Sono italiana, sono una patriota, e non mi stancherò mai di ripetere che:
LA RUSSIA NON È IL MIO NEMICO 🇮🇹🫶🏻🇷🇺
"LA #RUSSIA È LA TERZA ROMA e, pertanto, non può che essere NOSTRA AMICA"
I LURIDI FIGLI DI PUTTANA
SAPEVANO TUTTO E LO HANNO NASCOSTO...
Quanto contenuto in questo contratto con #Pfizer è semplicemente allucinante.
Perché mentre i leader governativi e i governi rassicuravano la popolazione che i vaccini erano “100% sicuri ed efficaci”, i governi firmavano contratti con Pfizer in cui c’era qualcosa di completamente diverso.
In Sudafrica, nel frattempo, sono riusciti a tirare fuori il contratto dall’ombra, e tra le altre cose c’è scritto:
(traduzione libera)
“Questo prodotto è stato sviluppato in modo accelerato.
➡️Sarà ulteriormente studiato dopo la consegna.
➡️Non conosciamo gli effetti a lungo termine.
➡️Non conosciamo l’efficacia a lungo termine.
➡️E potrebbero esistere effetti collaterali che oggi ancora non conosciamo.”
E nel paragrafo precedente, Pfizer limita inoltre il più possibile le garanzie che non sono esplicitamente incluse nel contratto, e ce ne sono già pochissime.
➡️ Pfizer ha semplicemente fatto sì che il governo desse il suo consenso nero su bianco al fatto che le incertezze più cruciali esistessero ancora.
Ma al cittadino è stato poi detto: “100% sicuri ed efficaci”.
La domanda non è nemmeno perché Pfizer si sia protetto legalmente, questo ormai è chiaro.
La vera (e terribilmente scomoda) domanda è:
Perché il governo non ha protetto i suoi cittadini aprendo e raccontando onestamente cosa in quel momento ancora NON era noto?
(Ad esempio, anche che i vaccini non erano mai stati testati sulla trasmissione.🤦🏻)
Ci si può nascondere dietro l’“alta urgenza”, ma tacere su ciò che i fornitori promettevano -niente, quindi- e allo stesso tempo affermare che i vaccini erano “100% sicuri & efficaci” -e costruirci intorno un’intera cultura della coercizione- è francamente criminale.
Non c’è da stupirsi che stiano facendo di tutto per tenere nascosto il contenuto dei contratti.
- Vincet Vandeputte
@enricoruggeri Enrico sei unico continua sempre per la tua strada e non seguire nessuno se non ne sei convinto anche perché non ne hai bisogno. La tua carriera parla da sola 👌. Peccato non vederti più su Mistero
Sig. Bassetti, lei dice che ho "perso tempo" a fare la ballerina?
E io le dico: meglio una pirouette onesta che un camice bianco indossato per coprire sei anni di prese per il culo alla gente.
Medici, giornalisti, politici: tutti in fila, tutti colpevoli.
Per ignoranza, per paura, per denaro, non importa.
Il risultato è lo stesso.
E il vero problema non è la mia carriera, è l'impunità di tutte queste persone.
Lei disprezza chi non ha il suo titolo, ma evita il confronto con chi ha i suoi stessi titoli e la pensa diversamente.
Preferisce attaccare me, perché sa che il like del gregge di pecore lobotomizzate le costa meno ed è più facile di una risposta a un collega scomodo.
Lei parla di scienza, ma io parlo di verità.
E la verità, al pari della scienza, non si persegue con l’arroganza.
Si cerca. Ma per cercarla, bisogna prima smettere di sentirsi intoccabili.
Il problema non è che io abbia ballato.
È che lei ha giurato di curare e invece ha scelto di fare da spalla a un sistema che ha reso malati anche i sani.
La verità non la cerca chi ha il camice, ma chi ha il coraggio di toglierselo.
E lei, quel coraggio, non ce l'ha mai avuto.
Non è stato solo Fauci a mentire.
In Italia lo hanno fatto anche i cosiddetti esperti che passano il tempo a intasare tv e X con la loro propaganda pro-vaccino finanziata da Big-Pharma.
Curioso: nel resto del mondo, nessun medico è corso a coprire Fauci, anzi tutti hanno preso le distanze.
Solo due virologi Italiani difendono l'indifendibile.
Perché?
Forse perché in Italia le istituzioni lasciano che gli interessi farmaceutici facciano il bello e il cattivo tempo.
Ma un paese che permette tutto questo, alla fine, dà l'impressione di non contare nulla.
MELONI APRE AL DIALOGO CON MOSCA: L’EUROPA COMINCIA A CAPIRE CHE SENZA DIPLOMAZIA NON SI FA LA PACE.
Questa volta non è una voce sui social e non è una semplice indiscrezione: Giorgia Meloni ha realmente sostenuto che l’Europa debba riflettere su come riaprire un canale di dialogo con Mosca e che l’Unione debba parlare con una sola voce.
La proposta è concreta: individuare una figura autorevole, con il mandato di tutti gli Stati membri, che possa rappresentare l’Europa nei rapporti con la Russia. Meloni ha anche criticato l’idea che singoli gruppi di Paesi europei possano muoversi separatamente, perché questo rischierebbe di indebolire ulteriormente il peso dell’Europa.
Ma bisogna essere chiari: non significa che l’Europa abbia già deciso di trattare con Putin e non significa che esista già un mediatore europeo nominato. La proposta è sul tavolo, ma tra i governi europei esistono ancora divisioni profonde sulla possibilità e sulle modalità di un dialogo con Mosca.
Eppure qualcosa sembra finalmente cambiare.
Per anni abbiamo sentito parlare soprattutto di armi, sanzioni, riarmo e nuove escalation. Adesso, almeno a livello politico, torna a farsi strada una parola che non dovrebbe mai essere scomparsa dalla politica internazionale: DIPLOMAZIA.
Perché se davvero si vuole arrivare alla pace, prima o poi bisogna parlare anche con chi è dall’altra parte del tavolo.
La domanda, adesso, è semplice: l’Europa avrà il coraggio di trasformare queste parole in una vera iniziativa diplomatica, oppure rimarranno soltanto dichiarazioni?
Io penso che, dopo anni di guerra, sia arrivato il momento di provare seriamente la strada del dialogo. Difendere le proprie posizioni non significa necessariamente chiudere tutte le porte alla diplomazia.
La pace non si costruisce soltanto con le armi. Prima o poi bisogna anche sedersi a un tavolo.
- Dilma da Silva