NON CI SONO I TAXI? NO, CI SONO SOLO I TAXI! #tplcercasi…: Un messaggio del nostro presidente nazionale, Claudio Giudici, su cui pensiamo possa essere utile riflettere: "Vi dico la verità, finora tutta questa "sarabanda" mediatica sui taxi non mi aveva… https://t.co/k8ZBkWudHS
Ma quelli dell’ “appettina” quanto è cool, quelli del quanto è figo prendersi “un glovo”, quelli del chissenefrega della riderizzazione del lavoro senza tutele, della uberizzazione, che dicono?
Gli economisti alla Giuricin che considerano l’economia solo un processo del “tutto e subito” e che costi poco, e mai il pilastro del nostro sistema costituzionale, ossia il lavoro (art. 1) e la dignità delle sue condizioni (art. 36), che dicono?
@GiorgiaMeloni@matteosalvinimi@ellyesse ma quanto siete cattivi e retrogradi a non ridurre tutto così!
https://t.co/w0VmihiHKr
Dopo aver ascoltato l'audizione di ieri in Commissione Trasporti di @Montecitorio, sottolineiamo alcuni passaggi che viziano a monte l'intero dibattito, dando per assodato aspetti spacciati come scientifici, e che invece sono solo fondati su vox populi, o meglio vox media!
Per l'on. Iaria c'è un dato indiscutibile per cui “La domanda [taxi] è più alta dell’offerta”.
Ci chiediamo da dove derivi quello che appare solo come un dato di fede, quando nelle città italiane si registrano le attese taxi tra le più basse d'Europa - come ci ricorda @Lab21. Quando e dove sarebbe più alta? Sempre? Se è così, visto che si parla tanto di evidenza - un'evidenza smentita dalle indagini - perché da novembre ad oggi - e speriamo che la cosa finisca quanto prima - si registrano accumuli di taxi strabuzzanti dai posteggi finanche allontanati dalle forze di polizia per intralcio al traffico? Avete visto in che condizioni siano Roma, Milano, Napoli, Firenze da mesi?
Si continua poi con la contrapposizione tra cittadino e lavoratore, quasi che quest'ultimo non fosse tale. Il solito schema usato dalle élite per scardinare ogni mercato e servizio e fagocitarli.
“Il cittadino sia al centro” dice infatti l'on. Iaria. Eppure la nostra Costituzione, il cui vero perno è il Lavoro, non pone mai in termini dicotomici Lavoro e cittadino, semplicemente perchè per il Costituente il cittadino è tale solo se lavoratore, e finanche dignitosamente retribuito (art. 36 Cost.).
Nel nostro sistema costituzionale il lavoro e il cittadino non sono contrapposti, e dunque dire "il cittadino sia al centro" ha senso solo se lo si intenda come cittadino-lavoratore la cui cifra sia il Lavoro, e da difendere dall'arbitrio del capitale: oggi diremmo delle multinazionali, ma questo passaggio a troppi sfugge, anzi, come fatto intendere dal prof. Esposito, sempre ieri audito, parlare di queste sarebbe un pretesto.
Ci vuole coraggio a dirlo in un tempo in cui poche di esse registrano fatturati superiori agli Stati.
Il prof. Esposito, costituzionalista, parla anch'egli di un "mercato in sofferenza". Chi glielo dice? Qualche studio economico? No, al massimo un'economista come Giuricin che lo afferma sulla base di ciò che dice la Corte Costituzionale. Ma alla Corte Costituzionale chi lo dice?
Dunque i taxi sarebbero pochi dentro un rimpallo di motivazioni per cui all'economista lo direbbe il giurista, ma al giurista lo direbbe l'economista. "Esistono i marziani?". Sì, perchè a Tizio lo ha detto Caio! Ma a Caio chi lo ha detto? Tizio. Immaginate un processo con la costruzione di una prova in questi termini...
In generale, la Corte Costituzionale non ha mai detto che il numero dei taxi sia troppo basso, come dice Giuricin, ed in ogni caso quale titolo avrebbe per dirlo, se non citando analisi econometriche che non cita?
Secondo il prof. Esposito, costituzionalista, che ribadisce che il suo ribattere più volte su "un mercato in sofferenza" non sia una questione ideologica, non avrebbe ragione di essere l'attuale mercato delle licenze. Eppure è così in tantissime nazioni d'Europa e d'oltre oceano. Ma la cosa più grave per un costituzionalista, è che la vera ragione d'essere dell'attuale assetto sia la Costituzione stessa. Come ci ricorda infatti chi ricoprì il ruolo di vicepresidente della Corte Costituzionale, Paolo Maddalena, l'attuale assetto del trasporto pubblico non di linea deriva direttamente da fonte costituzionale, ossia dall’art. 43 Cost.
@claudiogiudici@Azione_it@AntoninoIaria5@M5S_Camera@Elmac71@deidda@caroppo_andrea@andcasu@GiorgioFede@DomenicoFurgiu1@enzo_amich@BakkaliOuidad@Ant_Barbagallo@aleCattaneo79@MariaFrijia@ValentinaGhio2@RiccardoAugust3@RMorassut@MaxiPanizzut@mruspandini@GaetanaRusso81@tirellifranco@TraversiRoberto@mrcgst@PaoloMaddalenaA
📊Presentati oggi dalla sala stampa di @Montecitorio il 2° Rapporto annuale "I taxi in Europa" ed il 7° Rapporto "I taxi in Italia" con due focus su #under35 e #guidaautonoma.
In breve:
🔥 I dati di maggior impatto:
🚕 #Taxi italiani TOP in Europa. L'85,1% degli utenti italiani è soddisfatto del servizio, contro l'82,8% europeo. Comfort +8,5 punti, sicurezza +8,9, rapidità +14,4 rispetto alla media UE. Il taxi italiano non è solo un mezzo: è un'eccellenza.
💬 Gli italiani usano le app per taxi meno che in Europa (solo il 25,6%, contro il 55% europeo), ma usano molto di più il telefono (69%).
Antiquati dunque? No! Il 75% degli italiani, infatti, considera il proprio taxi cittadino MIGLIORE di quello straniero. E i dati gli danno ragione. Qualità, sicurezza, rapidità: il radiotaxi italiano funziona, così come le stesse 📲app @taximove@AppTaxi_IT e molte altre create dai tassisti italiani, che hanno indici di soddisfazione altissimi sugli store.
⚡ Il 72% degli italiani dice NO all'espansione delle multinazionali straniere nel trasporto urbano. Non è chiusura: è difesa di un servizio che funziona davvero. Comfort 92,6% · Sicurezza 86,8% · Soddisfazione generale 85,1%. I numeri parlano chiaro.
🌍 La notizia più bella del 7° Rapporto Taxi in Italia? Il Sud recupera terreno: comfort +15 punti, sicurezza +7, tempi d'attesa +7,4 rispetto al 2024. Il servizio taxi migliora dove ce n'era più bisogno. Ancora gap da colmare, ma la direzione è quella giusta. ✅
Gli interi rapporti consultabili qui:
🇪🇺 https://t.co/J7WWn8Xj0J
🇮🇹 https://t.co/XIPi4vtvQZ
🎙️L'intera conferenza stampa qui: https://t.co/5WGuP6X5IP
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Solidarietà e vicinanza ai nostri Poliziotti per i fatti drammatici che si sono registrati a Torino nell’ultim’ora. Un abbraccio forte all’Agente e ai suoi familiari dai tassisti italiani. Grazie per il lavoro che fate ogni giorno per il Paese. @poliziadistato
Pericolose per utenza proposte Pastorella (Azione) su Trasporto pubblico non di linea
Roma, 22.01.26.
Durante la discussione che si è aperta sulle proposte di legge “Caroppo” e “Iaria” in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, l’on. Giulia Pastorella di Azione ha aperto al modello “Uber Pop” per i piccolissimi comuni, già dichiarato illegale in Italia e più in generale nella stragrande maggioranza degli Stati dell’Europa continentale. Alcuni parlamentari non hanno evidentemente chiari i fondamenti del trasporto pubblico non di linea. Tra questi vi è il fattore sicurezza. Secondo l’on. Pastorella il trasporto del “sig. Mario con la sua Cinquecento del 1960 che si offre di portare la signora Geppina” è illegale e pericoloso, ma “se il sig. Mario fosse presente sulla piattaforma Uber … potrebbe traquillamente fare la sua vita di agricoltore e aiutare la signora Geppina in maniera tracciabile”. Da qui, secondo l’onorevole “anche le cattive piattaforme possono dare quella flessibilità” utile al sistema.
A nostro giudizio valutazioni di questo genere sono molto pericolose alla luce di ciò che riporta il dibattito internazionale in corso. Non si capisce che un’auto se fa trasporto pubblico senza i necessari controlli a monte, nonchè senza la professionalità intrinseca al mestiere ed all’attività d’impresa, può trasformarsi in un luogo di assoluto pericolo, da cui non è facile scappare. Infatti, primariamente, non può essere una piattaforma privata a dare il crisma della legalità e sicurezza a ciò che invece, sempre un privato, seppur semplice cittadino, potrebbe fare in assoluta autonomia. Ed è la drammatica esperienza internazionale a dircelo. Il business model di queste piattaforme si fonda sulla semplice interconnessione tra il cellulare dell’autista e del cliente. L’unico elemento di garanzia a monte per il cliente sono le famose “stelline” reputazionali. Il dibattito internazionale denuncia casi in cui sfruttandosi delle buone “stelline”, un cellulare passa dalla mano di un’autista a quelle di un altro, finendo poi nelle mani sbagliate. Per il periodo 2017-18 Uber ha dovuto dichiarare nei soli USA oltre 6000 casi di aggressione sessuale sulle clienti. Si tratta di una cifra mostruosa di circa dieci casi al giorno. Ad oggi, secondo quanto riporta la stampa internazionale, siamo a 400.000 casi denunciati dai clienti, e proprio la settimana scorsa si è aperto a Phoenix il primo giudizio di 3000 casi denunciati. Alcuni gruppi di pressione hanno lanciato la campagna “Every 8 minutes”, di cui ha anche parlato il New York Times (https://t.co/SH8XlAXjdq). Tante sarebbero le violenze che si registrerebbero a bordo di queste auto. Le molteplici sospensioni subite dalla multinazionale a Londra per ragioni di sicurezza, lo scandalo “Greyball” citato dall’inchiesta internazionale “Uber files” relativo ad un software interno alla piattaforma per evitare i controlli delle autorità, così come le sanzioni subite da Uber anche in Italia e Olanda per uso improprio di dati soggetti a privacy, sono altre gravi criticità di questi business model.
Tutto questo è lì a dirci che ci vorrebbe molta prudenza da parte dei rappresentanti dei cittadini a perorare modelli che, quanto meno dal punto della responsabilità sociale d’impresa, sono fortemente criticabili.
Claudio Giudici
Presidente nazionale Uritaxi
@PastorellaGiu@Azione_it@AntoninoIaria5@M5S_Camera@Elmac71@deidda@caroppo_andrea@andcasu@GiorgioFede@DomenicoFurgiu1@enzo_amich@BakkaliOuidad@Ant_Barbagallo@aleCattaneo79@MariaFrijia@ValentinaGhio2@RiccardoAugust3@RMorassut@MaxiPanizzut@mruspandini@GaetanaRusso81@tirellifranco@TraversiRoberto
Uritaxi: "Esterrefatti dalle dichiarazioni di alcuni politici sullo sciopero dei taxi"
Roma, 14 gennaio 2026 - "Siamo esterrefatti per le posizioni espresse da alcuni esponenti politici e commentatori – da Pastorella di Azione a Paita di Italia Viva, da Hallissey di Più Europa a Benigni e al sottosegretario Ferrante di Forza Italia, fino al presidente della Regione Calabria Occhiuto, senza dimenticare voci non politiche come Dona dell’Unione Nazionale Consumatori o Romano di Muoversi – intervenuti nel dibattito durante lo sciopero dei tassisti italiani. Tutti questi esponenti, in coro, sono usciti attaccando i tassisti italiani all’insegna dell’ “apriamo a Uber”, nelle ore in cui sì, i tassisti hanno scioperato, ma anche si è aperto a Phoenix il primo processo contro Uber per uno dei 3mila casi di aggressione sessuale subita da clienti della multinazionale", afferma Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi. "Prima di tutto sfugge che Uber operi già in Italia e certe notizie semmai dovrebbero spingere gli esponenti citati sopra a chiudere a questa ed altre multinazionali, invece che aprire, come sostengono, alla concorrenza e trasparenza a favore della cittadinanza. In Italia i taxi hanno un indice di gradimento dell’86% sulla sicurezza, ossia ai massimi europei, contro una media europea del 78% (dati Lab21). Questi esponenti invece vorrebbero diffondere una realtà come Uber interessata oggi dalla campagna “Every 8 minutes” che cioè denuncerebbe un atto di violenza sessuale ogni otto minuti sulle auto della multinazionale".
"Questi esponenti politici e commentatori - prosegue Giudici - parlano poi di trasparenza: in Italia Uber è già stata multata per 4 milioni di euro dal Garante per violazione dei dati sulla privacy. Il Cictar, sempre a proposito di trasparenza, ha ricostruito che la multinazionale si avvarrebbe di cinquanta società di comodo di diritto olandese, società offshore tra Amsterdam e Bermuda, definendola la Champions League dell’elusione fiscale. Note sono le proteste in tutto il mondo per il sistema di tariffazione ad asta algoritmica che nessun utente e lavoratore capisce, e che porta anche a decuplicare la tariffa praticata dalla multinazionale rispetto ad un taxi. Sempre a proposito di trasparenza l’inchiesta Uber files ci ha spiegato del software 'Greyball' per eludere i controlli delle autorità e in Italia la multinazionale è già stata collegata a 'caporalato digitale' e licenziamento arbitrario di 4mila rider. E questo solo per citare alcuni casi riportati dalla stampa nazionale e straniera".
"La domanda - conclude il presidente nazionale Uritaxi - dunque resta: c'è un problema di non conoscenza o di basso livello etico da parte di questi esponenti? Se si tratta di semplice ignoranza, ora che li abbiamo informati, dovrebbero farsi carico di non diffondere certi modelli di business che, attraverso la truffa socio-economica dell’altisonante concetto di disruptive economy, violano semplicemente norme nazionali sul trasporto persone, concorrenza e tanto altro".
@PastorellaGiu@raffaellapaita@consumatori@Azione_it@ItaliaViva@stefanobenigni@Piu_Europa@robertoocchiuto@Antonio_Tajani@gasparripdl@forza_italia@matteosalvinimi@GiorgiaMeloni@LegaSalvini@FratellidItalia@Donzelli@FidanzaCarlo
#taxi #sciopero #scioperotaxi #uber #every8minutes
Molti si lamentano della classe dirigente di questo Paese. Per averne una migliore, la principale ricetta è lo studio e la conoscenza delle cose di cui si parla. Qui proviamo a dare qualche info utile a quelli di @fi_giovani su quello che è il servizio taxi costruito dai tassisti italiani, e che sta dietro una semplice corsa taxi. Cose che noi capiamo per i balneari - che non sono un semplice letto e ombrellone - per un ristoratore - che non è un semplice piatto di pasta - per un farmacista - che non è una semplice aspirina venduta al banco - ecc. ecc.
@gasparripdl@ScriviStella@Antonio_Tajani@RobBagnasco
Chiediamo ad @AndreaGiuricin se lo studio verrà reso pubblico, di modo da consentire agli addetti ai lavori di analizzarlo, oppure, come avvenuto anche con un recente sondaggio della stessa associazione rappresentata da Giuricin, non se ne potrà aver visione? Fra l'altro, stesso modus operandi di una nota multinazionale americana, che non ha reso pubblica una brutta indagine demoscopica sul settore taxi, ma incredibilmente ripresa da alcuna parte della stampa sulla scorta di un semplice comunicato stampa della committente🤦♀️...
Intanto, qui una raccolta di tutte le indagini demoscopiche sul settore, che committenti e società di indagine abbiano avuto l'onestà intellettuale di pubblicare con tanto di tabelle metodologiche (vi è anche l'ultima di @ACoS_Roma che certifica un gradimento dell'81% sui taxi romani... strano un gradimento così alto per roba raccontata da certa propaganda come "introvabile"): https://t.co/buzps8QSmu
@FlaviaLandolfi@vit_nut@matteosalvinimi@AntonioIannone@edorixi
Dopo la sentenza 163/2025, chiediamo alla @CorteCost:
presupposto che, come essa sostiene, la "finalità antielusiva" della legge 21/92 sul tpl non di linea "è già adeguatamente presidiata dal citato art. 11, comma 4, della legge quadro n. 21 del 1992, là dove prevede l’obbligo per l’esercente del servizio NCC di ricevere le richieste di servizio presso la rimessa o la sede, anche mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici, nonché quello di compilare e tenere il foglio di servizio elettronico e di esibirlo in caso di controlli", tuttavia non avrebbe l'obbligo, secondo la Corte, del rientro in rimessa dopo l'espletamento dei servizi legittimamente acquisiti dalla rimessa ex art. 11, comma 4, L. 21/92, per cui esista "contiguità territoriale e temporale" come precisato dal Consiglio di Stato, e non possa il NCC legittimamente sostare su suolo pubblico, ma "esclusivamente all'interno della rimessa" ex art. 11, comma 3, L. 21/92, ma non possa il NCC essere "costretto a circolare a 'vuoto'" (così nella stessa sentenza 163/2025)
dunque, l'acquisizione del servizio per il NCC:
se non obbligatoriamente in rimessa (nonostante la chiara previsione dell'art. 11, comma 4), se non possibile al NCC lo stazionamento in strada ma solo in rimessa (art. 11, comma 3), se non sia possibile - giustamente - costringere il NCC "a circolare a vuoto" (per la stessa Consulta),
dove il servizio di NCC può essere legittimamente acquisito?
Non pare alla Consulta che pur di aprire ideologicamente ad una concorrenza tra soggetti (taxi e n.c.c.) sottoposti a regole differenti (già intrinsecamente ingiusta), opti semplicemente a "legalizzare" una concorrenza sleale tra vettori differenti, consentendo anche al NCC di fare servizio di piazza, ed aprendo, giuridicamente, ad un'aporia insanabile?
@CdSinforma@claudiogiudici
Pieno di retroscena il servizio sull'#abusivismo nel settore taxi di #mimandaraitre@FedericoRuffo. E grazie per lo spazio offerto alla tassista Saisa, aggredita a Firenze qualche mese fa da un noto conducente #ncc il cui stile è quello in video (tra l'altro il solito signore con cui ha avuto a che fare Saisa). L'impunità produce ciò e altro...
Non concordiamo con l'equazione, che poggia su un presupposto e numeri scorretti, per cui all'origine dell'abusivismo ci sarebbe la carenza di taxi.
1) I numeri delle tabelle andate in onda sono ancora una volta errati, perchè il numero dei taxi non è rapportato al corretto numero di residenti dell'area che quei taxi sono chiamati a servire. E i taxi sono pochi se gli indici di gradimento seriamente rilevati sono bassi, non se vi è un martellante storytelling del "non ci sono taxi!".
2) Se l'equazione "pochi taxi, dunque abusivismo" fosse vera, allora i vucumpra' che vendono borse griffate esisterebbero perchè non ci sarebbero abbastanza negozi del lusso? Oppure i venditori di frequenze pay tv pirata ci sarebbero perchè chi offre quelle legali non ne offrirebbe abbastanza? La vera ragione dell'abusivismo, in ogni settore, è la mancanza di controlli. Un abusivo nel settore taxi, con decine di taxi al posteggio, si frappone fra questi e l'utenza, andandola a procacciare lungo la "catena di scambio commerciale", p. es., direttamente al binario, all'uscita aeroportuale, oppure con app che facciano fare a chi, come il n.c.c., dovrebbe fare servizio da rimessa ed a clientela specifica e differenziata, invece che offrirsi come un taxi senza le regole che gravano sui taxi. #concorrenzasleale @ugoarrigo@claudiogiudici@sarafunaro@LAZZARAM1
I nostri Auguri e complimenti al Governo @GiorgiaMeloni@matteosalvinimi@Antonio_Tajani per il risultato di longevità raggiunto ieri!
Per il nostro settore, la produzione dei tanto attesi decreti amministrativi della l. 12/19 sono un importante risultato che ci auguriamo raggiungano la loro piena efficacia quanto prima, e vorremmo che l'attività di contrasto ad abusivismo ed esercizio irregolare della professione, anche per il tramite dell'intermediazione delle multinazionali, fosse più forte e percepibile, anche in combinato con le autorità locali e i comuni. @Piantedosim@Viminale
Ma a parte il nostro settore, riteniamo importanti interventi di portata storica come la legge sulla partecipazione dei lavoratori all'organizzazione aziendale (ex art. 46 Cost.) - di cui il settore taxi, grazie alle cooperative e consorzi radiotaxi e app (art. 45 Cost.) è manifestazione diretta e quotidiana - che non aveva mai trovato attuazione dal '48.
Altrettanto, gli interventi che vanno a colpire fenomeni di "micro-criminalità" e non, che toccano il quotidiano dei cittadini e che, se non colpiti, fanno perdere fiducia nello Stato e nel rispetto della Legge. Ci riferiamo all'inasprimento delle pene in tema di occupazione abusiva di immobili, accattonaggio minorile (con pene più dure per chi impiega minori nell’accattonaggio), cannabis, reati contro le forze dell’ordine @_Carabinieri_@poliziadistato@GDF, truffe agli anziani, occupazione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, sicurezza nelle stazioni, metropolitane e infrastrutture.
Chi come noi si trova sul territorio tutto il giorno, sia per percezione diretta, che per quella manifestataci dalla clientela, rileva l'importanza di questi interventi, sia a repressione dei malviventi, sia a tutela di chi è chiamato a presidiare e garantire la sicurezza dei cittadini e dello Stato.
@claudiogiudici@galeazzobignami@MolinariRik@Maurizio_Lupi@LucioMalan@gasparripdl@maxromeoMB@msgelmini@FDI_Parlamento@FratellidItalia@forza_italia@GruppoFICamera@GruppoFISenato@LegaSalvini@NoimoderatiParl
Riforma #taxi#ncc@caroppo_andrea
La proposta di d.d.l. per la riforma del trasporto pubblico non di linea è motivata sulla base di “enormi difficoltà che il settore ha avuto dopo la pandemia”.
I rappresentanti ed operatori del trasporto pubblico non di linea non hanno mai negato che dopo la pandemia, con precipuo riferimento all’anno 2023 (primo anno senza restrizioni Covid per l’Italia) vi siano state delle criticità. Queste, come spiegato dal settore, lungi dalla facile aneddotica utile ad acquisire audience mediatica, o da ricostruzioni interessate per motivi economici o politici, sono state chiaramente dovute da uno straordinario flusso turistico che ha visto assommarsi a quelle che sarebbero state le presenze ordinarie per il 2023, quelle posticipate dopo le disdette del 2020, 2021 e 2022, appunto riversatesi in gran mole nel primo anno utile senza allarme e relative restrizioni Covid.
Queste criticità, in modo scientifico sono state però misurate. E così, l’indagine Emg/Adnkronos ha comunque registrato nell’ottobre ’23 (prendendo dunque a riferimento l’esperienza di utilizzo registratasi nell’estate ’23) un gradimento per il servizio taxi in Italia del 71%.
Ben più puntuale l’indagine Uritaxi/Lab21 del febbraio ’24, prendendo a riferimento l’esperienza d’utilizzo nei sei mesi precedenti (prendendo quindi tutta l’alta stagione turistica ’23), che ha riportato i seguenti risultati: il 73,6% degli utenti che aveva usato un taxi all’estero nell’ultimo anno considerava il servizio taxi italiano migliore di quelli esteri (ed il 17,2% lo considerava uguale, con dunque solo il 9,2% degli intervistati che lo considerava peggiore); l’86,1% degli intervistati dichiarava di avere un taxi entro 6 minuti; il gradimento generale sul servizio taxi nelle principali 16 città italiane risultava dell’84,3%.
Dunque, le stesse criticità riconosciute dal settore, si trovano comunque dentro un quadro di buona soddisfazione generale dell’utenza.
E comunque già nel 2024 queste criticità erano ulteriormente scemate, fino ad arrivare a questo 2025 dove, nonostante un evento come il Giubileo, si è registrata una stagionalità estiva turistica men che ordinaria.
Una delle città “tornasole” e più contestate, almeno sui media, per il servizio taxi, è Roma. E qui è la stessa Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale (https://t.co/uoVKu19KJr.s.) a registrare un gradimento per il servizio taxi romano dell’89% nel 2024 e dell’81% nel 2025. Risultati che sono dunque in perfetta linea di tendenza con i dati registrati a livello nazionale.
Il d.d.l. Caroppo prevede che l’assegnazione delle autorizzazioni n.c.c. passi dai comuni alle regioni. Questa prospettiva risulta negativa per più ordini di motivi: 1) allontanamento del centro decisionale di un servizio di natura chiaramente locale, dalle esigenze di una comunità territoriale; 2) favorisce la sparizione del servizio dai territori comunali di minor attrattiva, e conseguente migrazione verso i territori di maggior attrattiva, a tutto danno delle esigenze dei cittadini dei primi; 3) irrazionalità e incongruenza di sistema rispetto ai poteri di controllo del territorio e limitazione degli accessi, che il legislatore dà ai sindaci: quest’ultimi avrebbero tali poteri ma non rispetto ad un numero indefinibile di vettori n.c.c. che potrebbero migrare stabilmente in quel territorio.
Secondo l'on. Caroppo questo passaggio dal Comune alla Regione, renderebbe più celere il rilascio delle autorizzazioni n.c.c. Ci chiediamo perchè, visto che queste dovrebbero comunque passare da un bando pubblico. Anzi, rileviamo che proprio i procedimenti regionali - si pensi a quello per l’iscrizione al ruolo dei conducenti che prevede una domanda alla Regione - sono, evidentemente per carenza di personale, tra i più lenti con sessioni d’esame che si registrano mediamente due volte l’anno (quelle più virtuose arrivano a tre), con dunque, una celerità imbarazzante rispetto a quella che riescono a tenere i comuni.
Ma allora perchè vi è la necessità di queste modifiche?
Rileviamo che, purtroppo, la riforma andrebbe semplicemente incontro ai desiderata di chi oggi viola le leggi di settore. Ci riferiamo a quegli n.c.c. migrati stabilmente, contra legem, dal proprio comune autorizzante verso i comuni più ricchi, e ci riferiamo a quelle multinazionali che hanno già dichiarato, finanche sugli organi di stampa, di usare i vettori n.c.c. secondo una logica di dispacciamento delle corse su base regionale.
E sempre verso assecondare questi desiderata, ad oggi contra legem, è l’eliminazione del vincolo della rimessa per il n.c.c. I firmatari della legge si sono chiesti se ciò non impatti con l’art. 3 Cost.? Tale eliminazione infatti, renderebbe il n.c.c. di fatto un n.c.c. di piazza, ossia un taxi. La differenza sarebbe che non verrebbe gravato dalle regole a tutela dell’utenza che gravano sui taxi, così avendo un trattamento di favore rispetto a questi ultimi ed ingenerando dunque un fenomeno di concorrenza sleale.
Il d.d.l. prevede poi l’eliminazione dell’obbligo di compilazione di un foglio digitale di servizio, considerato una “schedatura”. La motivazione ci pare pretestuosa. Se infatti la registrazione di una serie di dati anagrafici e di partenza e fine servizio su una piattaforma pubblica a solo scopo di controllo della regolarità dei servizi resi, è una “schedatura”, cos’è la registrazione tramite un’app privata di chiamata, dove si indicano dati anagrafici, finanziari, di destinazione, tracciatura e abitudini di chiamata e spostamento, come avviene con le app delle piattaforme di proprietà delle grandi multinazionali?
E’ stato detto che la riforma avvenga nell’interesse dei cittadini. Da quanto detto, ci pare che vada proprio nell’esatta direzione contraria e che sia piuttosto una sorta di sanatoria di comportamenti di vettori e multinazionali che operano, ad oggi, contra legem.
@claudiogiudici@GiorgiaMeloni@gasparripdl@Antonio_Tajani@ScriviStella@RobBagnasco@adolfo_urso@matteosalvinimi@edorixi@tullio_ferrante@Elmac71@SusannaCeccardi@a_barabotti@AntonioIannone@deidda@DeborahBergamin@Donzelli@FidanzaCarlo@FranceTorse