Cari bambini e bambine, se volete cominciare a capire qualcosina sul sesso, rassegnatevi: il ministro della Scuola non vuole che con voi manco se ne parli. E quindi tornate pure sui vostri smartphone, che all’educazione sessuo-affettiva ci pensa YouPorn
#Valditara
Putin: es wird keinen Frieden geben.
Medwedew: es wird keinen Frieden geben.
Russ. Propagandisten: wir werden euch alle zerstören.
Europäische Rechte und Linke: "Der böse Westen ist Kriegstreiber und will nicht verhandeln". Habt ihr was an den Ohren oder was?
“Costruiamo ignoranza intorno alle persone transgender in modo che possano essere bullizzate, isolate, aggradite. Tutto per quattro voti in più che si prenderà Vannacci al posto nostro”
Ci siamo convinti che la libertà individuale sia un pilastro etico, libertà che per il 99% delle persone se riduce a parcheggià sul posto degli handicappati o inculare un gadget a un bambino, distrugge un rifugio in quota o buttà le cicche in spiaggia. Pensa mpò… che finaccia.
Stamattina il podcast di @LucaBizzarri è stato davvero un pugno nello stomaco.
Una frase mi ha colpito in particolare: "Per occuparsi della morte bisogna avere coraggio".
È proprio così.
Cerchiamo in ogni modo di non pensarci, di ignorarla, di nasconderla, di rimandarla il più possibile. Eppure la morte continua a definire il nostro essere umani.
Il significato che le attribuiamo, la paura che proviamo nei suoi confronti, il modo in cui ci rapportiamo definisce la nostra esistenza.
In fondo, tutte le religioni nascono proprio da qui: dal timore della morte e dal tentativo di dare un senso all’ignoto che ci attende oltre la soglia.
Ma proprio per questo dovremmo imparare ad affrontarla con maturità e razionalità, rispettandone la dignità.
Guardandola dritta in faccia, senza scappatoie.
Continuare a rimandare una legge sul fine vita non è soltanto incivile, è soprattutto ingiusto nei confronti dei malati, di coloro che con la morte si confrontano ogni giorno nella maniera più ravvicinata e spietatamente sincera, e dolorosa.
Lo Stato, come spesso accade, fa il debole con i forti e il forte con i deboli: e chi è più debole e indifeso di qualcuno che non può muoversi, parlare o respirare autonomamente, che convive quotidianamente con la sofferenza?
Eppure, nonostante tutto, queste persone hanno più coraggio di tutte quelle che siedono al parlamento. Combattono per vedere riconosciuto il diritto a una morte dignitosa, senza essere costretti ad affrontarla in solitudine, in un Paese straniero, spendendo somme enormi.
Vorrebbero poter morire a casa propria, circondati dall’affetto dei loro cari.
È lo Stato che dovrebbe trovare il coraggio di affrontare questo tema. Perché fingere che il problema non esista, nascondersi dietro rinvii e silenzi, non farà sparire la morte né la sofferenza.
Vi fa soltanto apparire ridicoli, come bambini che si nascondono dietro una tenda sperando di diventare invisibili.
#finevita #morirecondignita
A conferma che il primo Forum Tragieconomico al mondo #PMEF26 non è una cosa seria, l'inviato di Izvestja si è presentato completamente ubriaco.
Completamente.