Lyon sahasında skandal saldırı! Maç sonu çıkan olaylardan yeni görüntüler geldi.
Guendouzi’nin sevincini kutladığı anlarda Lyonlu futbolcular saldırıya geçiyor. Bu sırada Fenerbahçeli futbolcular, takım arkadaşları Guendouzi’yi adeta güvenlik görevlisi gibi koruyorlar.
Guendouzi, çıkış tüneline yöneldiği anlarda uçan tekmeli saldırıya maruz kalıyor.
Görüntü kaynağı: MrBati
Milo Infante replica alla querela di Stefania Cappa per ricettazione: "Ringrazio Mediaset per la fiducia e mi assumo le responsabilità che i giudici dovessero attribuirmi. Il reato per i giornalisti è diffamazione, ma chi racconta la verità non diffama."
#VeritàNascoste
Onorevole @aleCattaneo79, ho letto la sua dichiarazione in difesa del senatore e presidente della Lazio Claudio Lotito: mi consenta di dirle che denota una non conoscenza della vicenda laziale. Fu proprio la politica ad avviare l'era Lotito e fu Silvio Berlusconi il regista di quell'operazione per evitare il fallimento della società. Sono passati 22 anni da allora e Lei probabilmente non è a conoscenza di questo periodo: per i tifosi aziali sono stati anni di promesse non mantenute, annunci disattesi, bugie, tradimenti, falsità, arroganza, e tanti altri aspetti negativi. La proprietà privata non è in discussione, ci mancherebbe, personalmente ne sono uno strenuo difensore, ma qui il discorso è completamente diverso. Parliamo di rispetto, di sogno, di passione, di emozioni: quando vuole le offro un caffè alla buvette alla Camera e le racconto la lazialità, quella che manca a Formello dal 2004. Sono sicuro poi che anche lei non approva altri comportamenti, più squisitamente politici, ma restando sulla questione Lazio la saluto citando la massima einaudiana che sicuramente ricorderà: conoscere per deliberare. Dopo che avrà studiato la storia laziale si unirà anche lei al grido di libertà che proviene dai tifosi e dal Presidente Rocca.
Lazio, Rocca chiede a Lotito di farsi da parte e Forza Italia attacca il governatore FdI - la Repubblica https://t.co/GPL6lW9Z1q
Tutto è proporzionato a quanto spendo, se vado in osteria e non aprono bene il vino, si dimenticano una posata o sbagliano qualcosa, ma pago 25 euro rido e ci scherzo sopra perché sapevo che qualità prezzo qualcosa non sarebbe potuto andare. Se vado in un ristorante dove ho pagato 100 euro rido con il cazzo e lascio una recensione a 1 stella perché mi aspetto e pretendo la perfezione.
#dazn ha prezzi da top di gamma "deve avere" prestazioni da top di gamma. Deve essere perfetto e non lo è stato, la critica va a Dazn.
È molto semplice il "caso" #vescini.
Onestamente: cosa sarebbe successo se qualcuno avesse fatto un saluto romano davanti a un campo di concentramento?
(aperture di tg, prime pagine, dibattiti in parlamento, puntate intere nei talk, ecc…)
If the world is against the truth, then I am against the world. Lying lips are an abomination to the Lord! I’d rather be cancelled by society than rejected by Christ
Sposare una persona ricca in Cina non significa diventare automaticamente proprietari della metà di ciò che quella persona possedeva prima del matrimonio.
Ed è proprio qui che nasce un dibattito molto più complesso del semplice "50 e 50".
Immaginiamo una persona che, prima di sposarsi, abbia impiegato anni per costruire un'impresa, acquistare immobili e accumulare investimenti.
Quando arriva un eventuale divorzio, il matrimonio non trasforma necessariamente tutto quel patrimonio precedente in qualcosa da dividere a metà.
Nel sistema cinese conta infatti anche la natura dei beni e il momento in cui sono stati acquisiti.
Un immobile posseduto individualmente prima delle nozze, per esempio, non diventa automaticamente per metà proprietà dell'altro coniuge soltanto perché i due si sono sposati.
A prima vista potrebbe sembrare una questione semplice: ciò che avevi prima rimane tuo, ciò che avete costruito insieme viene considerato diversamente.
Ma la vita matrimoniale rende tutto più complicato.
Perché contribuire a una famiglia non significa necessariamente versare denaro su un conto corrente.
Una persona può rinunciare per anni a opportunità professionali per crescere i figli, occuparsi della casa, assistere i familiari o permettere al partner di dedicare più tempo alla propria carriera.
Quel lavoro non produce necessariamente uno stipendio.
Produce però valore.
Ed è per questo che ridurre un divorzio alla domanda "chi ha guadagnato più soldi?" rischia di raccontare soltanto una parte della storia.
La questione diventa allora quella di distinguere ciò che esisteva prima del matrimonio da ciò che è stato costruito durante la vita insieme, considerando anche i contributi economici e familiari dei coniugi.
Chi sostiene una forte protezione del patrimonio prematrimoniale ritiene che sposarsi non dovrebbe diventare un modo automatico per ottenere una parte di una ricchezza costruita interamente dall'altro prima del matrimonio.
Dall'altra parte c'è però una domanda altrettanto importante.
Che cosa accade al coniuge che per dieci o vent'anni ha sacrificato carriera e reddito per occuparsi della famiglia mentre l'altro continuava ad aumentare il proprio patrimonio?
È qui che la discussione diventa davvero interessante.
Il matrimonio non cancella automaticamente la storia economica precedente di due persone.
Ma non tutti i contributi alla vita comune possono essere misurati osservando soltanto chi ha firmato gli assegni o a chi è intestato un conto.
Quando un matrimonio finisce, infatti, non rimangono soltanto case, investimenti e numeri da dividere.
Rimangono anni di lavoro, cura, rinunce e opportunità sacrificate.
E forse la domanda più difficile non è stabilire se tutto debba essere diviso esattamente a metà.
È decidere quanto vale ciò che una persona ha dato alla famiglia quando quel contributo non è mai comparso in busta paga.
Tu cosa considereresti più giusto: proteggere integralmente ciò che una persona possedeva prima delle nozze oppure riconoscere una parte maggiore all'altro coniuge quando ha sacrificato la propria carriera per la famiglia?
Crdt <Fuori Controllo>