questi han creato il chatbot più divertente con tempi comici pazzeschi non volendolo e pensando di rilasciare una demo seria: primo paese al mondo con gli altri che non stanno manco in top 10
Initile chiedere a Emma “cos’è..”, di fare calcoli o domande a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo. Ah, Grazie per le 50.000 chat.
Tra tutti gli investimenti fatti rinnovando casa, il migliore è stato la pompa di calore geotermica: cinque anni senza problemi, costi di manutenzione ridicoli, comfort costante in ogni stagione. Anche in questi giorni di canicola, in casa si sta benissimo.
Ma è un investimento importante, non alla portata di tutti. E questo è il punto: con il clima che cambia, poter vivere in una casa fresca d’estate e calda d’inverno diventerà una nuova linea di frattura sociale. Una fonte crescente di disuguaglianza, con inevitabili conseguenze politiche e nuovi populismi (e da egoista stirneriano so che questo non è bene).
La risposta, però, non può essere semplicemente un’altra stagione di bonus distribuiti a pioggia, o aita aita alla Parini; serve piuttosto pragmatismo: prendere atto che il contesto è cambiato e che le lancette non si portano più indietro.
Lo Stato dovrebbe cominciare dagli edifici di propria competenza: scuole, ospedali, uffici pubblici, case popolari. Rendere vivibili questi spazi non è un lusso verde da ZTL, ma una politica sociale, sanitaria ed educativa. E sarebbe anche un uso sensato delle tasse. Una scuola che diventa invivibile già in tarda primavera non è solo un problema energetico, ma sociale.
Ai privati, invece, andrebbe concessa più flessibilità: meno vincoli inutili, procedure più semplici, regole condominiali meno paralizzanti, maggiore apertura a soluzioni diverse, senza imporre dall’alto una tecnologia unica o una traiettoria obbligata, perché poi si rischia di fare la fine delle auto in UE. E se si vogliono dare incentivi, perché qualcuno è inevitabile, che siano fortemente inversamente proporzionali al valore di mercato delle abitazioni e al reddito dei richiedenti, e mai superiori al 30-40%.
Non si tratta di promettere comfort climatico per decreto, sarebbe velleitario; si tratta di governare una trasformazione già in corso, evitando che l’adattamento al caldo e al freddo estremi diventi l’ennesimo privilegio per chi può permetterselo.
E poi balena in testa la solita imprecazione 🤬: se avessimo usato meglio certe risorse, invece di bruciarle in modo indiscriminato, tra seconde case e facciate bene rifatte al botox, oggi potremmo avere scuole più fresche, case popolari più efficienti e città un po’ meno ingiuste.
Per fortuna non sono stato chiamato a fare il commissario d’esame, ma ho un messaggio per quegli studenti che sono riusciti a copiare grazie a un secondo cellulare nascosto (perché lo so, che ce ne sono, e non voglio sbilanciarmi su un’ipotetica quantità): ragazzi, fate schifo!
@morracrazia il curriculum: pensione a 56 anni, note spese fasulle in Russia, libro con frasi fatte venduto a 200mila ritardati, vitalizio da parlamentare europeo a fine mandato e partito fondato con finanziamenti russi 🥰😍