Perdonatemi lo sfogo, ma ogni volta che lo vedo mi si avvelena il sangue. È una reazione ormai automatica. Ho un grosso difetto, non conosco perifrasi, metafore, edulcoloranti. per me una faccia da culox è solo una faccia da culox. Vorrei qualcuno che in diretta televisiva abbia il coraggio di porre a questo cafone di paese impomatato, che ancora pontifica, sentenzia, fa la morale e vorrebbe perfino candidarsi alla guida del centrosinistra, una semplice domanda: “Conte tacchia, quale credibilità può avere uno che, pur di restare a Palazzo Chigi, nel giro di una notte è passato dal presiedere un Governo con M5S e Lega a uno con M5S e PD? Ma non si vergogna?” Questo signore è riuscito a lasciare in eredità una montagna di debiti pubblici che peserà per anni sugli italiani, ma continua a dispensare lezioni come se nulla fosse. Ma la cosa davvero stupefacente non è lui. È che esista ancora qualcuno disposto a prenderlo sul serio. Io, che allergico a qualsiasi totalitarismo, in una dittatura finirei tra i primi in galera, ogni tanto ne fantastico una con un limite temporale di sei mesi: giusto il tempo di impedire a questo qua-qua-ra-qua e ai coglions che lo seguono di continuare a girare a piede libero prima di essere rieducati in un campo di lavoro sul modello cinese. Poi si tornerebbe serenamente alla democrazia. Qualcuno potrà obiettare che i voltagabbana non li ha inventati Conte. Vero. Ma nessuno, nella stessa legislatura, era mai riuscito a passare da Presidente del Consiglio di un Governo di centrodestra ad uno di centrosinistra come se nulla fosse. Anche per il trasformismo esistono facce di culox da fuoriclasse.
Sophie Cunningham ha creato sensazione, dopo che l'arbitro fischiava i falli solo alla sua collega bianca Caitlin Clark e non i falli più pesanti delle afroamericane
Ovviamente, anche se ne hanno parlato tutti i social e i media, nessuno ha osato dire che Caitlin Clark e Sophie Cunningham sono bianche e l'arbitro le penalizzava a favore delle afroamericane.
---------------- Sophie Cunningham (delle Indiana Fever) stava indicando ciò che vedeva come un comportamento scorretto o un trattamento ingiusto da parte di un’altra giocatrice (in particolare DeWanna Bonner delle Phoenix Mercury) e un arbitraggio ingiusto contro le giocatrici bianche.
Dopo un’azione che ha coinvolto Caitlin Clark, a quest’ultima è stato fischiato un fallo tecnico. Sophie si è inserita, ha allungato il braccio e ha puntato il dito direttamente verso Bonner (e il gruppo delle Mercury), mantenendo lo sguardo fisso e in http://silenzio.
Si è creato uno stare-down (scontro di sguardi) di circa 22 secondi solo con il dito puntato. Bonner ha reagito in modo forte («Non puntarmi il dito!»). Gli arbitri e lo staff sono dovuti intervenire. Sophie non ha detto una parola: ha solo continuato a puntare il dito. Perché lo ha fatto?Sophie stessa lo ha spiegato nel suo podcast (Show Me Something):«Stavo solo indicando, e Bonner mi ha detto “Non puntarmi il dito!”. E io non ho detto niente. […] La stava facendo impazzire e non ce l’ho fatta a fermarmi.»
Aveva iniziato a indicare per attirare l’attenzione degli arbitri e far notare l’incoerenza (Clark aveva preso il tecnico, ma l’altra giocatrice non era stata punita allo stesso modo). Era un modo non verbale per difendere la compagna e segnalare un comportamento scorretto o un arbitraggio ingiusto. Il tweet che hai linkato riassume perfettamente la reazione: un semplice dito puntato in silenzio ha fatto “impazzire” quasi tutta la lega e diventato uno dei meme più virali del 2026 nella WNBA.
Ha 29 anni. Un modello per le giovani donne di tutto il mondo. Una giocatrice professionista di basket & l'incubo peggiore della sinistra! Dio ti benedica, signorina Sophie Cunningham!
#Omnibusla7
SOPHIE CUNNINGHAM, LA GIOCATRICE CHE HA SCELTO DI REAGIRE ALLA VIOLENZA DELLE NERE IN CAMPO
Stanca di subire violenze da parte delle giocatrici nere e di vedere la sua compagna di squadra bersaglio di falli duri e botte, Sophie Cunningham, giocatrice delle Indiana Fever, ha deciso di intervenire in difesa dell’amica durante una partita.
Sophie ha reagito e, quando l’avversaria nera le ha ordinato di non indicarla con il dito, lei le ha puntato il dito per venti secondi, per fare capire a lei e a chiunque che certi comportamenti violenti da parte dei neri sui bianchi non saranno più tollerati. Queste immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo. Tanto che quel gesto è diventato il simbolo di una reazione contro una cultura che ha legittimato la violenza se proviene dai neri ed è diretta contro i bianchi.
Sophie, originaria del Missouri, è nota per il suo carattere combattivo. Nel corso della carriera non ha mai nascosto il proprio temperamento, è stata sanzionata in alcune occasioni per proteste nei confronti degli arbitri ed è finita anche al centro di vicende extracestistiche, che lei ha contestato anche nelle sedi legali. Per molti commentatori conservatori è diventata un simbolo culturale, tanto da essere soprannominata “Barbie Maga”, mentre lei ha preferito definirsi una persona “di centro”.
Che la si ami o la si critichi, una cosa appare evidente: Sophie Cunningham non si fa mettere i piedi in testa. Brava! 🙏🏻♥️
L'unica persona che si prendeva cura di questa bambina di 5 anni era suo padre,un uomo ucraino che ieri è stato rapito dai nazisti di Zelenskij.
La direttrice dell'asilo per il momento si sta prendendo cura di lei.
Dopo finirà in orfanotrofio
Ecco la tua Ucraina mamma cristiana