Giornalista (Corriere delle Alpi e web), ho insegnato Sociologia dei Media all'UniPd, sono consulente per la comunicazione e formazione con la mia società Arco.
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
Ecco il video comunicato sindacale che la Rai non ha voluto mandare in onda:
Avevamo chiesto di trasmetterlo per porre l'attenzione sullo smantellamento di RaiTre.
Vi chiediamo di condividere il video per raggiungere più persone possibili perché RaiTre non muoia.
#VivaRai3
Ginocchiere
Davanti a un’immagine ambigua, l’interpretazione racconta più di chi interpreta che dell’immagine stessa. Vale per le macchie di inchiostro. Vale anche per le metafore pronunciate in un’aula parlamentare.
L’immagine, in questo caso, è quella delle ginocchiere, della premier inginocchiata davanti a Trump e Netanyahu. Un’immagine che il linguaggio politico conosce da secoli: il vassallo genuflesso davanti al signore, il servo prono davanti al padrone. Chi parla di rapporti di forza tra Stati pensa a questo, naturalmente, senza nemmeno doverci riflettere.
La presidente del Consiglio ha pensato ad altro. Ha risposto di essere arrivata dove è arrivata senza ginocchiere, senza favoritismi, senza scorciatoie. Ha letto cioè nell’immagine un’allusione sessuale, il vecchio stereotipo della donna che fa carriera in ginocchio. Subito dopo il suo partito ha letto la stessa cosa, all’unisono, senza un attimo di esitazione.
Vale la pena fermarsi qui. Tra due significati disponibili, quello politico e quello sessuale, un intero gruppo ha scelto all’istante il secondo. Una scelta del genere non nasce dal nulla. Si sceglie ciò che la mente tiene a portata di mano, ciò che è stato ripetuto, allenato, assorbito per anni. Se l’accostamento tra una donna e le ginocchia produce automaticamente un pensiero sessuale, vuol dire che quel pensiero era già lì, pronto, dominante. È l’idea mai detta ma sempre operante che il successo di una donna richieda una spiegazione legata al corpo.
C’è poi un secondo movimento, più sottile. Spostare il discorso dall’accusa politica, la subordinazione ai potenti, all’offesa personale serve a qualcosa di preciso. Permette di non rispondere nel merito, di trasformarsi da imputato in vittima, di stringere il gruppo attorno alla leader ferita. Il dolore esibito rende.
Resta il dato di fondo, il più scomodo. Chi ha pronunciato la frase pensava al vassallaggio. Chi l’ha ricevuta ha pensato al corpo. L’interpretazione, come sempre, è una confessione.
@Tommasocerno Sì io capitale se lo è fatto lei con la politica (vedi la villa da 1,3 milioni di euro). Vai a fare benzina o la spesa al mercato e vedi quanto ti costa la vita, buffone! Servo! Voltagabbana!
@MT_Meli_ Invece di fare questi post pieni di invidia, cerca di fare anche tu qualche inchiesta invece di leccare la Meloni. Sei o non sei una giornalista?
Non ci sono post di Salvini, Meloni & compagnia cantante di condanna della barbara uccisione del bracciante maliano Bakary Sako da parte di una baby gang di italiani a Taranto. Se fosse accaduto il contrario immagino l’indignazione, l’allarme sicurezza… E l’allarme razzismo?
Che brutto segnale il tentativo di bloccare - per via amministrativa - i giovani rappresentanti di lista che hanno diritto a viste nei seggi in cui lavorano. Una vergogna.