@bfreimueller@win2dayICE Dafür M Nikolic gestern wieder mit einer Diving-Strafe, die nur er allein immer wieder ausspricht. Gegen den HCP in dieser Saison vier Mal 2 Minuten wegen Diving, alle vier Mal von Nikolic gegen Bardreau …
@bfreimueller@win2dayICE Wie hoch ist die Wahrscheinlichkeit, dass die einheimischen Spieler auch in den anderen ICE-Nationen als Einheimische gelten werden? Könnte dies bereits für 2026/27 konkret werden?
@ChristophH64054@bfreimueller@win2dayICE Bruneck ist daran nicht interessiert, bekommt das Stadion auch gegen Salzburg voll. Bozen natürlich schon, weil es die 7.000 im Viertelfinale nur gegen Pustertal füllen kann.
per comprendere l'importanza e la potenza di questo tiro da quattro punti occorre pensare che non solo ci ha fatto vincere, non solo ha sconfitto gli usa ma ha anche annullato l'effetto del tifo di quella persona presente sugli spalti
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@bfreimueller@Kalti64 Saß in Bozen auch immer wieder auf der Tribüne und hat dadurch schon seinen Platz im WM-Kader 25 verloren. Hat zu viele falsche Entscheidungen getroffen in den letzten 2 Jahren …
@fabianjade07@bfreimueller@hcpustertal Ah, ja, das stimmt! Wobei das bei Ticar schon ein paar Järchen her ist ;-)
Aber mit Blum, Lauridsen, Lipon und vielleicht Almquist haben wir dieses Jahr einige ältere Imports direkt aus der DEL geholt. Ist immer spannend, wie gut sie noch performen.
@fabianjade07@bfreimueller@hcpustertal Na ja, Sammelbecken nicht grad. Stanton war leider ein kompletter Flop. Sill war ok (vom Kämpferischen), aber wurde dann auch nicht verlängert.
L’Arena esplode. Sinner e Alcaraz entrano tenendo per mano i minuscoli bambini di Candiolo. Per tutta la settimana li abbiamo visti sgambettare nascosti da kit troppo grandi, ma con l’aria fiera dei rimorchiatori quando trainano le grandi navi dentro al porto.
Durante il warm up i cori fanno tremare le
pareti. È il settimo scontro della stagione. Alcuni rifiutiamo di ricordarli, come i nomi dei Re di Roma. Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Mammolo Pisolo Eolo. Non fa niente. Speriamo solo che questa volta non sia Brontolo.
Si comincia. Carlos fa Carlos, Jannik fa Jannik e il primo set finisce al tie. A questo punto sono passati 84 anni dall’inizio della partita, o almeno così percepiamo noi. Nel secondo set Sinner si fa brekkare subito. A freddo. A tradimento. Come la ceretta sui baffi.
Il fantasma delle finali passate compare di fronte a noi. Ci dice ciao, ecco la stats di Carlos al terzo set, Buon Natale a voi e famiglia. A quel punto cerchiamo di ingoiare una palla da tennis.
Sinner però non cede. Gli appare il fantasma del numero uno futuro. Dritto, rovescio, botta di culo, lob, lungolinea e dropshot. Non in quest’ordine ma non è importante: in quel momento capiamo che non avrebbe perso mai.
Ci ho pensato a lungo. Ciò che intimidisce di Carlos, è che nel suo dna non esiste la paura degli adulti. La malinconia da letteratura russa. I monumentali silenzi di quella americana, fatta di campi di granturco e autogrill di provincia.
Gli capitano attimi di confusione, ma sono quasi infantili. Guarda il box cercando risposte, a volte non le trova, poi si distrae e sorride di nuovo. In un attimo torna a lanciare supernove. Sono davvero poche le crepe in cui l’avversario può far passare il dubbio o la sfiducia.
È il tipo di leggerezza di chi è cosciente del proprio talento, ma inconsapevole della propria grandezza. Il talento guarda sempre al futuro. Il peso della grandezza, invece, va protetto e affrontato tutti i giorni, nel presente. Carlos non teme di perdere ciò che non sa di avere, gioca divertendosi con l’avversario e con sè stesso. Per questo sembra inscalfibile. Non che sia effettivamente vero, ma sembrarlo è sufficiente a far tremare i polsi di chiunque.
Ieri ha perso contro il Re dei campi indoor, l’unico ad avere su Waze la mappa aggiornata delle sue crepe.
Sinner spesso viene descritto come il pacato bravo ragazzo. Lo è di certo, ma non sono d’accordo con la visione romantica del buon montanaro. Sinner è spietato come solo i fuoriclasse possono esserlo. Vuole vendicare le occasioni mancate come Arya Stark i nemici di Grande Inverno, come Achille la morte di Patroclo. Perché è così che funziona la guerra. Il tennis. La grandezza. Quella grandezza che Jannik guarda in faccia e sfida a scacchi tutti i giorni. Consapevole che anche i semidei hanno punti deboli, ed è ciò che rende eterna una storia.
Carlos abbassa la testa. L’applauso del pubblico lo distrae, sorride di nuovo.
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