BOYCOTT A2O
No elementary school student’s identity should be put through a flirty chatbot profile.
End the exploitation of elementary and middle school students in kpop.
All companies should wait until a person can bare minimum take a college exam to debut them as an idol.
Al suo interno c'era una fotografia del giovane scomparso, ritratto con un'espressione inquietante.
Sul retro, qualcuno aveva scritto a mano:
«Il contenimento è fallito. Sono fuggiti.»
Qualche giorno dopo, in una strada deserta alla periferia della città, una coppia stava passeggiando tranquillamente quando uno dei due notò una cartellina abbandonata a terra. Portava il logo della SCP Foundation.
Nell'angolo, una creatura rannicchiata cominciò a sollevarsi. Il suo volto era deformato e i suoi occhi sembravano troppo grandi per il cranio.
La creatura lo fissava. Un rumore umido riempì la stanza mentre quella figura tetra avanzava, trascinando le dita sul pavimento.
L'aria era calda e pesante, impregnata di odore di muffa e polvere bagnata. La moquette fradicia cedeva sotto le scarpe, lasciando una sensazione viscida. Da qualche parte, una goccia cadeva ritmicamente.
Dall'interno proveniva un odore acre, simile al ferro arrugginito, e una voce registrata ripeteva: «Non puoi tornare indietro».
Appena entrò, un brivido di freddo gli percorse la schiena. La stanza era illuminata soltanto da una piccola lampadina.
Quando il neon tornò stabile, la figura era scomparsa. Riprese a camminare, cercando di ignorare la sensazione che qualcosa lo seguisse appena fuori dal suo campo visivo.
Poco dopo trovò una porta metallica con il simbolo della SCP Foundation. Era socchiusa.
Non riusciva a muoversi. Rimase paralizzato mentre un rivolo di sudore gli colava dalla fronte. Le luci tremolarono e qualcosa scricchiolò a pochi centimetri da lui.
Si voltò. In fondo al corridoio c'era una figura alta e immobile, con arti innaturalmente lunghi. Non riusciva a distinguerne il volto ma sentiva che lo stava osservando. Quando quella creatura si fece più distinta davanti ai suoi occhi, smise persino di respirare.
Camminò per ore, senza trovare un'uscita. Il ronzio delle luci stava iniziando a farlo impazzire, così abbassò lo sguardo. Fu allora che sentì dei passi dietro di sé. Lenti. Regolari. Troppo vicini.
Non ricordava come fosse finito lì. Un momento si trovava in un centro commerciale, quello dopo si ritrovò in un corridoio infinito, illuminato da neon giallastri che ronzavano senza sosta.