🔴 SCHIACCIATE VIVE PERCHÉ VOGLIONO STUDIARE: LA VERGOGNA DEL SILENZIO OCCIDENTALE❗️❗️❗️
In Afghanistan le ragazze vengono TRUCIDATE e SCHIACCIATE VIVE dalle auto dei talebani solo perché pretendono di studiare. Davanti a questo massacro, la stampa occidentale mantiene un silenzio criminale e le "femministe" del politicamente corretto spariscono nel nulla. Troppo impegnate con le loro finte battaglie ideologiche da salotto per difendere donne vere che muoiono per la libertà. Questo mutismo complice è la prova del fallimento morale dell'Occidente. Una vergogna assoluta.👇👇👇
In Afghanistan, alcune ragazze sono scese in strada per rivendicare il proprio diritto all'istruzione, ma sono state affrontate con proiettili veri, idranti e persino investite dalle auto. Un video che non vedrete mai condividere da quegli islamisti che sostengono i talebani.
@Sufi495
Al liceo Monti di Cesena alcuni studenti sono stati puniti con un 6 in condotta e con una tesina “rieducativa” da svolgere prima della maturità dopo aver esposto uno striscione con la scritta “Italia agli italiani”. Tra gli argomenti assegnati per la “rieducazione” figurerebbero temi come le leggi razziali, il Giorno del Ricordo e perfino “Gli africani siamo noi”. Tutto questo mentre nello stesso istituto si fa lezione con esposte in classe le bandiere della palestina.
Quindi Palestina ai palestinesi va bene. Africa agli africani va bene. Ma Italia agli italiani diventa improvvisamente uno scandalo da punire? E tu che cosa ne pensi?
#cesena #scuola #italiani #istruzione #sinistra #propaganda #indottrinamento #immigrazione #palestina #propal
Presidente Conte, mi spiega come avete fatto a montare mie espressioni sul video del suo intervento, considerato che in quel momento io ero al Quirinale e quindi non in Parlamento?
Lo chiarisco solo per ricordare a tutti quanto la vostra politica si fondi su mistificazioni della realtà e fake news.
Per anni ci hanno raccontato che Israele combatte contro il Libano. E lo stanno facendo ancora, in questi giorni, sui giornali e alla televisione.
Eppure, ci sono sempre più voci libanesi che raccontano una realtà diversa. In questa intervista, il parlamentare libanese Camille Dory Chamoun ribalta la prospettiva: il vero problema del Libano non è Israele, ma Hezbollah. Una milizia armata, finanziata e armata dall’Iran, che ha sottratto sovranità allo Stato, trascinato il Paese in guerre non scelte e messo a rischio il futuro dei libanesi.
Chamoun smonta la propaganda anti-israeliana: sottolinea come l’IDF sia l’unico esercito a inviare avvisi preventivi ai civili per consentire loro di evacuare prima di un bombardamento. Il vero pericolo per la popolazione libanese, spiega il parlamentare, sorge quando i terroristi di Hezbollah si nascondono tra i civili, trasformando quartieri, scuole e abitazioni in obiettivi militari e usando la popolazione come scudo umano.
Una posizione che raramente trova spazio nel dibattito europeo.
Perché smantella una delle bugie più diffuse: quella di un Israele che avrebbe scelto di attaccare il Libano.
La realtà è che Hezbollah ha aperto il fronte nord contro Israele il giorno successivo al 7 ottobre, lanciando migliaia di razzi e missili contro città e comunità israeliane e costringendo decine di migliaia di civili ad abbandonare le proprie case.
Confondere Hezbollah con il Libano significa fare un favore alla propaganda. E impedisce di vedere chi ha realmente trascinato il Paese in guerra, chi continua a sacrificarne il futuro agli interessi dell'Iran e chi sta pagando il prezzo più alto di questa scelta: il popolo libanese.
Bisogna riconoscere la straordinaria professionalità dello staff medico della Global Sumud Flotilla. Gli attivisti sono stati picchiati, fratturati, sballottati, torturati, bastonati, schiaffeggiati, ma è bastata una semplice crema idratante per rimetterli perfettamente in sesto.
Dario Carotenuto, parlamentare cinquestelle fermato per qualche ora da Israele, giunto questa mattina a Fiumicino ha raccontato di essere stato picchiato selvaggiamente con un cazzotto nell’occhio così forte da avere perso la vista. Vi sembra uno che ha ricevuto un pugno bestiale in un occhio qualche oretta fa?
Lido di Volano – Per i fans delle sculture di Menegatti c’è una piccola “mostra” sulla spiaggia di fronte al mare – Entrata libera: https://t.co/6BGznyVR3N
MAGISTRATURA SCANDALOSA!
LADRO RUBA UN CAMION E VIENE INSEGUITO DALLE FORZE DELL'ORDINE,IL LADRO SI BUTTA DAL CAMION PER SFUGGIRE ALLA CATTURA,VENGONO INDAGATE LE FORZE DELL'ORDINE!
UNA GIUSTIZIA CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI..RINGRAZIAMO I RINCOGLIONITI CHE HANNO VOTATO NO!
Lido di Volano – Una piacevole sorpresa accoglie quest’anno i frequentatori della pineta: comode panchine per riposarsi durante le passeggiate: https://t.co/EvN7am5tky
Lido di Volano – Spiagge quasi pronte per essere “attrezzate” – Gli stabilimenti balneari stanno lavorando per un’estate magnifica: https://t.co/ZC7kvgYWnJ
LE DANNO IL SAPONE PER LAVARSI, PACIFINTA DELLA POLTIGLIA RACCONTA: “TORTURATA E BULLIZZATA DA POLIZIA ISRAELIANA, MI HANNO DETTO DI LAVARMI”
L’attivista pro-Hamas Macarena Chahuan, membro della Poltiglia, racconta di essere stata “torturata” da Israele: “Ci hanno rinchiuso in celle che sembravano campi di concentramento e ci hanno bullizzato. Mi hanno lanciato un pezzo di sapone e mi hanno detto di farmi una doccia perché puzzavo”.
Ora, io capisco l’avversione della sinistra al sapone, ma fare passare questo per tortura mi pare troppo. Non sanno più cosa inventarsi per fare vittimismo.
Quel porco filoterrorista di Thiago Avila esce al cospetto dei giornalisti tenendo le mani DIETRO la schiena fingendo di essere AMMANETTATO.
(Come Greta T., l’utile idiota, in aeroporto).
Poi il delinquente si dimentica della bufala e si sbugiarda da solo.
CARABINIERE SPARA AL LADRO: CONDANNATO A 3 ANNI DI GALERA. PER IL GIUDICE HA COMMESSO “ERRORE DI PROPORZIONI MACROSCOPICHE”. NON C’È SCAMPO PER LE DIVISE: O LA MORTE O LA CELLA
Sono state pubblicate qualche giorno fa le motivazione della sentenza con la quale il carabiniere Emanuele Marroccella, lo scorso gennaio, è stato condannato a 3anni di galera per avere sparato a un ladro, Jamal Badawi, nel 2020, a Roma, durante un intervento. Secondo il giudice, il carabiniere ha commesso un “errore di proporzioni macroscopiche” e lo sentenzia mentre è al sicuro nel suo ufficio, con il riscaldamento o l’aria condizionata, e non per strada a rischiare la pelle per garantire la sicurezza collettiva. Perché, vedete, un conto è una sentenza scritta a tavolino, un altro è trovarsi di fronte a un ladro, nel cuore della notte, con l’adrenalina che sale e la responsabilità di proteggere sé stessi e gli altri. Lo Stato pretende dai suoi uomini in divisa una perfezione che non esiste. Chiede loro di essere lucidi, rapidi, infallibili, di valutare in un istante ciò che un magistrato analizza con calma, a distanza di anni, con tutti gli elementi davanti e senza alcun rischio personale. Facile così. Troppo facile. Ebbene, abbiamo condannato un altro servitore dello Stato, reo di aver compiuto il suo dovere. E siamo sconfitti e fottuti tutti perché il messaggio che stiamo veicolando quotidianamente è questo: chi delinque, nella peggiore delle ipotesi, rischia un processino, una condannina simbolica, i servizi sociali, a volte nulla; chi interviene per fermarlo, invece, certamente paga. Prima con la gogna mediatica e poi tutto il resto. Il delinquente può contare su mille attenuanti, l’operatore della sicurezza su nessuna indulgenza.
Si crea così una cultura rovesciata, nella quale l’autorità è sistematicamente sospettata, delegittimata, indebolita. E il risultato lo vediamo ogni giorno: un senso crescente di impunità da una parte e di paralisi dall’altra. E tutto questo non fa che favorire il crimine e quella deriva nella quale versiamo.
Se continuiamo su questa strada, finiremo per avere forze dell’ordine sempre più esitanti, sempre più timorose, sempre più sole. E criminali sempre più spavaldi.