Ateo, senza equivoci
Sono ateo. Molto ateo. La mia posizione non nasce da simpatia per una parte contro un’altra. Nasce dal rifiuto del fanatismo religioso quando diventa potere politico.
Credo che le tre religioni abramitiche siano state una delle grandi sciagure della storia umana. Cristianesimo, islam ed ebraismo hanno attraversato venti secoli lasciando dietro di sé guerre, divisioni e conflitti tra popoli e nazioni. Chi agisce in nome di una verità religiosa assoluta finisce quasi sempre per produrre il contrario di ciò che promette: meno libertà, meno razionalità, meno progresso.
Galileo costretto ad abiurare davanti al Sant’Uffizio, i roghi dell’Inquisizione, le leggi sulla blasfemia ancora in vigore in una dozzina di Paesi nel 2025. Quando la religione diventa potere, il risultato è sempre lo stesso, in ogni secolo e a ogni latitudine.
Dentro questo quadro c’è ciò che sta accadendo oggi.
Il governo di Israele è guidato da fanatici ideologici e religiosi che stanno trascinando il Paese e il mondo dentro una spirale di violenza permanente.
Il governo teocratico dell’Iran è l’altra faccia della stessa medaglia: un regime fondato sulla fusione tra potere politico e autorità religiosa, che pretende di governare una società e una regione in nome di Dio.
A Washington siedono altri fanatici, quelli del fondamentalismo evangelico, convinti che la politica internazionale debba seguire una lettura letterale della Bibbia.
Tre facce dello stesso problema.
Se esistesse davvero quel famoso Dio di Abramo che tutti invocano, forse dovrebbe intervenire lui. Non per benedire una parte o l’altra.
Per fulminare tutti quelli che parlano in suo nome.
La Global Sumud Flotilla è stata intercettata dall’esercito israeliano Gli abbordaggi richiederanno ancora tempo, ma tutti gli equipaggi sono in posizione, pronti a favorire le operazioni. Non è un imprevisto, era previsto: da mesi si sono esercitati anche per questo. Perché non sono esagitati, non sono avventurieri in gita: sono donne e uomini che rappresentano la parte migliore di questo mondo, quella che crede nel valore delle missioni civili e della non violenza.
La Global Sumud Flotilla aveva due obiettivi dichiarati. Il primo: aprire gli occhi del mondo su Gaza, sottolineando la complicità dei governi che da anni tollerano e sostengono il blocco mentre si consuma un genocidio. Questo obiettivo è stato raggiunto. Oggi nessuno può più dire di non sapere, nessuno può più nascondersi dietro il silenzio. Gaza è diventata il termometro dell’umanità e della democrazia: lo specchio di un mondo in cui la forza piega la legge e il diritto internazionale viene trattato come un ostacolo.
Il secondo obiettivo era aprire un canale umanitario permanente. Questo, per ora, è fallito a metà. Il mondo sa che Gaza ha fame, che Gaza ha bisogno di cure, e ha ascoltato i governi — come quello italiano — mentire, balbettare di corridoi umanitari che esistono solo nelle dichiarazioni, che non sfamano e non curano.
È bene dirlo con chiarezza: quella della Global Sumud Flotilla è una missione politica. Non c’è nulla di più politico che liberare gli oppressi, salvare i bambini, sfamare gli affamati. La politica non è fatta solo di palazzi e di trattative: è anche decidere di stare dalla parte della vita.
La missione in mare è finita. Ma la missione continua a terra, con chi non si arrende e con chi chiede di bloccare tutto finché i governi non saranno costretti a guardare Gaza negli occhi. Perché la verità, stanotte, è passata comunque.
#LaSveglia per La Notizia
@maximussan@Nicola_Bressi Io convivo da anni con cornacchie che frequentano il mio cortile, sono ghiotte di uova sode e crocchette dei gatti, ricambiano lasciandomi noci sul terrazzo