Caro @paolomieli sono totalmente in disaccordo con Schlein-Appendino e le spiego perché:
✅ La pressione fiscale in rapporto al Pil in Italia è già elevatissima, anche perché il Pil italiano cresce meno di quello degli altri Paesi europei.
L’emergenza in Italia, anche in termini fiscali, è la mancata crescita del Pil, che va affrontata con riforme per favorire la crescita, non discutendo sempre e solo di come aumentare le tasse!
✅L’Italia ha già diverse patrimoniali:
IMU per gli immobili, il 26% di tassazione sulle rendite finanziarie, bolli su auto, moto, barche.
Addirittura è tassato il possesso di un televisore!
✅La giustizia fiscale si fa con la tassa sui redditi: non è possibile che chi ha 60.000 euro di reddito lordo paghi la stessa aliquota di chi ha 600.000 e che chi ha 600.000 ha la stessa di chi ha 600 milioni;
✅Altro ancora è la necessità di trovare un equilibrio fiscale con le multinazionali. Questo è giusto e necessario, ma va fatto a livello intergovernativo e europeo e non come iniziativa dei singoli Stati, altrimenti diventa completamente inefficace e ci rimettono comunque i cittadini.
@24Mattino
Il nostro “giornalismo d’inchiesta” si fonda sul protervo rifiuto di una regola elementare: le notizie non verificate non si possono e non si debbono pubblicare. Non basta che “una fonte” abbia detto che Tizia reclutava prostitute, o che il Ministro Caio frequentava Sempronio. Bisogna verificarne l’attendibilità soggettiva, l’assenza di interessi a dire il falso o a manipolare il vero, e soprattutto occorre acquisire riscontri “esterni” alle dichiarazioni della fonte. Il che costa molta fatica, e autentica capacità investigativa. Tutto qui
Vi spiego perché l'#Ucraina può e dovrebbe entrare immediatamente nell'#UE con procedura ex post.
Fate girare, per favore! Sento e leggo posizioni ipocrite dettate anche da profonda ignoranza sulla questione quanto mai urgente dell'ingresso dell'Ucraina nell'Unione europea. Ribadisco alcuni punti che spazzano via tutte le fesserie che si rovesciano in Rete e nel mainstream sulla questione della possibilità di ingresso immediato dell'Ucraina nell'UE. #Kyiv può immediatamente entrare nell'Ue con procedura ex post. L’ingresso immediato, rappresenterebbe una forte garanzia di sicurezza per un’Ucraina che resterebbe altrimenti sotto la costante minaccia russa e rappresenterebbe anche un rafforzamento della sicurezza della stessa Unione europea. Ovviamente, per evitare discriminazioni, entrerebbero contemporaneamente anche i Balcani occidentali, con la stessa procedura accelerata del tutto compatibile con il diritto dell’Unione e con l’art. 49 del TUE, base giuridica del procedimento di adesione.
Kyiv potrebbe entrare, immediatamente, accettando solo due condizioni: essere uno Stato membro militarmente neutrale, come è accaduto per l’#Austria (perché sarebbe l’art. 42.7 a garantirne la sicurezza) e applicare ai territori russofoni un accordo simile a quello De Gasperi-Gruber del 1946 per l’Alto Adige, per garantire l’autonomia delle regioni russofone in ottemperanza dell’articolo 2 del Trattato di Lisbona sui diritti delle minoranze etniche e linguistiche.
L’articolo 49 del TUE non esclude il procedimento di “adeguamento ex post” all’«acquis communautaire» dello Stato subentrante; ricordiamo anche che questa è stata la lettura datane nei primi quaranta anni della vigenza dei Trattati di Roma, con un accesso riconosciuto subito dopo la conferenza diplomatica di adesione e poi, con lunghi periodi transitori, l’adeguamento.
L’adesione immediata dell’Ucraina costituirebbe un passo, e probabilmente il solo passo possibile, che permetterebbe all’Unione europea di assumere nuovamente un ruolo di protagonista in iniziative di pace che la vogliono emarginare e costituirebbe inoltre un chiaro messaggio, alla #Russia e al resto della comunità internazionale, di coesione europea e di visione strategica di difesa dei propri interessi collettivi. @RadioRadicale #Turchia
On the phone with President @ZelenskyyUA, I reiterated Europe’s full support for Ukraine as Russia doubles down on its brutal war of aggression.
Air defence and drone and counter-drone capabilities are among Europe’s most urgent defence priorities.
And Ukraine will be fully integrated into these efforts.
The Ukraine Support Loan will make a vital contribution.
This year alone, it will provide €28.3 billion to help cover Ukraine’s military needs.
We also spoke about Ukraine’s path to EU membership.
The coming weeks will be important to take decisive steps forward in the accession process.
Behind Vladimir Putin’s carefully managed public image, pressure inside Russia appears to be growing. As reported by The Guardian, economic decline, tighter censorship and frustration among elites are exposing deeper cracks within the Kremlin system. Yet the response from Moscow remains more repression and continued aggression against Ukraine. Europe must stay united, defend democracy and continue supporting Ukraine against authoritarian expansionism.
Leggi qui la mia lettera al direttore @mattiafeltri di @HuffPostItalia:
Mi hanno oscurato sui social: è il trattamento riservato a decine di giornalisti critici. Nel paese di Erdoğan il tramonto della giustizia e della libertà di espressione era arrivato da tempo, ma il brutale attacco della polizia alla sede del principale partito di opposizione con la destituzione del suo presidente è l’atto che sancisce definitivamente la fine dell'inganno.
https://t.co/i3YHicaClh
Caro direttore, ci risiamo con la censura.
Sicuramente penserai che non è la prima volta che finisco bannato, vittima degli algoritmi diabolici delle piattaforme social che anche noi giornalisti utilizziamo per veicolare l’informazione online. Ma purtroppo ora non si tratta di una semplice censura decisa dall’intelligenza artificiale o da sistemi automatizzati delle piattaforme in Rete che analizzano il tuo pensiero e le tue azioni: like, commenti, parole sensibili, condivisioni, foto o video che violerebbero i misteriosi “standard della community”. Questa volta a oscurare il mio account Xsono state persone in carne e ossa e cioè le autorità turche che hanno adottato un provvedimento molto grave per il mio account X. Ecco cosa è scritto ora sul mio profilo X, oscurato in Turchia: “In conformità a una richiesta legale, l’accesso a Mariano Giustino è stato bloccato all’interno dei confini della Turchia”. Il governo turco avrebbe dunque deciso di silenziarmi come fa con decine e decine di giornalisti critici. Lo ha fatto, forse non a caso, in un momento di massima turbolenza e di tensioni in politica estera e interna, in una fase in cui l’opposizione democratica è sotto assedio e criminalizzata. Lo ha fatto proprio nei giorni in cui la Turchia vede il passaggio da una “autocrazia competitiva” ad una "autocrazia assoluta” molto simile al modello russo. Quello che di drammatico sta accadendo in queste ore in Turchia sembra uscito direttamente dalla commedia di Max Frisch, "Biedermann e gli incendiari". Il Paese si è trasformato in un inferno di fiamme; gli "incendiari" si nascondono dietro le vesti di giudici, di pubblici ministeri, di accademici, di rettori e persino dell’ex leader dell’opposizione Kemal Kılıçdaroğlu che non ha sopportato la sconfitta all’interno del congresso del suo partito e per vendicarsi ha fatto irruzione nella democrazia turca con una tanica di benzina in mano. Ma la commedia ci insegna che questi personaggi sono solo delle pedine di un gioco più ampio. L'autocrazia sta crescendo nel paese, la nazione si sta dirigendo verso una vera e propria dittatura. È vero che il tramonto della giustizia e della libertà di espressione era arrivato da tempo, ma il brutale attacco della polizia alla sede del principale partito di opposizione con la destituzione del suo presidente, è l’atto che sancisce definitivamente la fine dell'inganno dell’esistenza di un barlume di democrazia in questo Paese. Il mio profilo X è stato oscurato proprio mentre la magistratura turca veniva denunciata, da me e dai media dell’opposizione, come eterodiretta dalla presidenza della Repubblica che ha destituito il leader dello storico partito laico, socialdemocratico, fondato da Atatürk, che aveva sconfitto per la prima volta nel 2024, seppur nelle elezioni locali, la macchina da guerra dell’Ak Parti di Erdoğan. Il mio profilo X è stato oscurato proprio mentre il presidente Recep Tayyip Erdoğan sta ridisegnando un'opposizione a lui leale, addomesticata, insediando un “perdente cronico elettorale” come capo dell'opposizione: un personaggio innocuo che gli permette di dormire tranquillo e di prepararsi a vincere le prossime presidenziali che molti prevedono che saranno anticipate. Aspettarsi elezioni libere in Turchia oggi è pura fantasia. Resistere a questa recita meticolosamente orchestrata, trasmessa quotidianamente in diretta dai media filogovernativi, è un diritto di tutte le organizzazioni di massa, le organizzazioni della società civile, le persone che difendono la democrazia e naturalmente anche dei giornalisti che hanno il dovere deontologico di smascherare tale recita. Di qui, la nuova stretta sui social. Il banno e a volte anche l’arresto per coloro che pubblicano notizie scomode per il palazzo o solo espressioni di critica. È noto che utilizzo i social esclusivamente per veicolare la mia attività di corrispondente per Radio Radicale e quella con la testata che tu dirigi per la quale sono onorato di collaborare. Sai che la mia attività quotidiana è condotta senza alcuna pavida autocensura mettendo appunto in rilievo lo spaventoso arretramento dello stato di diritto in Turchia e, come spesso mi viene riconosciuto, è svolta con rigoroso equilibrio e completezza di informazione supportata sempre da una adeguata quantità di fonti qualificate e autorevoli. So che tu, caro direttore, per il tema della libertà di stampa e di espressione hai sempre mostrato particolare sensibilità considerandola linfa vitale per una autentica democrazia. Sono sicuro di poter contare sul tuo pieno sostegno non tanto per me, per la mia libera attività di corrispondente in Turchia, per la mia dignità e la mia stessa incolumità personale, ma perché si ponga fine al bavaglio dei giornalisti nell’esercizio della loro preziosa e indispensabile attività di informazione, soprattutto per coloro che operano sul campo in condizioni estremamente difficili e rischiose con mezzi spesso molto precari e in regimi fortemente autoritari. È in gioco la libertà di tutti noi e il diritto dei cittadini ad essere informati; è in gioco la libertà del giornalismo indipendente non disposto a piegarsi alla propaganda dell’autocrate di turno. Nel video qui sotto Mariano Giustino mostra come appare il suo account X in Turchia, che dopo provvedimento dell'autorità giudiziaria mostra la dicitura classica che si applica agli oppositori. Ecco come appare in Turchia il mio profilo X, oscurato: Vi è scritto: “In conformità a una richiesta legale, l’accesso a Mariano Giustino è stato bloccato all’interno dei confini della Turchia.” Non si tratta dell’ennesima semplice censura nei miei confronti in veste di… https://t.co/Khd5XJIhrh— Mariano Giustino (@MarianoGiustino) May 24, 2026
A sentire il @TgLa7, sembra che i russi abbiano bombardato pesantemente #Kyiv in risposta all’attacco ucraino in posto X e Y, come se la #Russia bombardasse l’Ucraina solo in reazione agli attacchi ucraini… mah…
Dovevamo aspettarcelo. I procuratori in rivolta contro l'obbligo di restituire la reputazione infangata. Troppo impegnativo, dopo aver annunciato una misura cautelare con un comunicato o una conferenza stampa, informare anche quando quella misura viene poi annullata.
Vivere come un adempimento burocratico un diritto tutelato dalla Costituzione, dimostra come per qualcuno le persone in carne ed ossa siano solo numeri su un fascicolo.
Our Foreign Intelligence Service of Ukraine has obtained new Russian documents assessing the aggressor state’s losses from the war. Importantly, this is specifically a Russian internal assessment – one they are trying to conceal both from the world and from their own domestic audience.
The first major indicator is a reduction in active oil wells. Just a single Russian oil company – and not even the largest one – has already been forced to shut down around 400 wells. Given the specifics of Russian oil production, these are significant losses, as restarting wells in Russia is far more difficult than in other oil-producing countries.
The second indicator is a reduction in oil refining of at least 10% in just a few months this year alone. We see that our Ukrainian long-range sanctions are truly effective, and we will continue to scale up this line of our active actions. The data on the banking crisis in Russia is also quite convincing: 11 financial institutions are preparing for full liquidation due to problems that cannot be resolved by other means, while another eight banks have accumulated critical issues that cannot be addressed without external resources. This year’s federal budget deficit figures also look encouraging for us, standing at almost $80 billion by the fifth month of this year, alongside the bankruptcy of a significant number of Russian regional budgets.
I have also instructed the Head of the Foreign Intelligence Service of Ukraine, Oleh Luhovskyi, to share, in a format that does not compromise our sources, the obtained information on Russia’s attempts to involve global companies in resolving its financial hardship and in sanction-evasion schemes. In particular, we have recorded attempts to organize the export of grain from the temporarily occupied territory of Crimea – and, regrettably, other forms of economic exploitation of the peninsula involving entities from the United States. We will inform our partners. We are also recording attempts to bring investment and technology from democratic countries into Russia’s Arctic oil and gas projects. We know how to counter this. Thank you to everyone who helps us. Thank you to all our Ukrainian intelligence officers.
L’unica verità che possiamo e dobbiamo trarre dalla vicenda di #Garlasco è che un sistema giudiziario che consente di condannare l’ imputato già assolto due volte, per di più sulla base dello stesso compendio probatorio, è un sistema malato, che produce sconcerto e sfiducia nei cittadini, e- come stiamo vedendo- una catena di tragedie e di vite spezzate che sarà difficile interrompere. Il nostro Paese ha un bisogno vitale di recuperare il culto sacrale e non derogabile della presunzione di innocenza, e dunque l’umiltà, la forza e la grandezza del Giudice che sappia arrestarsi dinanzi al dubbio
Va bene che degli ucraini non vi importi. Va bene che fingiate di lottare per una cultura “senza censura”, sapendo perfettamente che proprio la censura ha costretto all’esilio gran parte dei rappresentanti della cultura russa. Va bene anche l’ottusità e l’arroganza di dire in
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Sabato col Foglio un poster di Navalny. Da lasciare alla Biennale.
L’arte del dialogo in alcuni casi può avere un senso. Ma l’arte della memoria quando il dialogo diventa un monologo può aiutare a non dimenticare che in guerra anche la propaganda può essere un’arma.
I am still shocked that Secretary Rubio announced that "The operation is over - Epic Fury,"
without achieving any of their war objectives: (1) no removal of enriched uranium and elimination forever of Iran's nuclear program, (2) no constraints on missile production, (3) no end of funding for terrorists & (4) no democratic regime change.
Epic Fury is going to be remembered as Epic Failure.
Se “una fonte”, della quale ho il diritto di proteggere l’anonimato, mi ha riferito una notizia “la cui fondatezza sto verificando”, siamo almeno d’accordo sul fatto che, fino a quando non l’ho verificata, non ho alcun diritto, a nessun titolo, di renderla pubblica? Siamo d’accordo almeno su questo, per la miseria?!
Se “una fonte”, della quale ho il diritto di proteggere l’anonimato, mi ha riferito una notizia “la cui fondatezza sto verificando”, siamo almeno d’accordo sul fatto che, fino a quando non l’ho verificata, non ho alcun diritto, a nessun titolo, di renderla pubblica? Siamo d’accordo almeno su questo, per la miseria?!
Il Parlamento Europeo a larghissima maggioranza chiede giustizia per le vittime civili in Ucraina e condanna gli attacchi brutali ripetuti e deliberati del Cremlino contro obiettivi civili in Ucraina.
Non tutto il Parlamento, però.
Alcuni solerti putiniani italici come sempre si distinguono.
E sì, sono sempre gli stessi.
Sia alla destra che alla sinistra dell’emiciclo: vannacciani e cinquestelle uniti nella lotta. Una vergogna incomprensibile.
Il punto è che ormai l'unica questione sul tappeto pare essere Hormuz, il petrolio, il pedaggio. Trump e il cul de sac in cui è finito. Dei poveri cristi oppressi, torturati, impiccati quotidianamente. Ammazzati dal regime come zanzare, pare non gliene fotta più niente a nessuno
Guardatelo #ErfanKiani, lo hanno impiccato, nel video appare ammanettato; Erfan prega, trema, piange, si asciuga le lacrime, sta affrontando il patibolo dopo essere stato costretto a confessare sotto tortura un crimine che non ha mai commesso. Lo hanno impiccato in #Iran per aver gridato di voler liberare il suo paese dall'orrifica Repubblica Islamica. Era un bellissimo giovane manifestante arrestato durante le proteste di gennaio a #Isfahan, #Iran. Erfan era stato condannato a morte dal cosiddetto "Tribunale rivoluzionario" di Isfahan con l’accusa senza prove di «moharebeh (ostilità contro Dio).
Erfan era stato torturato e costretto a confessare un crimine mai commesso. La sua famiglia è rimasta in silenzio, non per scelta, ma per paura. L'hanno minacciata dicendo: "State zitti e forse vivrà". Ma era un inganno, lo hanno impiccato.
Questa è la repubblica islamica iraniana.
Aiutatemi a diffondere questo video, facciamo in modo che l'uccisione di Erfan scuota le coscienze in occidente.
Di solito non parlo di politica qui. Ma questa non è politica, è una dose minima di civiltà. @ellyesse, perché non esprimi la tua solidarietà chiara, netta, senza ambiguità alla #brigataebraica espulsa dal corteo del #25aprile? E a chi portava bandiere ucraine, insultati a Roma?
Altre impiccagioni di oppositori e di giovani manifestanti in #Iran, al ritmo di almeno 5 impiccagioni al giorno, mentre il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite ha appena nominato la Repubblica islamica membro del Comitato per il programma e il coordinamento, organismo che definisce l’orientamento globale in materia di diritti umani, diritti delle donne, disarmo e lotta al terrorismo.
Questo succede alle Nazioni Unite (#Onu)