@FabRavezzani È una vergogna per @RaiSport e la #rai tutta.
Speriamo di non dovercelo sorbire nella finale.
Dovrebbe limitarsi a urlare sui social, così chi ha piacere lo guarda e ascolta.
@ClaudioBorghi@GinoPorretta Cazzo finalmente uno che non parte per la tangenziale come Tajani e Crosetto e aspetta l'audio originale (che magari non c'è) prima di commentare.
Sembra una storia di gossip delle scuole medie... Ma si può creare una crisi diplomatica partendo dalle sbobinature di @La7tv ?
Ho chiesto a @GeminiApp di commentare la supercazzola del post di @matteorenzi. Ecco cosa ha risposto. 👇
Sì tratta di un equilibrismo politico da manuale, dove si dice tutto e il contrario di tutto nello spazio di pochi paragrafi.
Guardando il testo, l'obiettivo di Matteo Renzi non è fare filosofia, ma compiere una precisa operazione di posizionamento politico (ed elettorale). Possiamo tradurre e interpretare il suo post in tre punti chiave:
1. La presa di distanza ("Non siamo come loro")
Renzi mette subito le mani avanti per rassicurare il suo elettorato moderato e centrista. Dice chiaramente che con il blocco Schlein-Bonelli-Conte-Fratoianni (la "sinistra-sinistra") non c'entra nulla. Ne sottolinea l'insufficienza numerica e politica ("insufficiente a vincere e insufficiente a governare") e marca la distanza su temi storici per lui divisivi: garantismo, crescita, energia ed Europa.
La traduzione pratica: “Ci tengo a farvi sapere che io con questi comunisti e grillini non ho niente a che spartire dal punto di vista ideale."
2. La girandola pragmatica ("Però dobbiamo allearci")
Qui scatta il nucleo della "supercazzola". Subito dopo aver demolito l'identità di quel gruppo, Renzi inserisce il "ma". Davanti al governo "Meloni-Salvini-Vannacci" (brandizzato appositamente per spaventare l'elettorato progressista citando il generale Vannacci), dichiara che un'alleanza è necessaria. Inventa la formula dell'**"alleanza programmatica sui contenuti"**.
La traduzione pratica: "Anche se non ci piacciamo, senza di me non vincerete mai. Quindi dobbiamo metterci d'accordo, o almeno far finta di farlo sui singoli temi, per non far stravincere la destra."
3. Lo scaricabarile preventivo ("Se si perde, è colpa vostra")
La chiusura del post è pura strategia renziana. Lancia un appello all'unità del centrosinistra in vista delle future elezioni (citando il 2027), ma lo fa posizionandosi come quello generoso che ci prova "fino alla fine". Aggiunge che se qualcuno vorrà rompere questa coalizione, "si assumerà la responsabilità di spiegarlo agli elettori".
La traduzione pratica: "Io la mano l'ho tesa. Se Schlein o Conte mi dicono di no e mettono un veto su di me, la colpa del ritorno della destra al governo sarà solo ed esclusivamente loro, non mia."
In sintesi
Non è una supercazzola senza senso, è un posizionamento tattico. Renzi si trova nella classica terra di mezzo: da solo rischia l'irrilevanza elettorale, ma per entrare nel "campo largo" deve giustificare la sua presenza a un elettorato che lo accusa spesso di fare sponde con la destra.
Con questo post fa sapere ai suoi che resterà un "riformista" autonomo, e al resto del centrosinistra che se vogliono vincere devono per forza fare i conti con lui, pena il fallimento della coalizione.