@orfini@szampa56@elenavilla3 Ma vive davvero sulla Luna @orfini ? Il PD mette in discussione il sostegno all'Ucraina ogni santo giorno (e Virginia Libero dice esattamente questo: se le cose peggiorano, cavoli loro, io voglio un mondo con gli unicorni). Nessuno vuole la guerra! Io no di certo. Ma se arriva?
@orporick I partigiani, per fortuna nostra, hanno combattuto con le armi e, ovviamente, anche ucciso, sacrificando la loro vita. La domanda è una sola: per lei sono da celebrare o biasimare? Il pacifismo "senza se e senza ma" non esiste. Sono i se e i ma a definire noi e le nostre scelte
“Organizzeremo i disertori”, scandisce la segretaria del Giovani Democratici.
Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti - e che ogni 25 aprile giustamente celebriamo.
Non è quello che ci chiede la Costituzione, che all’articolo 52 recita: “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.
@corrini Anche perché alla prenotazione o inserisci la data di nascita o ti chiede esplicitamente l'età "al momento del viaggio" (vale anche per gli alberghi)
Oramai siamo alla farsa.
Mi rincresce solo prendere atto che queste parole, eversive e piuttosto vili, siano pronunciate da una studentessa, membro del Senato Accademico dell'Università di Padova.
Non tanto perchè, se ci fosse mai la necessità di difendersi, organizzare la diserzione sarebbe un reato gravissimo. Ma soprattutto perchè si sta parlando di sostegno militare alla resistenza del popolo Ucraino, invaso e massacrato da un dittatore, sempre in guerra con qualcuno, da che è al potere.
A questa ciarliera 28enne consiglio, se non un libro sulla partecipazione alla resistenza di studenti e docenti dell'Ateneo patavino, almeno la visione de "i piccoli maestri", un film bellissimo che narra le storie, semplici ma nel loro piccolo gloriose, di studenti dell'Università di Padova che, ben più giovani di lei, tra il '43 e il '44 fecero la scelta più difficile: salirono sui monti e misero la loro vita al servizio della Libertà. Grazie alla quale lei ieri, in Italiano e non in Tedesco, ha potuto pronunciare il suo sproloquio!
E poi spero si vergognerà.
Anche Giuseppe Conte cita un famoso articolo di Foreign Affairs per dire che si poteva fare la pace già nel 2022 a Istanbul, ma Boris Johnson, un europeo, la fece saltare. Però nell’articolo di Foreign Affairs gli autori scrivono: “La versione secondo cui l’occidente avrebbe costretto l’Ucraina a ritirarsi dai colloqui con la Russia è senza fondamento”. Sono 11 mesi che nei programmi televisivi opinionisti e politici citano quell’articolo e nessuno – né chi lo cita né chi intervista chi lo cita – lo ha letto. È lungo, ma è pubblico, è qui:
*BRILLIANT*
The French made a short film about what could happen after all immigrants would follow the ‘_white, angry old man’s_’ advice to go back where they came from.*
Il problema non è la Torre Eiffel. Il problema è che, un pezzo alla volta, rischiamo di smontare l’Europa e la cultura occidentale per paura di disturbare qualcuno.
Un gruppo induista chiede di visitare la Torre Eiffel senza donne. E la società che gestisce il monumento, invece di rispondere con la frase più semplice del mondo, “no, qui uomini e donne hanno gli stessi diritti”, concede il via libera. I lavoratori, giustamente, protestano.
È esattamente in questi piccoli cedimenti che cresce la rabbia.
Perché l’inclusione è un principio meraviglioso finché significa: puoi professare la tua religione, vivere liberamente come tutti gli altri.
Diventa una caricatura quando significa che, per includere te, devo escludere qualcun altro, in questo caso le donne.
Una democrazia liberale non deve chiedere scusa per i propri valori. Non deve vergognarsi dell’uguaglianza tra uomini e donne, della libertà individuale, della laicità, dei diritti conquistati in secoli di battaglie. Chi arriva in Europa non deve diventare come noi, mangiare come noi o pregare come noi. Ma deve accettare che qui una donna non può essere cancellata perché la sua presenza offende la sensibilità religiosa di qualcuno.
E c’è anche una questione politica che molti nel mondo progressista continuano ostinatamente a non voler vedere.
Le Pen in Francia, AfD in Germania e Vannacci in Italia si nutrono precisamente di queste follie. Ogni volta che si confonde l’inclusione con la rinuncia, si regala loro un argomento. Ogni volta che per paura di sembrare intolleranti diventiamo intolleranti verso noi stessi, consegniamo un altro pezzo di società a chi promette di difenderla con le ruspe.
La risposta alla destra estrema non è diventare meno liberali. È esserlo molto di più.
Rispettare tutti e non arretrare di un millimetro sui principi che lo rendono possibile.
Altrimenti alla fine avremo ottenuto il capolavoro: per paura di discriminare qualcuno, avremo discriminato le donne.
Questo è un articolo sul primo quotidiano italiano, scritto da un giornalista, passato da qualcuno che sta in redazione, pubblicato. Però, a nessuno lì dentro, manco tra chi si occupa di salute (hanno un inserto dedicato, no?) è venuto in mente di dire "ma siamo scemi?". /8
@Danpi60@PaoloBorg Solo una nota: non funziona ancora al 100% in tutta Italia (come sempre facciamo le cose a pezzi). Qui le info aggiornate https://t.co/QV81t8SjLR
@AndreaGiuricin A Monza anni fa era così: no taxi dalle 20 alle 8. Lavoravo in PS e alcuni pazienti dimesso chiamavano ambulanza, altri aspettavano le 8. Non sono sicuro adesso ci siano di notte
Alle 21 del primo settembre si rianimò la chat di classe con l’annuale notizia che il tempo pieno inizierà il 24 settembre. Abbiamo scisso l’atomo, creato l’AI, scoperto la penicillina, ma la nomina degli insegnanti è un mistero che ancora non riusciamo a risolvere
@AntoniFerrante@SigfridoRanucci@giuliainnocenzi Per quanto mi riguarda, Report non merita questa difesa disperata. Se crollano gli ascolti, meglio per le coperture vaccinali. https://t.co/MjuOdhcmT7
33 years later a much worse horror is happening.
We all look at it on TV and though the social apps, while doing absolutely nothing to stop it.
In fact, if anything, we keep voting for politicians that want it to last until its horrible end.
Anni fa seguivo Report ritenendola una trasmissione valida. Poi ho visto un paio di puntate in cui si trattavano argomenti che conosco bene e ho visto la delirante incompetenza con cui venivano affrontati. Da allora non ho più dato loro alcun credito
Per tutti quelli che "Report prima di Ranucci faceva un rigoroso lavoro d'inchiesta" ripubblico un mio articolo di maggio in cui si racconta come è andata a finire un’inchiestona trasmessa da Report nel 2016 (ai tempi della Gabanelli, e poi rievocata anni dopo da Ranucci) su una presunta truffa da parte delle banche sui diamanti da investimento: le denunce di Report, trasformate in accuse dalla procura di Milano, sono crollate in sede di giudizio in primo grado, in appello e infine in Cassazione. Tutti i giudici hanno stabilito che non c’è stata alcuna truffa e nessun “rigonfiamento” dei prezzi dei diamanti. Anzi, hanno censurato le indagini dei pm che si sono basate sul recepimento delle denunce di Report, senza verifiche tecniche. Denunce che a loro volta si basavano su errori grossolani (come confrontare il prezzo dei diamanti da investimento con il prezzo indicato nel listino Rapaport, che però è il listino dei diamanti all’ingrosso…). Intanto la società di un imprenditore è stata distrutta e quest’ultimo ha trascorso 11 mesi in carcere ingiustamente.
Per agevolare la lettura riporto alcuni passaggi delle sentenze, citate nel mio articolo, che smontano l'inchiesta di Report (l'indagine venne trasferita per competenza a Roma). Nella sentenza di primo grado, il tribunale di Roma evidenzia la fragilità dell’ipotesi accusatoria, originata dalla trasmissione Report: “Gli ufficiali di polizia giudiziaria escussi in dibattimento sull’ipotesi di truffa hanno ammesso di aver mutuato la notitia criminis, senza operare particolari approfondimenti, dalla trasmissione Report, facendone pressocché integralmente proprie le conclusioni e ammettendo di non aver mai letto e di non avere competenze specifiche per poter decifrare i dati del listino Rapaport”. E ancora: “Le lacune investigative emerse nel corso del dibattimento hanno impedito peraltro di individuare un criterio di comparazione tra il prezzo praticato da Dpi con quello fissato da Rapaport, che l’accusa non ha sostenuto con alcuna analisi tecnica o propria verifica consulenziale dei diamanti venduti”.
Il giudice ha dunque concluso in maniera ancora più netta: “Del tutto sforniti di prova sono rimasti i profili dell’inganno (nessun teste dell’accusa ha infatti riferito come sia stato proposto l’acquisto, da chi, in quali circostanze, con quale efficacia decettiva), del danno ingiusto (nessun teste dell’accusa ha riferito che diamanti siano stati venduti, per quale prezzo, con quale scarto rispetto al presunto valore) e del conseguente asserito ingiusto profitto (nessun teste ha verificato quale sia stato l’utile da ritenersi eccessivo conseguito dalla Dpi)”.
Risibile, per non dire altro, è stato ritenuto il confronto, proposto da Report e condiviso dagli inquirenti, tra il prezzo dei diamanti venduti da Dpi e quelli indicati nel listino Rapaport. “E’ stato accertato che tale differenza di prezzo era assolutamente legittima”, scrivono i giudici della Corte d’appello di Roma, sottolineando quella che avrebbe dovuto essere un’ovvietà fin dall’inizio: “E’ legittimo che i clienti abbiano acquistato i diamanti da Dpi a un prezzo ben superiore al valore dei diamanti indicato da Rapaport per i grossisti, perché ad esso vanno aggiunti i vari costi incidenti sul prezzo finale (costi doganali, di importazione, di trasporto assicurato e oneri finanziari, costi di struttura commerciale Dpi, commissioni bancarie, commissione Dpi, Iva al 22 per cento)”. I giudici, infine, evidenziano come l’intervento dell’Antitrust si sia limitato al profilo della correttezza e trasparenza commerciale, ma “ciò non implicava automaticamente la commissione di reati di truffa”.
Buonasera @Nicola_Bressi, abbiamo trovato questi 2 inquilini bestiali in casa e, prima di liberarli, vorremmo toglierci il dubbio soprattutto sul secondo (sul quale abbiamo visto qualunque sorta di disegno, orchestra sinfonica inclusa). Lombardia, Brianza. Grazie!