non è ben visibile: le correnti muovono la sabbia che sta sul fondo e creano una prospettiva ingannevole. L’imbocco sembra chiuso. Alla sua sinistra, c’è un altro tunnel di facile accesso, largo più o meno quanto l’altro, dove non c’è alcun dislivello o accumuli di sedimento. Sembra aperto, ma non porta da nessuna parte. È in fondo a quel cunicolo cieco che sono stati trovati i corpi di quattro sub. Nessuno era impigliato, incastrato o ferito.
Il capobarca Gianluca Benedetti è stato invece trovato alla fine del corridoio verso la prima camera. Probabilmente stava aspettando gli altri oppure aveva imboccato il passaggio giusto ma non era stato seguito.
📸 EPA/Maldives President's Media Division
🇲🇻🇮🇹🌊 FLASH | « Un trou dans le fond marin. » C’est ainsi que le plongeur finlandais Patrik Grönqvist décrit l’entrée de la grotte sous-marine aux Maldives, où cinq plongeurs italiens ont trouvé la mort.
« C'est en fait une belle petite grotte et pas du tout techniquement exigeante, si vous avez un bon équipement et un plongeur de grotte expérimenté. »
Grönqvist estime que la distance entre l'endroit où les victimes ont été retrouvées et l'entrée de la grotte était d'environ 150 mètres. Un tunnel étroit relie les différentes parties de la grotte, parfois haut d’à peine un mètre, où « si vous ne voyez rien et que vous n’avez pas l’équipement adapté, alors c’est une putain de longue distance ».
Il explique que les victimes étaient regroupées dans « un petit espace sombre et confiné ». (Helsingin Sanomat)