la bomba è scoppiata 2 giorni fa, ma lo scoppio è stato attutito dai media dominanti che proteggono sempre il complesso militare-industriale e d'intelligence:
gli #F35 sono stati un salasso fallimentare per l'Italia. La #CorteDeiConti ha fatto i conti:
https://t.co/NVzDMiQrcz
Ricordo agli ignoranti o ai dolosamente distratti che Bella Ciao è canzone universalmente simbolo di libertà, la cantarono al funerale delle vittime di Charlie Hebdo, in Iran contro il regime, in Turchia durante le proteste. Ancora con la paranoia di Bella Ciao? Che noia.
Pilato lo fece crocifiggere dopo che il sinedrio (composto da giudei) ne decretò la morte per bestemmia.
A quel tempo i giudei, secondo la legge romana, non potevano eseguire sentenze di morte.
Ma uno sfigato come @lefrasidiosho che cazzo ne sa.
Anche Elio Germano vota No al referendum del 22 e 23 marzo e lo fa sapere con un video che contiene un tributo a uno dei più geniali spot referendari per il NO nella storia repubblicana del nostro Paese: quello di Gigi Proietti a difesa dell'istituzione del divorzio, nel 1974.
#GiorgiaMeloni soffre le piazze, soffre le domande, soffre le contestazioni, soffre le opposizioni, soffre I giornalisti non allineati, soffre I magistrati. IN SINTESI, SOFFRE LA DEMOCRAZIA
Caro connazionale che hai il salario reale fermo al millennio scorso, non ti devi preoccupare, il governo che hai votato pensa a te e farà di tutto per portare Pucci sul palco di #Sanremo2026
C'è un via vai di post cancellati da politici e giornalisti. In questo caso l'eurodeputata della Lega Sardone in tutta fretta, cancella il suo in difesa del poliziotto di Rogoredo, ora accusato di omicidio. Troppo tardi. Ne ho conservata una copia. Te la regalo con piacere
L'eurodeputata della Lega Silvia Sardone in tutta fretta cancella il post in difesa del poliziotto di Rogoredo che ora é accusato di omicidio. Troppo tardi.
Siamo qui a riproporlielo.
La notizia, se si avesse il coraggio di darla per intero, non è che a Bari sono stati condannati dodici componenti di Casapound. Non è nemmeno che cinque di loro siano accusati di ricostituzione del disciolto partito fascista ai sensi della legge Scelba. Quella è la cronaca giudiziaria.
La notizia, se il giornalismo facesse il giornalismo, è che i membri di un’organizzazione che ha sostenuto la campagna elettorale di questo governo siano stati certificati come fascisti di ritorno. Gente condannata per «aver partecipato a pubbliche riunioni, compiendo manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ed in particolare per aver attuato il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica».
La notizia è che il ministro dell’Interno Piantedosi, che ama mostrarsi sempre intento a brigare per scovare terroristi veri e presunti, continui a farsi sfuggire un’organizzazione eversiva, forse perché composta da maschi adulti di razza bianca (come direbbe qualcuno) che esultano per i decreti securitari partoriti in fila.
La notizia è che perfino le reti Mediaset, e non il governo, si sono accorte che quegli eversori occupano abusivamente un immobile nel cuore di Roma. La notizia è che i giornalisti che ricordano al governo e al ministro la persistente illegalità vengano identificati dalle forze dell’ordine e invitati a non disturbare la pax tra fascisti e istituzioni.
La notizia è che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha trovato il tempo di intervenire su un comico che si è autocensurato non abbia trovato il tempo di dirci di Casapound.
Questa è la notizia.
Buon venerdì.
(il mio #buongiorno per @Left_rivista)
https://t.co/QjKIUgFGVe