#PorqueHojeESabado
Esta semana ha muerto Gino Paoli a los 91. Uno de los grandes amores de su vida fue Ornella Vanoni. Le escribió esta canción en media hora inspirado por sus manos grandes.
Nacieron con 1 día de diferencia y han muerto en 4 meses. 👇
https://t.co/MCwm93lJj4
Estoy devastada. Un buen amigo y compañero de dormitorio, Amin Pourfarhang, ha sido condenado a muerte tras protestar en Irán. 😭 Es una de las personas más amables que he conocido.
Por favor, comparte. ¡La visibilidad aumenta el coste para la República Islámica y podría detener esta ejecución!
Siamo all'obitorio di #Kahrizak a #Teheran. File e file di corpi di giovani manifestanti uccisi, rinchiusi nei sacchi per cadaveri. Il regime della Repubblica Islamica dell'#Iran sta perpetrando un massacro contro il popolo iraniano, in un contesto di totale blackout di internet e soprattutto dal silenzio, complice, della comunità internazionale che assiste passivamente al terrificante orrore. Cacciate gli ambasciatori e i diplomatici dalle sedi diplomatiche del vostro paese, riprendiamo possesso dei nostri edifici occupati da criminali, agenti dell'orrifico regime.
@RadioRadicale #Turchia
Oriana Fallaci: «La prego, Imam, devo chiederle ancora molte cose. Di questo “chador” a esempio, che mi hanno messo addosso per venire da lei e che lei impone alle donne. Mi dica; perché le costringe a nascondersi come fagotti sotto un indumento scomodo e assurdo con cui non si può lavorare né muoversi? Eppure anche qui le donne hanno dimostrato d’essere uguali agli uomini. Come gli uomini si sono battute, sono state imprigionate, torturate, come gli uomini hanno fatto la rivoluzione...»
Khomeini: «Le donne che hanno fatto la rivoluzione erano e sono donne con la veste islamica, non donne eleganti e truccate come lei che se ne vanno in giro tutte scoperte trascinandosi dietro un codazzo di uomini. Le civette che si truccano ed escono per strada mostrando il collo, i capelli, le forme, non hanno combattuto lo Scià. Non hanno mai fatto nulla di buono quelle. Non sanno mai rendersi utili: né socialmente, né politicamente, né professionalmente. E questo perché, scoprendosi, distraggono gli uomini e li turbano. Poi distraggono e turbano anche le altre donne».
Fallaci: «Non è vero, Imam. E comunque non mi riferisco soltanto a un indumento ma a ciò che esso rappresenta: cioè la segregazione in cui le donne sono state rigettate dopo la rivoluzione. Il fatto stesso che non possano studiare all’università con gli uomini, ad esempio, né lavorare con gli uomini, né fare il bagno in mare o in piscina con gli uomini. Devono tuffarsi a parte con il “chador”. A proposito, come si fa a nuotare con il “chador”?»
Khomeini: «Tutto questo non la riguarda. I nostri costumi non vi riguardano. Se la veste islamica non le piace, non è obbligata a portarla. Perché la veste islamica è per le donne giovani e perbene».
Fallaci: «Molto gentile. E, visto che mi dice così, mi tolgo subito questo stupido cencio da Medioevo. Ecco fatto».
(Dall’intervista di Oriana Fallaci all’ex Guida Suprema dell’Iran, Ruhollah Khomeini. Corriere della Sera, 26 settembre 1979)
Senza elettricità né accesso a internet, centinaia di cittadini hanno manifestato il 10 gennaio nelle strade di Teheran, illuminando la notte con le torce dei telefoni cellulari. I pochissimi video della protesta sarebbero circolati grazie a Starlink, che funzionerebbe ancora in alcune zone della città, rendendo visibile al mondo il gesto simbolico contro il blackout e il blocco della rete.
#iran #proteste #blackout #teheran
AGGIORNAMENTO! CIRCA 3.500 MORTI E OLTRE 10.000 FERITI. TERRIFICANTE! IN IRAN È IN CORSO UNA CARNEFICINA DI GIOVANI! Il numeri dei morti aumenta esponenzialmente di ora in ora. Secondo fonti interne di personale medico e di organizzazioni umanitarie i morti sarebbero circa 3.500 e oltre 10.000 feriti. Questo è il numero totale dei manifestanti uccisi registrato dal personale ospedali degli ospedali del paese.
Vi prego di diffondere ovunque quanto sto per riferirvi. Diffondete questo video e le mie parole ai vostri contatti e alle istituzioni. Fatelo subito!
Dovete sapere che le forze della repressione impiegate in #Iran non sono prevalentemente costituite da paramilitari #basij, né dal corpo dei guardiani della rivoluzione. Sono, in modo significativo, milizie mercenarie sciite fatte affluire in Iran dalla guida suprema #Khamenei in particolare dall’#Iraq, dal #Libano e dall’#Afghanistan.
Il regime sta facendo affluire veri e propri criminali jihadisti nel paese per mettere in atto le uccisioni di massa, la feroce repressione che non sono riuscite a compiere appieno le forze pasdaran. Khamenei, oltretutto, sembra posseduto da un’angoscia paranoide e non si fida del tutto del Corpo dei guardiani della rivoluzione.
Numerosi combattenti delle milizie Hashd al-Shaabi stanno aiutando il regime nelle operazioni di brutale repressione e nel massacro dei manifestanti nelle strade con esecuzioni sommarie dei manifestanti catturati.
A 15 giorni dall’inizio della rivoluzione in corso per la liberazione dell’Iran dall’orrifica repubblica islamica i morti sono già diverse centinaia, si parla di circa trecento morti.
I feriti sono migliaia. Gli ospedali sono al collasso, come riferiscono operatori umanitari, medici e altri operatori sanitari.
“I combattenti per la libertà”, come vengono definiti i giovani in lotta per la liberazione dell’Iran dalla Repubblica islamica, che sono trucidati dai miliziani sciiti, vengono portati in un centro clandestino dove si occultano i cadaveri.
Sono strazianti il pianto e le grida delle famiglie presenti presso il Centro di medicina legale di #Kahrizak a #Teheran per identificare i corpi dei loro cari.
Le immagini che ci giungono da fonti nella capitale iraniana sono strazianti.
A #Kahruzak hanno allestito un vecchio carcere per portarvi i corpi dei giovani trucidati.
Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica.
Vi aggiornerò sull’andamento di queste ore terribili per il movimento rivoluzionario iraniano fermamente determinato a resistere fino in fondo, fino alla fine dell’occupazione del proprio paese dalla barbarie di una oppressione sanguinaria rappresentata dalla repubblica islamica.
#IranRevolution2026 #IRGCterrorists
@RadioRadicale #Turchia
Qui, un mio articolo su @HuffPostItalia sulla rivoluzione in corso in #Iran:
"Regime in crisi. Gli ayatollah temono il peggio, muovono i familiari in Russia"
Buona lettura!
https://t.co/pIItZRHm9V - @RadioRadicale#Turchia
I segnali sono molti: il regime traballa, e per questo gli ayatollah si preparerebbero alla fuga. In queste ore, secondo molte fonti, i pezzi da novanta della Repubblica Islamica starebbero organizzando un piano di emergenza. Sono in allestimento diversi voli cargo russi per spostare beni, personale e familiari. I funzionari iraniani stanno richiedendo i visti per spostare le loro famiglie all'estero.
[...]
Secondo l’intelligence #Usa Ali #Khamenei, ha da tempo progettato un piano di emergenza per lasciare l'Iran e trasferirsi in #Russia.
Secondo il Times, esisterebbe un piano di emergenza che verrebbe attivato nel caso in cui il leader della Repubblica Islamica ritenesse che l'esercito, i guardiani della rivoluzione e le milizie mercenarie, fatte affluire dall’#Iraq, dal #Libano e dall’#Afghanistan, ingaggiate per reprimere gli insorti, dovessero collassare sotto la furia dei manifestanti, o disobbedire o nel caso in cui non fossero in grado di eseguire gli ordini ricevuti.
#Khamenei si considera il leader degli sciiti del mondo e giustifica con questa prospettiva il suo investimento nell'"asse della resistenza", che comprende Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e gruppi e milizie sciite in Iraq, Siria e Yemen.
Ora questa visione di politica estera pro “asse della resistenza” col sostegno ai gruppi islamisti che opprimono il popolo palestinese è contestata dalla stragrande maggioranza della popolazione e perfino da ex esponenti del regime che stanno manifestando con lo slogan “Né Gaza [cioè né Hamas], né Libano [cioè né Hezbollah]: darò la vita solo per l'Iran”.
È stato proprio questo uno dei primi slogan emersi per sfidare il dogma del regime, cioè quello antisemita.
A livello interno, il sistema si sta sfilacciando. Il presidente Masoud Pezeshkian è un fantoccio nelle mani della guida suprema... Le recenti dimissioni ministeriali, le lotte intestine all’interno dell’apparato di potere hanno creato crepe insanabili. L’Assemblea consultiva islamica, il cosiddetto Parlamento iraniano, guidato da un presidente in ripresa, Mohammad Bagher Qalibaf, si sta posizionando come centro di autorità alternativo, mentre i sostenitori della linea dura attorno al "governo ombra" di Saeed Jalili controllano il perimetro ideologico e riducono ogni spazio di flessibilità diplomatica. Queste rivalità interne non sono semplici schermaglie tra fazioni; sono i preparativi per un ordine post Khamenei. [...]
Il principe in esilio Reza #Pahlavi, figura accettabile e rassicurante per la comunità internazionale, è sostenuto da un asse saudita-britannico-israeliano e forse anche da Trump che potrebbe approfittare della debolezza di un regime in procinto di cadere e cogliere l’opportunità per riportare l’Iran lungo l’asse israelo-americano come era prima del 1979 per poi farlo aderire agli accordi di Abramo.
Buona lettura, su Huffington Post...
In Iran i manifestanti rischiano la pena di morte. Chi partecipa alle proteste "sarà accusato di essere 'nemico di Dio'". Lo ha dichiarato il procuratore generale del Paese, Mohammad Movahedi Azad, come riportato dai media statali iraniani, ripreso da Sky News #ANSA https://t.co/z7LOFP2oB2